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Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei

Ora del Mondo 1900-1924

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"Maggio 1900" L'Ora del Mondo

8 maggio 1900, martedì – Presiede il Cardinale Giuseppe Prisco
Festa propria della Vergine di Pompei in tutto il mondo
In questo giorno dedicato dalla Chiesa Universale a commemorare l’Apparizione dell’Arcangelo S. Michele, il gran Difensore e Custode del Santuario di Pompei, il mondo dei fedeli solennizza la Festa propria della Vergine di Pompei in tutti i luoghi della terra ove è venerata la prodigiosa Immagine Pompeiana.
E nel Santuario di Pompei è questa la Festa propria delle sue origini e dei miracoli della Regina del Rosario; per cagione dei quali si è in tutto il mondo introdotta questa festa al tutto nuova in onore della Vergine di Pompei.
Ed in questo giorno non solo in Italia ed in Europa, ma e nell’America, e nelle Indie, e nella Cina, e nell’Africa, e nell’Australia, ovunque si trova esposta un’Immagine partita da questo Santuario di elezione, i fedeli fanno corona a questa Madre di Misericordia, e si riconciliano con Gesù per mezzo della Sacramentale Penitenza, e si uniscono con Gesù per mezzo del Sacramento Eucaristico, e tutti ad una voce, nella medesima ora di mezzodì la pregano con la devota Supplica.
L’otto maggio è il gran giorno delle Commemorazioni e dell’origine del Santuario di Pompei.
Nel giro di soli ventiquattro anni si sono compiute con la sensibile protezione dell’augusta Regina del Rosario di Pompei tante Opere di Carità e di Beneficenza che formano ora la meraviglia del mondo, e che all’occhio degli uomini avrebbero richiesto il giro almeno di un secolo.
Tutte queste Opere furono sempre iniziate nel giorno otto maggio, che è il giorno memorabile della Storia di Valle di Pompei; a cominciare dalla Prima Pietra del Santuario, e terminare alla Consacrazione di esso ed alle istituzioni di Opere di Beneficenza educatrice di povere Orfanelle e di derelitti Figli di Carcerati; ed è questo pure il giorno anniversario della solenne Incoronazione di Nostra Signora di Pompei.
Orario. — Ore 9,45 a. m. Recitazione del Rosario in comune.
Ore 10 a. m. Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione Generale con colloquio dell’Ill.mo e Rev.mo Mons. D. Errico Marano, Protonotario Apostolico e Preposito dei Pellegrini di Napoli. Inno a S. Michele Arcangelo, Protettore e Difensore del Santuario di Pompei, coro di cento Orfanelle.
Ore 11,30 a. m. Esposizione del Divinissimo.
A mezzodì. Recitazione in comune della preghiera del mondo: LA SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI; e questa prece comune si ripete, tradotta in moltissime lingue, in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie. — Solenne Benedizione.
L'Eminentissimo Principe della Chiesa di Napoli e Vicario del Sommo Pontefice pel Santuario di Pompei, il Cardinale Giuseppe Prisco, reciterà anch'egli col popolo la devota Supplica alla Vergine del Rosario di Pompei.
Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel dì 8 maggio o in uno degli otto giorni seguenti (Rescritto Leone XIII, 13 aprile 1888). — Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 giugno 1890). — Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove si trova esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 novembre 1887).
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi, che si celebra all'Altare Maggiore o agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio. — (Breve del Santo Padre Leone XIII, 29 marzo 1887, e Rescritto del 3 giugno 1893).
Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI.
N. B. — In questo anno del Giubileo di Roma sono sospese le Indulgenze per la persona propria, ma tutte sono applicabili per le Anime sante del Purgatorio.
Ore 7 di sera. Recitazione del Rosario. — S' incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo in questa notte e in questo giorno 8 maggio, ma ancora dalla solennità del trascorso ottobre insino a questo giorno faustissimo.
Canto delle Litanie e Benedizione solenne.
(Autore: Avv. Bartolo Longo)

"Ottobre 1900" L'Ora del Mondo
Presiede il Vicario del Sommo Pontefice Eminentissimo Cardinale Prisco

La Vergine di Pompei entra la prima volta nell’Ospizio dei Figli dei Carcerati
Nel fondo della piazza sorgerà un'Assida temporanea dove sarà deposta per quell'ora solenne l'Immagine Prodigiosa della Vergine di Pompei; ed accoglierà il Vicario del Sommo Pontefice Eminentissimo Cardinal Prisco con i Prelati ed i Sacerdoti che intoneranno l’Inno del Signore. Nel momento che l'Immagine sacrata verrà pubblica venerazione su quella improvvisa Ara si udirà esposta alla cantico, come lontano eco di un canto di angeli, ripetendo le un fatidiche parole che la Chiesa militante volge a Maria:
Ave, Regina Cœlorum!
Ave, Domina Angelorum!
Salve, radix, salve, porta,
Ex qua mundo Lux est orta!
Gaude, Virgo gloriosa,
Super omnes speciosa!
Vale, o valde decora,
Et pro nobis Christum exora!
Sarà un coro di cento Orfanelle salvate dalla clemente Regina del Rosario, che inneggeranno alla loro augusta Salvatrice esprimendole gli affetti vivissimi racchiusi in quei versi latini, che significano:
- Noi ti salutiamo, o Regina dei Cieli! noi ti salutiamo, o Signora degli Angeli, salve o Radice di ogni nostro bene; salute a Te, che sei la Porta donde a noi è venuta la Luce del Paradiso. Rallegrati, o Vergine gloriosa, tra tutte la più eletta! Salve, oh bella tanto, e prega per noi il tuo Figliuolo Gesù Cristo.
Per tanti anni la Signora Nostra del Rosario ha accolta la Supplica del mondo, nel mezzodì dell'8 Maggio e nel mezzo dì della Prima Domenica di ottobre, dal suo Trono di marmi e di ora nel suo eletto Santuario, nella dimora delle sue predilette Orfanelle. Questa volta nel giorno del suo primo Giubileo riceverà la Supplica del mondo nel Tempio della Carità universale, nella Casa dei poveri Figli dei Carcerati.
Sarà quella la prima volta che la Regina nostra delle Vittorie uscirà incoronata dalla sua Reggia per visitare e benedire la Casa della carità del mondo, l'Ospizio dei figli Suoi prediletti, val dire dei fanciulli che furono i più abbandonati.
Sull'altare di quell'Assida, verrà esposto il Divin Redentore nel Sacramento, ed ai suoi piedi verrà recitata la consueta Supplica del mondo alla Potente Regina delle Vittorie, a cui risponderà un coro di migliaia e di migliaia di fedeli prostrati sulla polvere. E se ogni volta Ella, Madre delle grazie, ha benedetto in quell'ora i figli suoi che la supplicarono quale Regina, spargendo copiosi i celesti favori; che cosa Ella non farà a mezzodì del 7 Ottobre, nella ricordanza solenne del suo primo ingresso nella Valle di Pompei, quando i popoli la ringrazieranno dei miracoli che ha prodigati al mondo per venticinque anni continui, e quando per la prima volta sarà entrata nella Casa dei Figli dei Carcerati, e per la prima volta, nella piazza convertita in Chiesa, avrà accolto i gemiti e le lacrime Supplichevoli del mondo intero.
                                                              (Autore: Bartolo Longo)
*La Supplica del mondo nella piazza dell'Ospizio dei Figli dei Carcerati

Sono presso le 11. L’ora segnata, e tanto aspettata, dalla Processione trionfale della Vergine di Pompei. Sull’ampia via Sacra la trionfale Processione si spiegò in tutta la sua magnificenza. Come la Santa Immagine toccò la terra su cui sorge l’Asilo della più grande carità verso la classe dell’infanzia più misera, si alzò un cantico, gentile, melodioso di voci argentine di fanciulli accompagnati da due concerti musicali.

Dall’orologio del Santuario giungono lenti e gravi i rintocchi del mezzogiorno.
È il momento solenne, il momento tanto aspettato e tanto invocato.
È l’ora del mondo. Un silenzio profondo invade la moltitudine. Si comincia le preghiera mondiale, la Supplica alla Vergine di Pompei. Le prime parole escono decise ma tremule dalle labbra della moltitudine. Il suono di quelle migliaia di voci rassomiglia al fremito delle onde dell’oceano poco prima della tempesta.
Molti, vinti da commozione inesprimibile, con la gola chiusa dai singulti, non possono parlare, e seguitano mentalmente la preghiera. E quando il sacro oratore pronunziò le ultime parole della Supplica: O Rosario benedetto di Maria… noi non ti lasceremo mai più; tu ci sarai conforto nell’ora di agonia; a te l’ultimo bacio della vita che si spegna, delle migliaia di persone che gremivano il piano non una si mosse: tutti rimasero prostrati, assorti ancora nella preghiera, quasi rapiti dalla dolcissima estasi del momento.
(Autore: Bartolo Longo)
I Vescovi dell'Orbe alla trionfale processione dell'Immagine Pompeiana
 
La universalità del culto alla Vergine di Pompei è stata uno dei contrassegni divini per cui l'Opera pompeiana viene da tutto il mondo venerata ed amata come opera di Dio.
 
Questo fatto dell'universalità e dell'apostolicità del Santuario di Pompei è cominciato a dimostrarsi sin dall'inizio di questa opera santa.
 
Ventiquattro anni indietro non era ancora ben conosciuta in Napoli l'opera di un Tempio a Pompei, quando già avemmo le prime offerte dall'Inghilterra, per mezzo di Lady Herbert madre di Lord Pembroke; e dall'America per mezzo di un Missionario Cappuccino del Brasile, Padre Fra Salvatore Bressi.
 
Il fastigio del Santuario di Pompei è sembrato di anno in anno raggiungere il suo culmine pel corso di venticinque anni; ed ognuno ogni anno reputava che quella data festa segnasse l'apogeo delle glorie della Vergine del Rosario e dell'Opera qui sorta pei suoi miracoli. Ma invece è avvenuto un fatto, che ci fa annichilare per l'umiliazione, ogni volta che vi torniamo su col pensiero.
 
Nell'8 Maggio del 1876 era un Vescovo, il capo della Diocesi di Nola, che poneva la prima pietra di quest' Opera divina, di quest'Opera che niuno allora prevedeva che sarebbe stata di ordine universale.
 
Undici anni appresso, cioè nell'8 Maggio 1887, si consacrava il primo altare di questo Tempio, divenuto oggi Santuario noto al mondo; ed alla incoronazione della già vecchia e sdrucita imagine del Rosario incedevano processionalmente tre illustri presuli successori degli apostoli: il Cardinal Monaco La Valletta, il medesimo Vescovo di Nola Monsignor Formisano, e Monsignor Bressi Vescovo di Bovino.
 
Il primo era mandato dal fianco del Papa a rappresentarlo nell'incoronazione di questa Immagine Prodigiosa; il secondo era il Capo di questa Diocesi, già eletto dai consigli dell'Eterno a consacrare la prima pietra di questo trono universale delle grazie; il terzo era quel frate missionario Cappuccino che aveva mandato le prime offerte dall'America, e rappresentava le nazioni straniere ai piedi della Vergine di Pompei.
 
Passarono altri quattro anni, e nel 7 Maggio 1891 si consacrava il Santuario di Pompei dedicato alla Regina del SS. Rosario. Pareva allora che le glorie di questo Santuario non potessero essere maggiori; giacché per trenta giorni consecutivi, quanto durarono le feste della dedicazione del Tempio, vennero qui a dire le lodi di questa Regina, ben trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali. Sicché la Vergine di Pompei in trenta giorni continui, dall'8 Maggio all'8 Giugno 1891, accolse nel suo seno trentatré degni successori degli Apostoli di Gesù Cristo.
 
Ma ora nel giorno solennissimo del Venticinquesimo anniversario dell'arrivo della Vergine in questa Valle abbandonata, nel giorno in cui si solennizzeranno insieme tutti i trionfi di questa potente Regina riportati pel corso mai non interrotto di Venticinque anni, la Valle di Pompei sarà ammirevole per uno spettacolo nuovo. Se nel 1891, trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali furono visti qui per trenta giorni di seguito; trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali si vedranno qui raccolti in una sola giornata, nella giornata imperitura del 7 Ottobre.
 
I figli della Vergine di Pompei venuti da ogni parte dell'Orbe a portare in trionfo la loro Madre, ammireranno una processione di Vescovi ammantati di bianco Piviale e con mitra preziosa in testa precedere la Sacra Immagine.
 
A gara questi eletti rappresentanti degli Apostoli di Cristo pel corso di tanti anni nelle loro Diocesi hanno introdotto la devozione e il culto alla Vergine di Pompei; ed ora con una nobile gara quasi tutti han risposto al nostro appello, e ci hanno inviati pel di solenne dell'Apoteosi di Nostra Signora i loro stendardi, i loro stemmi, e molti di essi di persona verranno ad onorarla nella solenne processione.
 
Già ci han risposto che verranno, mandando anche precedentemente i loro stendardi: l'Eminentissimo Cardinale Achille Manara Arcivescovo di Ancona; Mons. Renzullo Vescovo di Nola, l'eletto da Maria a successore del Primo Vescovo fondatore del Santuario di Pompei Mons. Formisano; l'Abate D. Benedetto Bonazzi della Badia di Cava dei Tirreni; Mons. Antonio M. Buglione Arcivescovo di Conza e Campagna; Mons. Giulio Vaccaro Arcivescovo di Bari; Mons. Valerio Laspro Arcivescovo di Salerno; Mons. Carmelo Pujia Vescovo di Anglona e Tursi; Mons. Gennaro Cosenza Vescovo di Caserta; Mons. Giulio Tommasi Vescovo di S. Angelo dei Lombardi; Mons. Michele Zezza dei Baroni di Zapponeta Vescovo di Pozzuoli; Mons. Luigi Del Forno Vescovo di Nocera dei Pagani; Mons. Michele De Iorio Vescovo di Castellammare di Stabia; Monsignor Serafino Angelini Vescovo di Avellino; Mons. Giovanni Vescia Vescovo di Policastro; Mons. Giuseppe Izzo Vescovo di Cava dei Tirreni; Mons. Francesco D'Albore Vescovo di Monopoli; Mons. Felice De Siena Vescovo di Caiazzo; Mons. Domenico Taccone Gallucci Vescovo di Nicotera e Tropea; Mons. Salvatore Palmieri Arcivescovo di Brindisi e Amministratore Perpetuo di Ostuni.
 
(Da: Il Rosario e la Nuova Pompei - Anno decimosettimo - 1900 - Autore: Bartolo Longo)

"Maggio 1901" L'Ora del Mondo

8 maggio 1901, mercoledì – Presiede il Cardinale Giuseppe Prisco

Alla folla giunta fin dalla sera del martedì precedente altra folla si aggiunse al mattino di Mercoledì 8 Maggio, al giungere sempre nuovo di treni e di carrozze. Entrare in Chiesa era ormai una impresa ardua e difficile. Alle ore 10, quando l’Oratore della Vergine di Pompei offriva il divino Sacrificio all’Altare maggiore e le Orfanelle cantavano l’inno alla Regina della Pace, il Santuario di Pompei presentava uno spettacolo degno veramente dei tempi della più viva fede.
Le Messe si succedevano le une alle altre a tutti gli altari, e sembrava che le sacre particole non potessero bastare per tanta moltitudine famelica del Pane degli Angeli.
Alle 11,45 ora in cui doveva recitarsi la Supplica, l’accesso alla Chiesa era divenuto impossibile. Dalla porta maggiore la folla si stendeva fin fuori al porticato, sui gradini e nella Piazza. La cappella dell’antica parrocchia, la cappella di Santa Caterina, l’antica sagrestia col corridoio da cui vi si accede erano anch’esse gremite.
E da tutti questi punti simultaneamente, in un fervore ardente di fede, fu cominciata la Supplica alla Vergine di Pompei, e continuata fra le lagrime, i singhiozzi di tutta quella moltitudine che da Maria solamente aspettava aiuto, conforto, coraggio nelle avversità e nelle afflizioni, e Pace nel cuore.
A Mezzodì
La Prima Benedizione Papale dalla Loggia Papale della Facciata
Terminata la Supplica, ed impartita dal Rev.mo Mons. Errico Marano la solenne Benedizione del Santissimo, la folla, come larga fiumana, dalle tre porte del Tempio si riversa nella Piazza del Santuario.
Qui si dispone occupando non solo la piazza, ma le vicine vie e le terrazze, aspettando il momento solenne in cui dovrà vedere il Cardinal rappresentante il Sommo Pontefice, sulla loggia papale del Santuario, che dovrà dare in nome del Vicario di Cristo la prima volta da quel luogo la Benedizione Apostolica.
Pochi minuti passano in questa aspettazione, quando in distanza si ode un lontano vocio e alcune grida di evviva, cui rispondono i suoni delle campane del Santuario, e quindi la musica dei Figli dei Carcerati intona la Marcia trionfale di Wagner.
Ed ecco apparire alla svolta della Via Sacra le carrozze del Corteo. La folla si addensa presso le vetture. Ispettori, Delegati, guardie e carabinieri non riescono a trattenere il popolo che vuol mirare da vicino il Vicario di Leone XIII pel Santuario mondiale di Pompei.
E l’E.mo Principe, il Cardinale Giuseppe Prisco, col suo consueto benevolo sorriso risponde a tutti, benedicendo. È disceso dalla carrozza, ravvolto nella maestà della porpora, sale il grande scalone che mena alla vasta sala del Secondo Ordine della Facciata. Egli è preceduto dalla Croce astile, dai chierici, dai sacerdoti del Santuario. È fiancheggiato dall’Ill.mo Mons. Alessandro Avv. Carcani suo Vicario pel Santuario di Pompei, dall'Ill.mo Monsignor Lamberti Vescovo di Conversano, dal Fondatore del Santuario, dal Rettore P. Cecchini dei Predicatori; ed è seguito da una corona di Prelati, tra i quali ricordiamo Mons. Enrico Marano, Mons. Achille De Lalla, Mons. Gennaro Strino, Mons. Filippo Sorrentino e dal Primo Cerimoniere della Cattedrale di Napoli, Rev. Don Salvatore Scarpati. Ed ecco allo sguardo delle migliaia di fedeli, raccolti nella Piazza sottoposta e sulle tribune e sui balconi, apparire dalla Loggia papale la veneranda figura del Sacro Principe circondata dalla schiera dei Leviti. Un religioso silenzio si fa in quella moltitudine, e in un attimo tutti si scoprono il capo e tutti reverenti si prostrano in ginocchio. Dall’alto della Loggia, il Rev.mo Mons. D. Sabato Giordano, Protonotario Apostolico Dottore in Sacra Teologia, legge a voce sonora l'annunzio della Benedizione Apostolica:
Eminentissimus ac Reverendissimus in Christo Pater et Dominus, Dominus Ioseph, Tituli Sancti Xysti, Sanctae Romanae Ecclesiae Presbyter Cardinalis Prisco, Dei et Apostolicae Sedis gratia, Archiepiscopus Neapolitanus, nomine et auctoritate Sanctissimi Domini Nostri Leonis Papae Decimitertii, omnibus hic praesentibus vere de peccatis poenitentibus Benedictionem Apostolicam cum plenaria omnium peccatorum Indulgentia impertit.
E quindi il Rev. Sac. D. Giuseppe Morrone ne legge la versione italiana:
L'Eminentissimo e Reverendissimo in Cristo Padre e Signore, il Signor Giuseppe, del titolo di S. Sisto, Prete Cardinale della Santa Romana Chiesa Prisco, per la grazia di Dio e della Sede Apostolica, Arcivescovo di Napoli, in nome ed autorità della Santità di Nostro Signore il Papa Leone Decimoterzo, impartisce la Benedizione Apostolica con l'Indulgenza Plenaria di tutt'i peccati a quanti sono qui presenti, che sono veramente pentiti de' loro peccati.
Dopo di che Sua Eminenza si appresta a leggere la sacra formola. Qui e colà nella folla si vede un rapido picchiar di petti; delle labbra, sotto voce, mormorano l'atto di contrizione, altri pregano mentalmente, e la preghiera lor traluce dagli occhi.
Precibus et meritis Beatae Mariae semper Virginis, beati Michaelis Archangeli, beati Ioannis Baptistae, SS. Apostolorum Petri et Pauli, et omnium Sanctorum, misereatur vestri omnipotens Deus, et dimissis peccatis vestris, perducat vos ad vitam aeternam. R. Amen. Indulgentiam, absolutionem, et remissionem omnium peccatorum vestrorum, spatium verae poenitentiae, cor semper poenitens, et emendationem vitae, perseverantiam in bonis operibus tribuat vobis omnipotens et misericors Deus. R. Amen.
E dall’alto della Loggia Papale le parole della Sacra Benedizione Apostolica si odono, chiare, distinte:
Et benedictio Dei omnipotentis Pa+tris, et Fi+lii, et Spiritus Sancti descendat super vos et maneat semper, Amen.
Le solenni parole della Benedizione scendevano apportatrici di conforti celesti nelle anime, e dall’alto la bianca Immagine della Vergine, mostrando il Rosario, sembrava anch’essa sorridere e benedire. Sublime era lo spettacolo in quel momento. La Facciata sembrava rifulgere di nuova luce, e nel centro la Loggia Papale era tutta un fulgore. Le due preziose colonne di marmo rosso di Finlandia avevano al sole uno scintillio roseo, azzurro, dorato; non sembravano più di marmo, ma di pietre preziose fuse in un mirabile insieme. E rilucevano i capitelli, le due grandi colonne, e gli archi, mentre sul timpano maggiore lo scudo del nostro amato Pontefice si mostrava radioso, baciato dal sole, augurio di speranza e di sicura Pace Universale. Quando Sua Eminenza pronunziò commosso le ultime parole, benedicendo in nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, tutte quelle migliaia di persone si segnarono del segno della Croce. E in tutti i cuori surse una speranza, la speranza di vedere un giorno su quella Loggia il Capo di tutta la Cristianità in persona benedire i popoli dell’universo. Questo avvenimento non è forse lontano. Milioni e milioni di firme ci giungono ogni giorno in attestato del Plebiscito del mondo per la Pace Universale; ma più che le firme dei mortali, per noi è arra di sicura pace la suprema gloria che darà il Capo della Chiesa militante alla Regina del Santo Rosario, quando apporrà l’ultima gemma alla immortale corona con la Definizione dommatica dell’Assunzione sua gloriosissima. Quel giorno tanto aspettato e tanto desiderato sarà il degno compimento dell’Opera pompeiana. E dall’alto della Loggia Papale Colui che ha la suprema autorità conferitagli da Cristo, potrà benedire i suoi figliuoli della terra tutta, convertiti e tornati a Dio per intercessione della Vergine del Rosario di Pompei.
*La Supplica nel Santuario
L' 8 Maggio 1876 — L' 8 Maggio 1901 - Venticinque anni oggi si compiono da che io scriveva pure un programma. Era il primo, ed era, come questo che vo dettando, un programma d'invito: ma un invito ristretto soltanto ai napoletani, anzi a talune poche famiglie tra le più cospicue di quella città. Allora sarei stato dichiarato al tutto folle, come già fui reputato fantastico, se avessi detto che un giorno, e non del tutto lontano, il mio invito si sarebbe diffuso per l'Italia e per le nazioni straniere.
Era il 7 Maggio 1876, ed io, recandomi casa per casa, invitai quelle famiglie di signori napoletani che aveva potuto associarmi nel corso di tre mesi alla nuova e futura Opera Pompeiana. Li pregava che nel giorno seguente, 8 di Maggio, venissero ad assistere alla nostra umile festa religiosa, che avremmo celebrata in aperta campagna, per la sacra cerimonia l'andare di chi sa quanti anni, sarebbe stato per edificarsi sulla terra di Pompei pel bene spirituale di questi poveri contadini, i quali oltre ad una cadente e indecorosa ed insufficiente cappelluccia parrocchiale, non avevano un tetto sotto cui raccogliersi ad adorare il Signore.
A tanto erano limitate le nostre idee nello accingerci all'impresa, tanto circoscritte le nostre speranze.
E vennero qui circa trecento tra signori e dame napoletane in quel giorno ottavo di Maggio. E allo scoperto cielo, innanzi a una Croce piantata sulle smosse zolle coperte di erbe ancora bagnate dalla pioggia caduta la sera innanzi, ci prostrammo e adorammo il Signore. E qui, sotto la volta azzurra di limpido cielo, salutata dai raggi di un purissimo sole, rimpetto alla maestosa bellezza del Vesuvio che sotterrò col lapillo la città voluttuosa, in vista dell'Anfiteatro Pompeiano che ricorda ancora scene di sangue e di feroce voluttà pagana, venne consacrata e fu posta dal Pastore della Diocesi di Nola la prima pietra di questa Opera, che contro ogni previsione di uomo era prestabilita a divenire gigantesca, universale, divina, e apportatrice di Pace a tutta la terra. Quella prima pietra era collocata, per inscrutabile ordinamento celeste, a pietra angolare di un Santuario che in pochi anni sarebbe divenuto mondiale e Pontificio, e dove il concorso di tutti i popoli della terra avrebbe risposto ad un altro invito, a quello cioè che la Vergine Madre fa agli uomini tutti, per mezzo delle sue grazie per affratellarli insieme coi vincoli di carità e di pace.
Oh come è dolce il ricordare i primi giorni di questa fondazione! Le prime pietre per le fondazioni di questo tempio avemmo la fortuna di portarle noi sulle nostre spalle!...
A quelle ruvide pietre, a quegli scabri sassi, cavati da una preistorica lava vesuviana, quella medesima lava su cui fu fabbricata l'antica Pompei, seguirono i doni di oro, di argento e di gemme che giunsero qui da ogni lido, e che oggi adornano l'interno del Santuario e fanno brillare dei colori dell'iride il diadema e il regale manto della Regina delle Vittorie.
Oggi, al compiersi dei venticinque anni da quel giorno, incancellabile nella storia della civiltà e della Chiesa, lo ripeto per lo stesso giorno degli 8 Maggio quell'invito, ma con parole di sommo giubilo e con più alti intendimenti, e non a trecento anime elette di Napoli, sì invece a tutte le anime elette del globo:
— Fratelli e sorelle! noi siamo vicini ad offrire al Signore del Cielo la sua Casa che gli abbiamo fabbricata sulla terra. Che onore per gli uomini edificare sul luogo dell'esilio la Casa ove Iddio abita con essi, e dove il Re celeste conversa con le sue creature, ne riceve le suppliche, ne asciuga le lagrime, conforta i cuori col perdono e la pace, gl'invita alla sua mensa, e col Pane della Vita li conforta ad aprirsi la via del cielo. Venite adunque, adorate ed esultate nel Signore.
Quaranta giorni ancora ci separano da quel dì; e il mondo, che converrà in quel giorno a Pompei, vedrà questa Casa dell’Altissimo, questa Reggia della Regina delle Vittorie sfolgorante di tutte le perfezioni, illuminata dal radioso sole di Maggio del primo anno del Secolo Ventesimo, Anno Giubilare del Santuario Pompeiano.
Sì, il mondo sarà in quel giorno a Pompei, e vi sarà coi sospiri, coi voti di milioni e milioni di cuori, e con i rappresentanti di tutti i popoli della terra; e stupirà e si rallegrerà insieme alla vista del Monumento glorioso che porterà ai secoli venturi la memoria e l'attestato indelebile e imperituro della nostra Fede, della nostra Carità.
Questo Santuario non gigantesco per mole, ma a ragione della sua importanza storica, religiosa ed artistica, e per essere stato edificato col concorso del Mondo, e perché tutta la terra lo riguarda come il suo faro di luce nelle burrasche tenebrose della vita e ad esso ricorre, ben può dirsi che sovrasta come gigante a tutti gli altri monumenti contemporanei. Esso è la più solenne protesta contro i deliri della corruzione e i sofismi della miscredenza, del materialismo, per cui il secolo Decimonono pareva irrevocabilmente condannato a morire nell'indifferentismo e nella negazione di Dio.
Esso ha tratto a sé il mondo, scotendolo con benefico ridestamento alla Fede e alla Carità, irraggiando iride di pace nei cuori presso a disperare, e infondendo coraggio nelle anime abbattute e trepidanti.
Ed esso ha sollevato l'Arte, rimettendola sulla vera e naturale sua via, di glorificare il Cielo; poichè nel Santuario Pompeiano l'Architettura, la Musica, la Pittura, la Scultura hanno trovato un regale asilo, da cui si sono potute mostrare quali esse sono; cioè le divine confortatrici dell'uomo, le ispiratrici dei più nobili, puri e soavi sentimenti dell'animo.
Ma ciò non è tutto. Quest'Opera, dopo venticinque anni della sua prima origine, manda oggi nuovi e letificanti splendori sulla civiltà e sulla Chiesa.           
(Autore: B.L.)

"Ottobre 1901" L'Ora del Mondo

Presiede Mons. D. Errico Marano
*Sabato 5 Ottobre - La grande vigilia
È questa la giornata del grande apparecchio, è la grande vigilia di quella solennità che è fausta per tutto il mondo cristiano, e deve essere oltremodo solenne nella Basilica Pompeiana dedicata al Rosario. È questo il Sabato per eccellenza, che chiude le tre Novene per impetrare le grazie, e chiude anche il corso devoto dei quindici Sabati tanto prediletti alla SS. Vergine, e tanto cari al cuore dei fedeli, e tanto benefici alle anime di coloro che li praticano.
Ed in questa giornata di Sabato i cuori degli amanti di Maria debbono disporsi ad una sovrumana letizia in aspettazione delle grazie che essi hanno chiesto pel corso di quindici settimane, e perché domani vedranno la gloria della Madre loro sulla terra di sua elezione. Dal mattino di questo Sabato sino a tutta la giornata di domani, Domenica 6 Ottobre, non vi sarà mai interruzione di preghiere nel Santuario di Pompei.
Orario
Ore 5,30 antimeridiane Recitazione del Rosario, Messa, Comunione generale, chiusura dei Quindici Sabati, Benedizione col Divinissimo. Ore 9,30. Recitazione del Rosario in comune, Messa bassa con canto delle Orfanelle dell'inno alla Regina di Pompei accompagnato dal monumentale Organo. Comunione generale, chiusura dei Quindici Sabati. Recitazione della preghiera pel mese di Ottobre, Solenne Benedizione.
*Domenica 6 Ottobre.
Anniversario del solenne Giubileo della Immagine Pompeiana.
Prima Festa del Rosario nel Secolo Vigesimo
Oh, i dolci ricordi che ci richiama la solennità del SS. Rosario in questo anno 1901! Questa Prima Domenica di Ottobre, da Lepanto a Pompei, è tutta un'epopea sublime pel divino Rosario.
La storia dell'Evo di mezzo registra a grandi caratteri la potenza trionfatrice del Rosario: la storia di oggi ha già segnato la grande evoluzione benefica e sociale che il Rosario compie da questo provvidenziale Santuario. Chi non ricorda la giornata, che noi chiameremo campale, del 7 Ottobre 1900?
Il nostro cuore sussulta riandando quei momenti di paradiso! Questa prodigiosa Immagine era troppo bella in quel giorno: noi abbiamo la certezza che in quel solenne giorno la celeste nostra Regina percorreva di persona le vie della sua città, compiacendosi degli atti di compunzione, di ossequio, di devozione, di amore che tutto il mondo da questa Valle vesuviana le tributava.
E con tali commoventi ricordi noi ci apprestiamo, e con noi invitiamo tutti i Figli della Vergine di Pompei a celebrare degnamente la prima festa del Rosario nel secolo Vigesimo. Tutti i divoti che non ebbero la ventura di veder qui la Festa del Primo Giubileo dell'Immagine Pompeiana, nel 7 Ottobre 1900, e però non poterono ammirare la festa speciosa e commovente della sfilata di trecento bandiere innanzi alla taumaturga Immagine Pompeiana, vedranno il Trono dell'augusta Regina riccamente adorno da tutte le bandiere delle nazioni.
In esse non saranno solo le bandiere di città o nazioni cattoliche, ma ancora le bandiere di nazioni protestanti e pagane, e perfino delle più barbare e remote regioni del Globo.
*Orario delle sacre Funzioni
Ore 5 ant. — Apertura del Santuario — Prima Messa. Ore 9,30 ant. — Recitazione del Rosario in comune. Ore 10 ant. — Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione Generale con colloquio; Inno alla Regina del Rosario, coro di cento Orfanelle. Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nella Prima Domenica di Ottobre o in uno degli otto giorni seguenti (Rescr. Leone XIII, 13 Aprile 1888).
Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei (Rescr. 20 Giugno 1890). - Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana.
A mezzodì. - SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI.
Solenne Benedizione. A sera. — Si eseguono tutte le solenni funzioni come in tutte le sere del mese di Ottobre, cominciandosi le tre Novene di ringraziamento alla Vergine di Pompei per tutte le grazie che ha concedute e concede al mondo in questo Mese sacro al Rosario.

"Maggio 1902" L'Ora del Mondo

Presiede Mons. D. Errico Marano
*Vigilia della solennità della Vergine di Pompei
Grande Festa nel Santuario di Pompei pel decimoprimo anniversario della solenne Consacrazione del Tempio dedicato alla Regina del Santo Rosario.
In questo giorno i Sacerdoti tanto del Santuario quanto gli avventizi sono tenuti a recitare l'uffizio della Dedicazione e celebrare la Messa della Sacra. In questo giorno si compiono undici anni da che fu consacrato per mano dell'E.mo Cardinale Monaco La Valletta l'altare dedicato al Cuore di Gesù e alla B. Margherita. Ore 10 ant. Messa solenne della Dedicazione, cantata dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo orchestrale. Ore 1,30 pom. — Il Santuario si chiude.
*La Sacra Veglia nell'interno del Santuario
Ore 5 pom. — Entrata nel Santuario solamente dei Zelatori e Zelatrici, dei Benefattori e delle Benefattrici, muniti di biglietto personale e numerato, per assistere alla Sacra Veglia. Ore 7 pom. — Recitazione del Rosario in comune — Chiusura della terza Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie — Canto delle Litanie e Benedizione del Santissimo. Ore 8,30 pom. — Recitazione della prima parte del Rosario — Misteri Gaudiosi. Ore 9 pom. — Solenni Primi Vespri dell'Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo cantati dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo e da tutti i fedeli convenuti nella Basilica (1).Ore 10,30 pom. — Seconda parte del Rosario. — Misteri Dolorosi. Ore 10,45 pom. — Recitazione in comune dell'Uffizio del Mattutino e delle Laudi dell'Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo. Ore 11,30 pom. — Recitazione dell'ultima parte del Rosario. — Misteri Gloriosi. Ore 11,45 pom. — Fervorino di apparecchio alla prima ora del giorno 8 Maggio, che segna la giornata dei grandi trionfi della Vergine di Pompei in tutto il mondo e ricorda i sublimi trionfi di nostro Signore Gesù Cristo. A mezzanotte. — Messa all'Altare Maggiore e contemporaneamente a tutti gli altri Altari del Santuario. Comunione generale.
L' otto Maggio è il gran giorno delle commemorazioni e dell' origine del Santuario di Pompei.
Compiersi oggi il ventiseiesimo anno dal dì che fu posta la prima pietra del Tempio dal Vescovo di Nola Monsignor Formisano (8 Maggio 1876).
Il diciannovesimo dal dì che fu battezzata la prima Campana del Santuario, e fu inaugurato il primo Orologio in questa Valle per pubblico utile, e la prima volta fu recitata in comune nell'ora di mezzodì una Preghiera alla SS. Vergine di Pompei (8 Maggio 1883).
Il quindicesimo anno dalla fondazione dell'Orfanotrofio femminile della Vergine di Pompei.
L'undicesimo anno dalle origini dell'Ospizio Educativo Bartolo Longo pei Figli dei Carcerati.
*Orario delle sacre Funzioni.
Ore 9,30 ant. — Recitazione del Rosario in comune.
Ore 10 ant. — Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione generale con colloquio; Inno alla Vergine di Pompei, Regina della Pace, coro di cento Orfanelle.
Ore 11,30 ant. — Esposizione del Divinissimo.
A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei; la quale prece comune si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel dì 8 Maggio o in uno degli otto giorni seguenti (Rescritto Leone XIII, 13 Aprile 1888). — Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescr. 21 Giugno 1890). — Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887).
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi che si celebra tanto all'Altare Maggiore quanto agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio. — (Breve del S. P. Leone XIII, 29 Marzo 1887, e Rescritto del 3 Giugno 1893).
Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei.
Ore 7 pom. — Recitazione del Rosario. — S'incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo in questa notte e in questo giorno 8 Maggio, ma ancora per tutte le grazie concesse dalla solennità di Ottobre passato insino a questo giorno faustissimo. Canto delle Litanie e Benedizione.
*Cronaca dell’8 Maggio in Valle di Pompei
 
La festa dell’8 Maggio, ormai tradizionale nella storia gloriosa della Valle pompeiana, ha avuto questo anno un carattere nuovo, e ha destato tra i devoti della Vergine di Pompei novelli palpiti di fede amante. La coincidenza della festa propria della Vergine di Pompei con l’Ascensione trionfale del Signore ha dato nuovi slanci alla preghiera, nuove forme alla pietà cristiana; e nella veglia sacra della notte precedente, come nelle ore del mattino, ha trasformato il Santuario in una visione solenne, che destava in quella immensa folla d’ogni paese un fremito indistinto, un’attrazione interna, mistica all’animo, di distaccarsi dalla terra e sospirare all’alto, all’alto.
 
*La notte in preghiere.
 
Alle ore cinque della sera del mercoledì, 7 Maggio, la Basilica Pompeiana era già gremita, e i pellegrini che a nuove ondate arrivavano in fretta nelle ore successive, fino alle ore nove, dovevano arrestarsi fuori del Santuario, e contentarsi di assistere alle funzioni che si celebravano sotto i portici della Facciata. Nel Santuario intanto, simili a tremiti d’arpe, vibravano le voci delle Orfanelle, cui rispondeva un popolo in tono lento e grave. Sembrava un accordo mirabile tra voci d’Angeli lontani e i gridi e i sospiri dei poveri esuli attraverso le plaghe desolate di questa terra. Erano i primi Vespri dell’Ascensione, le prime acclamazioni e le prime preghiere che in quella notte levavansi al Trionfatore immortale dinanzi al Trono di Maria. Quanta soavità nel canto semplice e delicato delle Orfanelle! Quanta solennità nel canto di quel popolo immenso, in quel canto che, fondendo migliaia di voci di gente d’ogni paese in un solo ritmo, in un solo versetto di salmo, nella strofe d’un inno, pareva la risposta di tutto il genere umano all’invito della innocenza! Tutti pensavano al Monte dai verdi olivi, simboli della Pace, ove più di cinquecento fratelli - il primo nucleo della Chiesa primitiva — erano radunati intorno a Maria per assistere alla gloria del Trionfatore; e a questo pensiero, nell’animo di tutti si affacciava un singolare riscontro con questo Tempio Pompeiano, anche esso simbolo della Pace, ove non cinquecento, ma più di cinquemila fratelli erano venuti d’ogni parte, e s’erano radunati sotto il sorriso e lo sguardo della Vergine bello come il giorno dell’Ascensione. I primi Vespri dell’Ascensione vennero intrecciati con la corona dei Quindici Misteri, che il popolo fremente di fede recitava a voce alta come il proprio salterio, dacché il Rosario è veramente il salterio del popolo Cristiano. Quel popolo devoto presentava a Maria, nel giorno trionfale del Figlio, olezzanti corone di mistiche rose. Poi si dette principio al Mattutino solenne dell’Ascensione del Signore.
 
Il silenzio profondo della notte, la maestà del canto liturgico, la nobile semplicità dei riti, il fervore e la commozione di tutto un popolo numeroso davano quasi lillusione di essere ai primi tempi del Cristianesimo, di trovarsi in quei convegni notturni, in cui vergini dalle voci soavi, neofiti ardenti, forti e generosi cristiani si adunavano intorno al clero per celebrare i misteri augusti della fede. Se non che la magnificenza del Tempio, la ricchezza dei marmi, la profusione delle dorature, e sopra tutto i fasci di luce elettrica, che trasformavano tutto il Santuario in una sola visione luminosa, e che in un trionfo di splendori si raccoglievano sull’ Immagine della Vergine, facendo scintillare le gemme di cui è adorna: tutta questa pompa di arte moderna e di moderni trovati della civiltà spezzavano l’illusione, e facevano pensare che da quei notturni convegni nelle Catacombe eran trascorsi duemila anni di lotte e di vittorie. E in quel singolare contrasto, tra le memorie di un passato che si presentavano alla fantasia, e la festa presente che tutta palpitava, lo spirito riandava, vorrei dire, dominava venti secoli caduti; e in questi venti secoli ammirava d’un guardo tutta la potenza immortale del Trionfatore. Vincitore della morte, Egli era ancora il vincitore del tempo, e come riempiva dei suoi splendori tutti i cieli, così irradiava in tutti i secoli i fulgori della sua gloria.
 
Mentre il canto si spiegava in tutta la solennità liturgica, una folla immensa di pellegrini assediava dappertutto i sacerdoti del Santuario, faceva ressa nella sagrestia, s’accalcava presso i confessionali, domandando con insistenza il Sacramento della riconciliazione. Tale è il carattere proprio delle feste pompeiane: lo sguardo della Vergine penetra nei cuori, vi spiega un’efficacia soave, ma irresistibile, e spinge gli innumerevoli pellegrini a chiedere il perdono celeste con la confessione delle colpe e ad accalcarsi frementi di fede e d’amore intorno agli altari eucaristici. Ma quest’anno il numero delle confessioni è stato anche maggiore. Lo spettacolo d’immense moltitudini venute da remoti paesi per ottenere la remissione delle colpe e ricevere Gesù sotto gli sguardi di Maria è stato anche più commovente. E mentre le catene di Satana per tante anime venivano infrante, le Orfanelle ed il popolo cantavano: - Alleluia - Gioite! Ascendendo Gesù nell’alto dei cieli ha condotto seco schiava la schiavitù.
 
Alla mezzanotte su tutti gli altari del Santuario e sotto i portici della Facciata, si offrì il Sacrificio incruento della Messa. E da per tutto la folla si premeva, si accalcava, si stendeva anelante presso tutti gli altari per ricevere il Consolatore dei cuori, il Pane della vita, il Viatico della fortezza, il Cibo celeste delle anime nostre. Come descrivere spettacoli tanto belli e commoventi?
 
*Il mattino dell’8 Maggio
 
Alla commozione della Veglia sacra in questa Basilica Pontificia seguirono le funzioni solenni dell’8 Maggio: giorno memorabile nei fasti della Valle Pompeiana, che ha per nota caratteristica la Supplica alla potente Regina delle Vittorie.
 
ad ascoltar la Messa sotto i portici della Facciata. Carovane di pellegrini si fermavano all’ingresso della Basilica, e genuflessi cantavano una canzoncina nel proprio dialetto, contenti di mirar da lungi fra lo scintillio delle gemme l’Immagine di Maria, la Regina potente del Rosario, e intuire in quello sguardo dolce e profondo una promessa di grazia, una materna benedizione. Oh! i fortunati che già erano nel Tempio e che potevano restarvi a lungo in quel giorno solenne, giorno dei trionfi nella Valle di Pompei della Signora delle Vittorie!
 
Ma la vera cronaca, la cronaca più bella dell’8 Maggio non può farsi da noi. Essa è nota soltanto a Dio ed alla Vergine, e resta nascosta in quella nube sacra, impenetrabile che avvolge e protegge i misteri delle coscienze. Quante anime in quelle ore, tocche dalla grazia, sentivano il bisogno di tornare a Dio! Quanti figliuoli prodighi ritornavano tra le braccia del Padre celeste! Un signore si accostò a noi e con gentile insistenza ci domandò di confessarsi, dicendoci che aveva fatte ben venti ore di ferrovia per riconciliarsi con Dio nel Santuario di Pompei! Oh! quante di queste scene commoventissime potremmo narrare se potessimo penetrare nei segreti delle coscienze. Voi solo, o Angeli dolci e soavi, posti da Dio a custodia degli uomini; voi solo, o Spiriti potentissimi che con segreto magistero d’ amore indirizzate le anime al Santuario pompeiano come ad Arca di salvezza e di pace, voi solo potreste dirci le risurrezioni e le ascensioni spirituali che si operano tutti i giorni e specialmente nelle feste di Maria in questa Valle delle celesti misericordie.
 
*La Supplica a mezzodì
 
Alle ore 10 del mattino, all’Altare della Vergine vi fu la Messa con accompagnamento dell’Organo pluritonico e con il canto delle Orfanelle: prima della Comunione il valoroso oratore della Madonna di Pompei, Mons. Enrico Marano, pronunziò un eloquentissimo discorso. Quindi si espose il Santissimo, e con un’ansia irrefrenabile che destava e frenava insieme la commozione, si cominciò ad attendere l’Ora della Supplica. Lo spettacolo era solenne!... La Basilica era gremita; dall’Altare maggiore si vedeva un mare fluttuante di teste fino all’ingresso del Tempio e più in là si scorgeva ancora una moltitudine immensa, che si confondeva allo sguardo, ma che certo doveva stendersi per tutta l’ampia piazza del Santuario.
 
Vi era un’elettricità divina in quel popolo, un fremito di fede passava per tutte le anime, il soprannaturale dominava e commoveva con la sua presenza e la sua forza. Quel popolo sentiva di essere il centro d’una moltitudine immensa di preganti, la cui estensione era segnata dai confini stessi del mondo. Queso sentimento dell’universalità nell’affermazione della fede, nello slancio della preghiera, nel culto per la Creatura in cui il soprannaturale aduna i suoi fulgori più belli, dà sempre agli avventurati pellegrini della Valle di Pompei tale una commozione religiosa che nessuna penna potrebbe descrivere.
 
Ma quest’anno vi è stato qualche cosa d’insolito: non solo una folla più numerosa, ma un’elettricità maggiore in quell’atmosfera di soprannaturale, che vi è sempre nel Santuario di Pompei; e tutto ciò si è dovuto certo alla felice coincidenza della festa di Maria con l’Ascensione del Signore. Nel giorno in cui il divin Gesù si levava in alto, in alto, le anime sentivano il bisogno di ascendere anch’esse con la preghiera, che è elevazione della mente a Dio; e Valle di Pompei rispondeva mirabilmente a questo bisogno psicologico della pietà cristiana, dando alla preghiera, il sentimento della universalità e la speranza di essere esaudita, fondata nella storia di tanti strepitosi prodigi, di cui questo Santuario, questa Facciata, questo Trono sono il monumento perenne.
 
Mons. Enrico Marano prese la parola. L’eloquente oratore ispirandosi a quello spettacolo di fede che gli fremeva dintorno, con la sua parola fluida, calda e commossa interpretò mirabilmente e tradusse in un vero linguaggio d’amore i sentimenti di quella moltitudine. Dopo di aver rievocata ancora una volta la scena bellissima dell’Ascensione, e aver ricordato come il divino Gesù con delicato pensiero lasciò la Vergine in mezzo agli Apostoli per confortarli, per dirigerli e riceverne visibilmente le preghiere e le suppliche, esclamò: — Destare in un’ora sola del tempo uno slancio di fede in tutti i popoli e muovere in quest’ora stessa la misericordia di Dio a discendere sugli infelici con grazie e con prodigi, tutto ciò non è certo l’opera dell’uomo: è l’opera di Dio.
 
Ma mentre egli proferiva queste parole, le campane del Santuario con i loro rintocchi gravi e solenni annunziavano l’ora del mezzogiorno. S’udì nel Tempio uno scoppio di commozione irrefrenabile, tutti in un istante solo caddero in ginocchio, quell’onda di popolo si trasformò in un’onda immensa di preghiera; l’oratore della Vergine di Pompei con voce vibrata e distinta aveva incominciato: Supplica alla potente Regina delle Vittorie.
 
La Supplica però non veniva recitata soltanto nel Santuario. La folla per recitare la Supplica si era riversata nell’Orfanotrofio, nell'Ospizio Educativo pei Figli dei Carcerati, sulla Loggia Papale e nell'ampia sala che precede la Sagrestia e che ora è cappella dedicata all'Angelo d'Aquino. Ma lo spettacolo più solenne e più commovente era quello che presentava la vasta piazza del Santuario. Una gran folla l'aveva tutta gremita, si accalcava intorno a un' Immagine della Vergine di Pompei posta su di un altare provvisorio, e pregava con un silenzio e un raccoglimento singolare, sotto il padiglione azzurro d'un cielo di Maggio, mentre perfino dai balconi delle case vicine la gente si univa nel recitar la Supplica alla Regina potente delle Vittorie.
 
E per quell'aere azzurro sembrava vedere candidi, aleggianti gli Angeli della Pace, gli Angeli che assistettero alla gloria del Trionfatore divino, e che ora venivano per accogliere le preghiere dei pellegrinanti della terra e deporle in vaghe corone dinanzi al Trono celeste di Maria.

"Ottobre 1902" L'Ora del Mondo

Presiede Mons. D. Errico Marano
Sabato 4 Ottobre - La grande vigilia
È questa la giornata del grande apparecchio; è la grande vigilia di quella solennità che è fausta per tutta la Cristianità, e deve essere oltremodo solenne nel Santuario di Pompei, perché il dimani sarà la solennità per eccellenza della Taumaturga Signora nostra delle Vittorie.
Dal mattino di questo sabato sino a tutta la giornata di domani, Domenica 5 Ottobre, non vi sarà mai interruzione di preghiere nel Santuario di Pompei.
Ed è questo il sabato per eccellenza, che chiude le tre Novene per impetrare le grazie, e chiude anche il corso devoto dei Quindici Sabati tanto prediletti alla SS. Vergine, e tanto caro al cuore dei fedeli, per tanti benefici alle anime di coloro che li praticano.
Ed in questa giornata di sabato i cuori degli amanti di Maria debbono disporsi ad una sovrumana letizia in aspettazione delle grazie che essi hanno chiesto pel corso di quindici settimane, e perché domani vedranno la gloria della Madre loro sulla terra di sua elezione.
Ore 5,30 ant. — Ultimo giorno dei Quindici Sabati. Prima funzione fatta dalle Orfanelle con Comunione generale e solenne Benedizione.
Ore 10 ant. — Recitazione del Rosario, Messa bassa, solenne Benedizione.
*La Notte Santa del 5 Ottobre 1902
 
Ore 8 pom. — Recitazione del Rosario. Chiusa delle tre novene alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie, solenne Benedizione.
 
Ore 8,30. — Recitazione della prima parte del Rosario — Misteri Gaudiosi.
 
Ore 9. — Solenni Vespri del Rosario cantati dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo e da tutti i fedeli convenuti nella Basilica.
 
Ore 10,15. — Seconda parte del Rosario — Misteri Dolorosi.
 
Ore 10,45. — Recitazione in comune dell'Uffizio del Santissimo Rosario, cioè del Mattutino e delle Laudi.
 
Ore 11,30. — Recitazione dell'ultima parte del Rosario — Misteri Gloriosi.
 
Ore 11,45. — Fervorino di apparecchio alla prima ora del giorno solenne del Rosario di Maria Vergine, che segna la giornata dei grandi trionfi della Regina delle Vittorie a Lepanto e a Pompei.
 
A mezzanotte. — Messa all'Altare maggiore, e contemporaneamente a tutti gli altri Altari del Santuario. Comunione generale.
 
Per privilegio singolarissimo ed unico, concesso dal S. P. Leone XIII alla sua Basilica Pontificia, con Rescritto del 22 Aprile 1902, tutti quelli che intervengono a passare la notte in preghiere nel Santuario di Pompei possono farsi la Santa Comunione nella Messa di mezzanotte.
 
Ore 1,30 ant. — Esposizione del Santissimo — Benedizione e canto del Magnificat. — Seguono le Messe per tutta la notte sino alle ore due dopo il mezzogiorno.
 
Per Rescritto del S. P. Leone XIII, 3 Giugno 1893, tutti i Sacerdoti possono celebrare Messa nelle ore della notte nella Basilica di Pompei a cominciare dall'una dopo la mezzanotte sino alle due dopo il mezzodì. Tutti gli Altari della Basilica Pompeiana sono privilegiati, sicché per ogni Messa, che si celebra a qualunque di essi, si libera un'Anima dal Purgatorio.
 
*Orario delle sacre funzioni per la Notte Santa fuori il Santuario sotto i portici della Facciata
 
Pel popolo che non cape in Chiesa e pei Pellegrinaggi si eseguiranno le medesime funzioni del Santuario sotto l'ampio porticato della Facciata, che sarà illuminato a luce elettrica.
 
Sull'Altare eretto dinanzi alla porta principale del Santuario che guarda il sagrato, viene esposta una grande Immagine della Vergine di Pompei inquadrata nella stessa ricca cornice in cui fu portata in processione l'Immagine prodigiosa il mattino del 7 Ottobre 1900.
 
Ore 6 pom. — Recitazione del Rosario in comune — Novena alla Vergine di Pompei, ultima delle tre Novene in apparecchio alla solennità della Prima Domenica di Ottobre — Canto delle Litanie Lauretane con accompagnamento di Armonium — Benedizione del Santissimo — Canto del Magnificat — Concerto musicale eseguito dalla Banda dei Figli dei Carcerati.
 
Ore 8,30 pom. — Recitazione delle quindici poste del Rosario — Canto di canzoncine e di inni sacri eseguito dal popolo con accompagnamento di Armonium. Ore 11 pom. — Fervorino in apparecchio alla Comunione generale per la mezzanotte. A mezzanotte. — Messa bassa al medesimo Altare sotto i portici — Comunione generale con fervorino — Esposizione del Santissimo — Solenne Benedizione — Canto del Magnificat.
 
*Domenica 5 Ottobre - Solennità del SS. Rosario
 
Indulgenza Plenaria Toties Quoties a chi visita il Santuario di Pompei. Per rendere agevole la Santa Comunione alla folla dei devoti che si accalca nel Santuario, si fa noto che il Santissimo Sacramento si troverà nella Cappella di S. Caterina da Siena, ove sarà un Sacerdote sempre pronto per somministrare la Comunione a chiunque la desidera. Ore 9,30 ant. — Recita del Rosario in comune. Ore 10 ant. — Messa bassa con accompagnamento del grande Organo. — Comunione generale con colloquio di apparecchio fatto da Mons. Enrico Marano, Protonotario Apostolico e Preposito dei Pellegrini di Napoli. Ore 11,30 ant. — Esposizione del Santissimo. A mezzodì. - Recitazione pubblica della Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei. — Solenne Benedizione. N. B. — Pei pellegrinaggi che non possono entrare in chiesa vi sarà una Messa bassa alle ore 10 ant. sotto i Portici della Facciata, ove si somministrerà la Santa Comunione; ed a Mezzogiorno anche sotto i Portici della Facciata si reciterà pubblicamente la Supplica. Ore 6 pom. — Dopo la recitazione del Rosario in comune, s’incominciano le Tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine di Pompei per le tante grazie che ha concedute al mondo e per quante grazie concederà ancora a tutti i suoi figli e devoti in tutto il mese di ottobre. Esposizione del Santissimo — Canto delle litanie — Solenne Benedizione.

"Maggio 1903" L'Ora del Mondo

Presiede Mons. D. Errico Marano
*Vigilia della solennità della Vergine di Pompei – 7 maggio 1903
Grande Festa nel Santuario di Pompei pel decimosecondo anniversario della solenne Consacrazione del Tempio dedicato alla Regina del Santo Rosario.
In questo giorno i Sacerdoti tanto del Santuario quanto gli avventizii sono tenuti a recitare l'uffizio della Dedicazione e celebrare la Messa della Sacra.
In questo giorno si compiono dodici anni da che fu consacrato per mano dell'Em.mo Cardinale Monaco La Valletta l'altare dedicato al Cuore di Gesù e alla B. Margherita.
Ore 10 ant. — Messa solenne della Dedicazione, cantata dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo orchestrale.
Ore 1,30 pom. — Il Santuario si chiude.
*La Sacra Veglia nell'interno del Santuario
Ore 7 pom. — Entrata nel Santuario solamente dei Zelatori e Zelatrici, dei Benefattori e delle Benefattrici, muniti di biglietto personale e numerato, per assistere alla Sacra Veglia.
Ore 7,30 pom. — Recitazione del Rosario in comune — Chiusura della terza Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie — Canto delle Litanie e Benedizione del Santissimo — Canto del Magnificat — Il Rosario cantato secondo le missioni di S. Alfonso M. de' Liguori.
Ore 8,30 pom. — Incomincia la Sacra Veglia — Recitazione della prima parte del Rosario — Misteri Gaudiosi.
Ore 9 pom. — Solenni Vespri della Dedicazione del Santuario cantati dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo e da tutti i fedeli convenuti nella Basilica.
Ore 10,30 pom. — Seconda parte del Rosario. — Misteri Dolorosi.
Ore 10,45 pom. — Recitazione in comune dell'Uffizio in onore di S. Michele Arcangelo.
Ore 11,30 pom. — Recitazione dell'ultima parte del Rosario. — Misteri Gloriosi.
Ore 11,45 pom. — Fervorino di apparecchio alla prima ora del giorno 8 Maggio, che segna la giornata dei grandi trionfi della Vergine di Pompei in tutto il mondo.
A mezzanotte la campana del Santuario suonando a distesa annunzia ai fedeli congregati nel Santuario di Pompei la prima ora del gran giorno dell’8 Maggio – Messa all’Altare Maggiore e contemporaneamente a tutti gli altri Altari del Santuario – Canto delle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo – Comunione generale. Per recentissimo Rescritto del S. P. Leone XIII del 21 Marzo 1903, a firma dell’Em.mo Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, nella notte del 7 sull’ 8 Maggio la Messa che per privilegio speciale si celebrava ad un’ora dopo mezzanotte potrà invece celebrarsi a mezzanotte, e contemporaneamente a tutti gli Altari del Santuario; e chiunque si trova nel Santuario in quella notte avventurata può farsi la Comunione in quell’ora non solamente all’Altare Maggiore, ma a qualunque degli altari del Santuario ove si celebra la Messa. E per non recare confusione in Chiesa si è disposto che a mezzanotte, contemporaneamente alla Messa dell’Altare Maggiore incomincino le messe a tutti gli altri altari del Santuario, così ognuno agevolmente potrà ascoltarla e comunicarsi all’altare più vicino al suo posto.
Ore 1,30 ant. — Esposizione del Santissimo. - Benedizione e canto del Magnificat, seguono le Messe per tutta la notte sino alle ore due dopo il mezzogiorno seguente. Tutti gli Altari della Basilica Pompeiana sono Privilegiati; sicché per ogni Messa che si celebra a qualunque di essi, si libera un’anima dal Purgatorio.
*Orario delle sacre Funzioni per la Notte Santa fuori il Santuario sotto i Portici della Facciata
Pel popolo che non entra in Chiesa si faranno le medesime funzioni del Santuario sotto l’ampio porticato della Facciata, che sarà illuminate a luce elettrica. Sull’Altare eretto dinanzi alla porta principale del Santuario che guarda il Sagrato, sarà esposta una grande Immagine della Vergine di Pompei inquadrata nella stessa ricca cornice in cui fu portata in processione la prodigiosa Immagine della Vergine di Pompei il mattino del 7 Ottobre 1900.
Ore 7,30 pom. – Recitazione del Rosario in comune. - Novena alla Vergine di Pompei, ultima delle tre novene in apparecchio alla solennità dell’8 Maggio – Canto delle Litanie Lauretane con accompagnamento di Armonium — Benedizione del Santissimo — Canto del Magnificat - Concerto musicale eseguito dalla banda dei Figli dei Carcerati. Ore 8,30 – Recitazione delle Quindici poste del Rosario - Canto di canzoncine e di inni sacri eseguito dal popolo con accompagnamento di Armonium - Fervorino di apparecchio alla Comunione generale a mezzanotte.
Ore 9 pom. - Rosario, Canto delle Litanie.
A Mezzanotte - Messa bassa al medesimo Altare sotto i portici. Comunione generale con fervorino — Esposizione del Santissimo - Solenne Benedizione - Canto del Magnificat.
*8 Maggio, venerdì
Festa propria della Vergine di Pompei nel Santuario di sua elezione, ed in tutti i luoghi della terra dove è venerata la prodigiosa Immagine Pompeiana
L'otto Maggio è il gran giorno delle commemorazioni e dell'origine del Santuario di Pompei. Si compie oggi il ventisettesimo anno dal dì che fu posta la prima pietra del Tempio (8 Maggio 1876).
Il ventesimo dal dì che fu battezzata la prima Campana del Santuario, e la prima volta fu recitata in comune nell'ora di mezzodì una Preghiera alla SS. Vergine di Pompei (8 Maggio 1883).
Il sedicesimo anno dalla fondazione dell'Orfanotrofio femminile della Vergine di Pompei. Il dodicesimo anno dalle origini dell'Ospizio Educativo Bartolo Longo pei Figli dei Carcerati.
Il secondo anniversario dello scoprimento dell'artistica monumentale Facciata del Santuario di Pompei eretta con le offerte e con i voti del mondo come plebiscito per la Pace universale.
Il secondo anniversario dell'elevazione del Santuario Pompeiano a Basilica Pontificia. Il primo anniversario della dedicazione di un altare a S. Tommaso d'Aquino, Patrono della gioventù e Protettore della santa purità.
*Orario delle sacre Funzioni

                                                           

Ore 5,30 ant. — Si apre il Santuario — Incomincia la celebrazione delle Messe a tutti gli altari della Basilica Pontificia. Ore 9,30 ant. — Recitazione del Rosario in comune. Ore 10 ant. — Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione generale con colloquio; Inno a S. Michele Arcangelo, protettore e difensore del Santuario di Pompei, Coro di cento Orfanelle. Ore 11,30 ant. — Esposizione del Divinissimo. A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei; la quale prece comune si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie. Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel dì 8 Maggio o in uno degli otto giorni seguenti (Rescritto Leone XIII, 13 Aprile 1888). — Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 Giugno 1890). — Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrarne le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887). Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni messa quindi che si celebra tanto all'Altare Maggiore quanto agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio – (Breve del S. P. Leone XIII, 29 Marzo 1887, e Rescritto del 3 Giugno 1393). Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI. Ore 7 pom. – Recitazione del Rosario. – S'incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo in questa notte e in questo giorno 8 Maggio, ma ancora per tutte le grazie concesse dalla solennità di ottobre passato insino a questo giorno faustissimo. Canto delle Litanie e Benedizione.

"Ottobre 1903" L'Ora del Mondo

*Sabato 3 Ottobre 1903 - La grande vigilia
Presiede Mons. D. Errico Marano
Vigilia della grande solennità della Vergine di Pompei
La Notte Santa – La Veglia in preghiera
È questa la giornata del grande apparecchio; è la grande vigilia di quella solennità che è fausta per tutta la Cristianità, e deve essere oltremodo solenne nel Santuario di Pompei, perché il dimani sarà la solennità per eccellenza della Taumaturga Signora nostra delle Vittorie.
Dal mattino di questo sabato sino a tutta la giornata di domani, Domenica 5 Ottobre, non vi sarà mai interruzione di preghiere nel Santuario di Pompei.
Ed è questo il sabato per eccellenza, che chiude le tre Novene per impetrare le grazie, e chiude anche il corso devoto dei Quindici Sabati tanto prediletti alla SS. Vergine, e tanto caro al cuore dei fedeli, per tanti benefici alle anime di coloro che li praticano.
Ed in questa giornata di sabato i cuori degli amanti di Maria debbono disporsi ad una sovrumana letizia in aspettazione delle grazie che essi hanno chiesto pel corso di quindici settimane, e perché domani vedranno la gloria della Madre loro sulla terra di sua elezione.
Ore 5,30 ant. — Ultimo giorno dei Quindici Sabati. Prima funzione fatta dalle Orfanelle con Comunione generale e solenne Benedizione.           
Ore 10 ant. — Recitazione del Rosario, Messa bassa, solenne Benedizione.
*Orario per la Sacra Veglia
Sotto i portici della Facciata
Pel popolo che non cape in Chiesa si faranno le medesime funzioni che si compiono nel Santuario sotto l'ampio porticato della Facciata, che sarà illuminato a luce elettrica. In fondo ai portici della Facciata sarà eretto un Altare su cui sarà esposta una grande Immagine della Vergine di Pompei.
Ore 6 pom. — Recitazione del Rosario in comune. — Novena alla Vergine di Pompei, ultima delle tre novene in apparecchio alla solennità del 4 Ottobre — Canto delle Litanie Lauretane con accompagnamento di Armonium — Benedizione del Santissimo — Canto del Magnificat — Concerto musicale eseguito dalla banda dei Figli dei Carcerati.
Ore 8,30 pom. — Recitazione delle Quindici poste del Rosario — Canto di canzoncine e di inni sacri eseguito dal popolo con accompagnamento di Armonium — Fervorino di apparecchio alla Comunione generale a mezzanotte.
A mezzanotte. — Messa bassa al medesimo Altare sotto i portici. Comunione generale con fervorino — Esposizione del Santissimo — Solenne Benedizione — Canto del Magnificat.
*4 Ottobre - Solennità del Santissimo Rosario
 
Indulgenza Plenaria toties quotiesa chi visita il Santuario di Pompei
 
La Pontificia Basilica del Santissimo Rosario in Valle di Pompei, a ragione tenuta per la Metropoli dei Rosarianti di tutto il mondo, poichè è stata edificata fin dalle fondamenta, compiuta splendidamente e mantenuta tuttora con le oblazioni dei fedeli dell'universo per le incessanti grazie e pei più strepitosi prodigi che da ventotto anni non ha mai cessato di operare la Vergine Maria onorata col novissimo titolo di Regina del Santissimo Rosario di Pompei. Questo giorno preceduto dall'apparecchio di quindici domeniche consecutive e di quindici sabati, dalle tre Norene e dalla santa veglia nella Basilica in Divini Sacrifici, salmodie, inni, rosari e preghiere, viene festeggiato nel modo più splendido e devoto.
 
Ore 5,30 ant. - Si apre il Santuario al pubblico - Incomincia la celebrazione delle Messe a tutti gli Altari della Basilica Pontificia.
 
Ore 9,30 ant. - Recitazione del Rosario in comune.
 
Ore 10 ant. - Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione generale con colloquio del predetto Mons. Enrico Marano. Inno alla Regina delle Vittorie cantato dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo, Coro di cento Orfanelle.
 
Ore 11,30 ant. - Esposizione del Divinissimo. A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei. Questa universale preghiera si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
 
Indulgenza Plenaria propria nel Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel giorno della Festa del Rosario o in uno degli otto giorni seguenti. (Rescritto Leone XIII, 13 Aprile 1888). — Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 Giugno 1890). — Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie.
(Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887)
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi che si celebra tanto all'Altare maggiore quanto agli altri sei Altari, si libera un'Anima dal Purgatorio - (Breve del S. P. Leone XIII, 20 Marzo 1887, e Rescritto del 3 Giugno 1893).
 
INDULGENZA DI SETTE ANNI E SETTE QUARANTENE A CHI RECITA LA SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI.
 
Oggi nel Santuario di Pompei è il Perdono del Rosario, cioè l’Indulgenza Plenaria toties quoties. I fedeli che pentiti, confessati e comunicati, in memoria della vittoria ottenuta sui Turchi dai Cristiani per intercessione di Maria Santissima, visiteranno devotamente la Cappella del Rosario (od anche la statua esposta fuori di essa) dai primi vespri della vigilia fino al tramonto del sole del giorno della festa, ed ivi pregheranno, ecc., tutte le volte che ciò fanno, altrettante volte acquisteranno l’Indulgenza Plenaria.
 
L’Indulgenza Plenaria TOTIES QUOTIES è comune a tutti i fedeli.
 
AVVISO – Per rendere agevole la Santa Comunione alla folla dei devoti che si accalca nel Santuario, si fa noto che il Santissimo Sacramento si trova nella Cappella di S. Caterina da Siena, ove sta un Sacerdote sempre pronto per somministrare la Comunione a chiunque la desidera. In detta Cappella si celebrano anche delle Messe per chi non può penetrare in chiesa.
 
N. B. — Pei pellegrinaggi che non possono entrare in Chiesa si celebra una Messa bassa alle ore 10 ant. sotto i Portici della Facciata, ove si somministra anche la Santa Comunione. A mezzogiorno si recita pubblicamente la Supplica sotto i Portici della Facciata, e contemporaneamente nella Sacrestia del Santuario all’Altare di S. Tommaso d’Aquino. Sacre Funzioni della sera — Ore 6 pom. — Recitazione del Rosario. — S’incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse al mondo non solo in questa notte e in questo giorno, ma ancora per tutte le grazie concesse dalla solennità del passato maggio insino a questo giorno faustissimo. - Litanie cantate dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo, solenne Benedizione. Oggi si impartisce ai Terziari di S. Domenico la Benedizione Papale con l'Indulgenza Plenaria.

"Maggio 1904" L'Ora del Mondo

Presiede il Vescovo di Nola Mons. Agnello Renzullo
Vigilia della Solennità della Vergine di Pompei
Anniversario solenne della Dedicazione della Basilica Pompeiana
Il giorno 7 Maggio è la data non solo della consacrazione degli Altari del Santuario di Pompei, ma ancora della Dedicazione dell'intera Basilica Pontificia, che avvenne il 7 Maggio dell'anno 1891.
In questo giorno i Sacerdoti del Santuario sono tenuti a recitare l'uffizio della Dedicazione e a celebrare la Messa della Sacra. Anche i Sacerdoti avventizi sono tenuti a celebrare la Messa della Sacra.
In questo giorno di Sabato l'Immagine taumaturga sarà rimossa dal suo trono monumentale, avrà cinto il capo di una nuova aureola di brillanti, e apparirà più bella a tutti i figli suoi che amorosi le saranno dintorno. Verrà collocata sull'Altare Maggiore e vegliata la notte con una guardia di onore dai ventiquattro Cavalieri, che avranno la ventura di portarla il mattino seguente in trionfo per le vie della sua nuova città.
È questo il Sabato per eccellenza, perché chiude le tre Novene per impetrare le grazie, e compie ancora il corso divoto dei Quindici Sabati tanto accetti alla SS. Vergine e tanto cari al cuore dei fedeli. In questa giornata di Sabato i cuori degli amanti di Maria debbono disporsi a ricevere le grazie che hanno chieste pel corso di quindici settimane. La loro fiducia nella protezione della Vergine deve essere illimitata, perché il giorno appresso vedranno la gloria della Madre loro sulla terra della sua predilezione.
*Orario
Ore 5,30 ant. - Chiusura dei Quindici Sabati praticati dalle Orfanelle in apparecchio alla Festa della Vergine di Pompei. — Quinto Mistero Glorioso: la Coronazione di Maria Santissima e la Gloria di tutti i Santi.
Ore 9,30 ant. - L'Immagine Taumaturga discesa dal suo Trono monumentale e collocata sull'Altare Maggiore si scopre al pubblico con la nuova corona di brillanti al suono delle Campane, del grande Organo, e al canto del Regina Coeli eseguito dalle Orfanelle.
Ore 10 ant. — Messa solenne della Dedicazione cantata dalla Schola Cantorum dei Figli dei Carcerati, secondo le recenti disposizioni del Sommo Pontefice Pio X. - Inno alla Vergine di Pompei, con canto delle Orfanelle ed accompagnamento del grande Organo orchestrale. Solenne chiusa dei Quindici Sabati.               
Ora 1,30 pom. — Il Santuario si chiude.
*La sacra Veglia nell'interno del Santuario
Orario
Ore 5 pom. - Entrata nel Santuario dei Zelatori e delle Zelatrici, dei Benefattori e delle Benefattrici, muniti di biglietto personale e numerato, per assistere alla Sacra Veglia.
L'ingresso è unico, ed è dal portone che immette nell'Atrio dell'Orfanotrofio, alle spalle del Santuario.
Ore 6,30 pom. - Recitazione del Rosario in comune. - Chiusura della terza Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie.
La Schola Cantorum dei Figli dei Carcerati canterà le litanie ed altre lodi alla SS. Vergine, e le Orfanelle canteranno l'Ave Maris Stella e il Magnificat alla Vergine di Pompei.
Esposizione del Santissimo. La Schola Cantorum canterà il Tantum ergo. Solenne Benedizione. - Segue il Magnificat cantato da tutto il popolo. - Quindi i Figli dei Carcerati canteranno il Tota Pulchra del Maestro Morlacchi.
*Ore 8,30 pom. - Incomincia la Sacra Veglia
Dall'Oratore della Vergine di Pompei, Rev.mo Mons. D. Errico Marano, Protonotario Apostolico e Preposito ai Pellegrini di Napoli, verrà intonata la prima parte del Rosario: Misteri Gaudiosi.
Ore 9 pom. - Solenni Vespri della Dedicazione del Santuario, cantati dalle Orfanelle e da tutti i fedeli convenuti nella Basilica, con accompagnamento del grande Organo.
Ore 10,30 pom. - Seconda parte del Rosario: - Misteri Dolorosi.
Ore 10,45 pom. - Recitazione in comune del Mattutino e Laudi dell'
Uffizio di S. Michele Arcangelo, la cui Festa cade il giorno seguente.
Ore 11,30 pom. — Recitazione dell'ultima parte del Rosario: - Misteri Gloriosi.
Ore 11,45 pom. — Fervorino dal medesimo Mons. Marano in apparecchio alla prima ora del giorno 8 Maggio, che segna la giornata dei grandi trionfi della Vergine di Pompei in tutto il mondo.
A mezzanotte - La campana del Santuario sonando a distesa annunzia ai fedeli congregati nella Basilica di Pompei la prima ora del gran giorno 8 Maggio - Messa all'Altare Maggiore e contemporaneamente a tutti gli altri Altari del Santuario - Canto delle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo - Comunione generale.
Ore 1,30 ant. - Esposizione del Santissimo - Benedizione e canto del Magnificat.
Le Messe si succedono nel Santuario sino alle ore 2 pomeridiane del giorno 8 Maggio, cioè fin dopo il ritorno della processione.
Tutti gli Altari della Basilica Pompeiana sono Privilegiati, sicché per ogni Messa che si celebra a qualunque di essi, si libera un'Anima dal Purgatorio.
Per recente Rescritto del Sommo Pontefice Pio X, la Messa si celebrerà a mezzanotte all'Altare Maggiore e contemporaneamente si celebreranno altre Messe a tutti gli Altari del Santuario. Tutti quelli che si troveranno nel Santuario in quella notte avventurata potranno farsi la Comunione nella Messa di mezzanotte non solamente all'Altare Maggiore, ma a qualunque altare del Santuario.
Per non recare confusione in Chiesa si è disposto, che a mezzanotte, contemporaneamente alla Messa dell'Altare Maggiore, incomincino le Messe a tutti gli altri altari del Santuario; a questo modo ognuno agevolmente potrà ascoltarla
e comunicarsi all'altare più vicino al suo posto.
*La Veglia Santa sotto i Portici della Facciata
Orario
Per il popolo che non può entrare in Chiesa verranno compiute sotto l'ampio porticato della Facciata, che sarà illuminato a luce elettrica, le medesime funzioni che si fanno nel Santuario. Sull'Altare, eretto dinanzi alla porta principale del Santuario e che guarda il sagrato, sarà esposta una grande Immagine della Vergine di Pompei.
Ore 7,30 pom. - Recitazione del Rosario in comune. - Novena alla Vergine di Pompei: ultima delle tre novene in apparecchio alla solennità dell'8 Maggio - Canto delle Litanie Lauretane con accompagnamento di Armonium - Benedizione del Santissimo -Canto del Magnificat.
Ore 8,30. - Recitazione delle Quindici poste del Rosario - Canto di canzoncine e di inni sacri eseguito dal popolo con accompagnamento di Armonium - Fervorino di apparecchio alla Comunione generale a mezzanotte.
Ore 9 pom. - Rosario, Canto delle Litanie.
A mezzanotte - Messa bassa al medesimo Altare sotto i portici - Comunione generale con fervorino - Esposizione del Santissimo - Solenne Benedizione - Canto del Magnificat.
*8 Maggio - Domenica
La grande giornata della Nuova Pompei - Solennità della SS. Vergine di Pompei - La Processione della Prodigiosa Immagine del Rosario - La Benedizione Papale.
Per mirabile disegno della Provvidenza sempre nel giorno 8 di ciascun mese di Maggio noi abbiamo compiute in questa Valle di Pompei le più memorabili feste, che costituiscono oggi le date più notevoli dell'Opera Pompeiana.
Nel Calendario di questa Pontificia Basilica la data 8 Maggio è contrassegnata come il gran giorno delle commemorazioni e dell'origine del Santuario di Pompei. E difatti l'8 Maggio 1876 iniziò la serie delle date memorande con la posa della prima pietra del Tempio. Nell'8 Maggio 1883 fu battezzata la prima campana e per la prima volta fu recitata la Supplica alla Potente Regina del Rosario di Pompei, oggi divenuta preghiera universale. Nell'8 Maggio 1887 fu incoronata la Taumaturga Immagine, e così incoronata entrò la prima volta trionfalmente nel Santuario per Lei edificato, e fu collocata sul trono di marmi e di oro per Lei apparecchiato dalla pietà di centosessantamila fedeli, quanti erano allora gli ascritti al Santuario di Pompei. In quel giorno medesimo dell'8 Maggio 1887 fu accolta la prima orfanella, che iniziò la schiera della innocenza abbandonata formante la corte prediletta della Regina delle Misericordie, nell'Orfanotrofio della Vergine di Pompei. Nell'8 Maggio 1891 il Santuario di Pompei era tutto consacrato e dedicato alla Regina del S. Rosario.
In quel giorno spuntò la prima luce in favore della più reietta classe dell'infanzia abbandonata; cioè l'Opera salvatrice dei Figli dei Carcerati. Nell'8 Maggio 1901 veniva per la prima volta impartita la Benedizione Papale dalla Loggia della Facciata, che pochi giorni innanzi era stata inaugurata qual Monumento del mondo alla Pace Universale.
Quindi il giorno 8 di ogni mese in ogni anno è stato sempre commemorato da tutti i devoti della Vergine di Pompei come giorno caro alla Immacolata Vergine del Rosario; ed in questo Santuario si sono sempre compiute speciali funzioni religiose. Ora, nell'8 Maggio 1904 la prodigiosa Immagine della Vergine di Pompei, che ricevé l'osanna del mondo il 7 Ottobre 1900, uscirà ancora una volta dal suo eletto Santuario, e sarà recata in trionfale processione sulle braccia dei figli suoi, preceduta da un corteo di stendardi e di bandiere, attestanti la fede e l'amore di famiglie, di città e di nazioni diverse alla Madonna di Pompei.
Valle di Pompei Domenica 8 Maggio sarà tutta pavesata a festa. Pennoni e bandiere, alternati con archi di trionfo, sventoleranno in tutti i punti della città, mentre i balconi saranno riccamente addobbati con tappeti, coperte e tende di vivaci colori. I muri delle case e delle vie saranno ricoperti da iscrizioni inneggianti alla Immacolata del Rosario, Regina delle Vittorie in Valle di Pompei.
Qual più degno preludio alle feste dell'Immacolata tanto desiderate dai due Sommi Pontefici Leone XIII e Pio X?
*La trionfale Processione
Ore 11 ant. — Tutte le campane di Valle di Pompei daranno il segnale che la Processione è per uscire dal Santuario, Precederà lo stendardo della nuova città Valle di Pompei, cui faranno seguito le centinaia di bandiere del mondo. Seguiranno le Società Operaie di arti e mestieri, le Confraternite. Quindi i Figli dei Carcerati e i fanciulli pompeiani del Ricreatorio festivo Bartolo Longo.
L'Immagine prodigiosa della nostra cara Madre di Pompei tutta scintillante di pietre preziose, portata a spalle dai suoi eletti Cavalieri, uscirà dalla porta maggiore del Santuario, circondata e seguita dal Clero, da Prelati, da Sindaci, Rappresentanti di Municipi, dalle Orfanelle, dalle Figlie del Rosario di Pompei, da Istituti Religiosi femminili, ed infine dalle fanciulle pompeiane del nostro Oratorio festivo che chiuderanno il Corteo. All'apparire dell'Immagine sotto l'arco maggiore della Facciata un coro di cento voci bianche intonerà il tenerissimo Inno alla Vergine di Pompei che strappò le lagrime a quanti l'udirono nella memorabile giornata del 7 Ottobre 1900. - Sovra gl' infranti delubri — D'inverecondi dèi — Segnal di gaudio ai popoli — Oggi, o Maria, Tu sei.
Sono i Figli dei Carcerati formanti la Schola Cantorum che salutano la propria Madre e Regina; e ad essi si aggiungono altri quaranta figli di signori napoletani, allievi del Collegio Pontano diretto dai Rev.di Padri d. C. d. G. ed ammaestrati gratuitamente dai due distinti Professori napoletani, Fratelli Luigi e Pasquale Tinto.
Ricorderanno i lettori che la poesia è dell'Arciprete di Vallecorsa Prof. Giuseppe De Bonis, primo nostro collaboratore e costante divoto della Vergine di Pompei. La Musica è del piissimo Marchese Luigi Filiasi di Napoli.
Il coro sarà ingrossato da fanciulli del popolo pompeiano, ammaestrati dal Maestro Enrico Morlacchi di Roma, che è il Maestro della Schola Cantorum dei Figli dei Carcerati. Accompagneranno il coro due Bande Musicali: quella dei Figli dei Carcerati sotto la direzione del Maestro Giovanni Battista Tortolano, e quella di Angri sotto la direzione del Maestro Giuseppe Landi.
Nel frattempo che l'Immagine Taumaturga farà sosta sotto l'Arco maggiore della Facciata, le Società Operaie, i Sodalizi con le Bande Musicali e con le proprie bandiere, uscendo dall'atrio dell'Orfanotrofio, e sfilando dinanzi all'Immagine abbasseranno in segno di omaggio i gonfaloni e gli stendardi. Quando la Processione sarà passata dinanzi al Santuario, la sacra Immagine si moverà preceduta da Sacerdoti e da Prelati. Sarà seguita da Sua Em.za il Card. Giuseppe Prisco Vicario del Sommo Pontefice per questo Santuario, assistito dal suo Vicario, Mons. Alessandro Avv. Carcani, che verrà a bella posta da Roma, dai Sindaci, dalle Autorità Municipali dei vari paesi, e dalle Orfanelle che debbono intrecciare i loro canti con quelli dei sacri leviti, dalle sacre Figlie del Rosario di Pompei loro istitutrici, da Benefattori, Benefattrici, dame, e da quanti sono venuti da ogni luogo.
Quindi la Processione proseguirà per la Via Sacra, e passando sotto l'arco trionfale eretto a lato dell'Ospizio Educativo, entrerà nel Pianetto dell'Ospizio Educativo convertito in Basilica. Ivi il corteo si disporrà in bell'ordine, attorniando l'altare costruito nel centro della Piazza e il gruppo dei Prelati e delle Bandiere.
All'entrare dell'Immagine nel Pianetto si ripeterà l'Inno alla Vergine di Pompei. Si fa l'Esposizione del SS. Sacramento. Il Vescovo di Nola Mons. Agnello Renzullo pontificalmente vestito, preceduto dai chierici e accompagnato dagli assistenti, uscirà dalla Cappella dell'Ospizio Educativo dei Figli dei Carcerati e ascenderà l'Altare per recitare insieme con tutto il popolo la Supplica.
A Mezzodì, all'ora del mondo, il Vescovo di Nola intonerà la Supplica del mondo alla Potente Regina del Rosario di Pompei, e tutti ripeteranno le parole della commoventissima preghiera.
E in quel momento la Supplica sarà pure recitata nell'interno del Santuario, nell'Atrio dell'Orfanotrofio, sotto i Portici della Facciata; e in quell'ora stessa alle voci della Supplica elevata a Pompei risponderà l'eco della medesima preghiera recitata in tutti i punti della terra. Il medesimo coro della Schola Cantorum dei Figli dei Carcerati e dei nobili fanciulli napoletani canteranno il Tantum ergo del Maestro Marlacchi a tre voci, soprani tenori e bassi. Il Vescovo di Nola impartirà la solenne benedizione col Santissimo. Cantato dal popolo il salmo di lode al Signore Laudate Dominum omnes gentes, comincerà a sfilare la processione. Le Orfanelle intoneranno il Salmo della pace e della visione del Paradiso, Lauda Ierusalem Dominum.
Dopo di ciò le società con le bande e gli stendardi ritorneranno in processione solenne, e si fermeranno nel Sacrato del Santuario per aspettare il momento della Benedizione Papale, che verrà impartita dalla Loggia Papale della Facciata della Basilica.
I Prelati e il Clero infileranno la porta maggiore del Santuario. E, salutata dall'Inno dell'osanna prorompente da migliaia di petti, tra acclamazioni e lagrime di gioia, l'Immagine dell'Incoronata nostra dolce Sovrana rientrerà nel Tempio di sua elezione.
*La Benedizione Papale
A compiere la solenne e straordinaria festa della Vergine di Pompei il mattino dell'8 Maggio, Sua Santità Pio X volendo benedire tutti i Figli della Vergine di Pompei che verranno da lontano a renderle omaggio di figliale devozione, ha delegato il suo Vicario per questa Basilica Pompeiana, E.mo Card. Giuseppe Prisco Arciv. di Napoli per impartire la Benedizione Apostolica, con l'Indulgenza Plenaria a tutti quelli che avranno preso parte alla festa dell'8 Maggio della Vergine di Pompei. E però finita la Processione, come la santa Immagine sarà rientrata nel Santuario, l'E.mo Card. Prisco ascenderà la Loggia Papale della monumentale Facciata, e letto il Rescritto Pontificio, e recitato pubblicamente il Confiteor, impartirà a tutto il popolo prostrato in ginocchio la Benedizione Papale a cui è annessa la Plenaria Indulgenza. In quel momento tutte le Bande suoneranno marce festose. E il popolo, al suono delle campane agitando i fazzoletti in segno di saluto e di allegrezza, griderà nuovamente acclamando alla Vergine del Rosario: Viva Maria! — Viva la Paciera dei popoli! — Viva l'Immacolata del Rosario assunta in animo e corpo in Paradiso! — Viva la Vergine di Pompei trionfatrice del mondo!

"Ottobre 1904" L'Ora del Mondo

*Primo Ottobre – Sabato
La Notte Santa – La Veglia in preghiera
Avviso importante
Il Santuario si chiude al pubblico all'una pomeridiana di questo sabato 1 Ottobre, e si riapre alle cinque antimeridiane di domani Domenica 2 Ottobre.
Per la Veglia in Preghiere, che ha luogo nella notte, si dà ingresso solo ai Benefattori speciali del Santuario, delle Orfanelle e dei Figli dei Carcerati muniti di appositi biglietti. I biglietti sono numerati e personali. Nessun pellegrinaggio può entrare,

         

poiché nell'ultima Veglia precedente la festa di maggio vi è stata una straordinaria affluenza di devoti di molto superiore al numero dei biglietti distribuiti, tanto che fu malagevole lo stare in Chiesa durante le sacre funzioni della notte, si è stabilito dal Superiore Ecclesiastico, per il maggior decoro del Santuario, di limitare i biglietti ai soli benefattori speciali del Santuario, delle Orfanelle e dei Figli dei Carcerati.
Avvisiamo pertanto tutti i devoti e specialmente i Zelatori e le Zelatrici e Rev. Parroci che è inutile farci richiesta di biglietti, perché non si invieranno che a coloro che sono segnati nell'album dei Benefattori speciali.
Di più, all'una e mezza del mattino, si sgombrerà la Chiesa e si riaprirà alle ore 5, cioè all'alba del giorno della Festa del SS. Rosario, di modo che tutti i zelatori e le zelatrici sono pregati di avvisare i devoti che non vengano a Valle di Pompei il Sabato sera per assistere alle funzioni della Sacra Veglia con l'intendimento solito di restar la notte nel Santuario, perché nessuno potrà rimanere in Chiesa dall'una e mezza dopo mezzanotte fino alle ore 5 del mattino.
Questa misura di decoro e di convenienza ci è doverosa, trattandosi del rispetto dovuto alla Casa di Dio; e perciò ridonderà alla maggior gloria di Dio e della sua Santissima Madre, e sarà pienamente approvata da tutti i veri devoti della Vergine di Pompei.

"Maggio 1905" L'Ora del Mondo

Festa propria della Vergine nel Santuario di sua elezione, ed in tutti i luoghi della terra dove è venerata la prodigiosa Immagine Pompeiana
Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel dì 8 Maggio o in uno degli otto giorni seguenti,
(Rescritto Leone XIII, 13 Aprile 1888).
Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita l'Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 Giugno 1890). - Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie,
(Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887).
L'8 Maggio è il gran giorno delle commemorazioni e dell'origine del Santuario di Pompei e della nuova Città, la Pompei Cristiana.L'8 Maggio 1876 fu posta la prima pietra del Tempio dal Vescovo di Nola Mons. Formisano (29° Anniversario).
L'8 Maggio 1883 fu battezzata la prima campana del Santuario, e fu la prima volta nel Santuario recitata in comune nell'ora di mezzodì una Preghiera alla SS. Vergine di Pompei. L'8 Maggio 1887 fu solennemente incoronata la taumaturga Immagine della Vergine del Rosario di Pompei per Decreto diretto di Sua Santità Leone XIII. nominando il Cardinal Raffaele Monaco La Valletta a consacratore del Primo Altare del Santuario e incoronatore della Prodigiosa Immagine di Pompei. L'incoronazione avvenne in Piazza della Nuova Pompei, con una corona di brillanti benedetta da Papa Leone XIII l'11 aprile 1887, dopo essere stata presentata dall'avvocato Bartolo Longo e dalla contessa De Fusco, i quali mostrarono al Pontefice anche i quattro smeraldi donati da due ebrei.
L’ 8 Maggio 1887.
La prima solenne Processione della Sacra Immagine della Vergine Incoronata dalla Piazza della Nuova Pompei al Santuario, portata sulle spalle dei suoi più prediletti figli venuti da lontano, e seguita dall’ E.mo Cardinal Monaco La Valletta, dal Vescovo di Nola Monsignor Formisano, dall’Arcivescovo di Otranto Monsignor Bressi, da altri Prelati e Cerimonieri Pontifici ed altri Personaggi venuti a bella posta da Roma. – Primo trionfale ingresso dell’Immagine incoronata nel Tempio di sua elezione. – Essa fu collocata sul Trono di marmi e di oro, apparecchiatole dalla pietà di centosessantamila suoi figli sparsi per l’Orbe, quanti erano in quell’anno gli associati alla edificazione del Santuario, tra le melodie di scelta musica condotta da Napoli dal Marchese Filiasi e gl’inni magistrali scritti a bella posta dal detto Marchese Filiasi e dal compianto Maestro Giorgio Miceli.
L'8 Maggio 1887.
Si accoglie la prima Orfanella che doveva aprire l'Orfanotrofio della Vergine di Pompei, tanto diletto alla celeste Regina. Quella prima Orfanella era una Veneziana di nome Maria. L'Orfanotrofio della Vergine di Pompei oggi compie il diciottesimo anniversario.
L'8 Maggio 1891 data l'origine dell'Opera novissima salvatrice dei Figli dei Carcerati, che oggi compie il quattordicesimo anniversario.
L'8 Maggio 1901 dalla Loggia Papale, che è nel centro della Monumentale Facciata della Basilica Pompeiana, per la prima volta veniva impartita solenne Benedizione Papale data dal Sommo Pontefice Leone XIII per mezzo del suo Vicario pel Santuario Pompeiano, Em.mo Cardinal Giuseppe Prisco, Arcivescovo di Napoli.
L'8 Maggio 1904 per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Domma dell'Immacolata Concezione, in Valle di Pompei trionfale Processione della prodigiosa Immagine del Santissimo Rosario, che veniva incoronata con una nuova aureola di brillanti.
*Orario dell'8 Maggio 1905
Ore 5,30 ant. - Rosario recitato dalle Orfanelle, Messa bassa e Comunione dei Pellegrinaggi. Solenne Benedizione.
Ore 10 ant. - Messa bassa col canto delle Orfanelle ed accompagnamento del grande Organo; Comunione generale con colloquio; Inno a S. Michele Arcangelo, protettore e difensore del Santuario di Pompei, Coro di cento Orfanelle.
Ore 11,30 ant. - Esposizione del Divinissimo.
A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla Potente Regina del Rosario di Pompei; la quale prece comune si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la Supplica alla Potente Regina del Rosario di Pompei, concessa dal Sommo Pontefice Leone XIII con Rescritto 28 Giugno 1887 e confermata dal S. P. Pio X con Rescritto del 28 Novembre 1903, il quale l'ha resa perpetua e applicabile alle Anime del Purgatorio.
Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario l’8 Maggio o in uno degli otto giorni seguenti (Rescr. Leone XIII, 13 Aprile 1888).
Una seconda Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescr. 21 Giugno 1890) - Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. Una terza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescr. Leone XIII, 29 Novembre 1887; e confermata e fatta valevole in perpetuo e applicabile alle Anime del Purgatorio dal S. P. Pio X con suo Rescritto del 28 Novembre 1903). Ore 2 pom. - Ultima Messa nel Santuario.
A sera.
Ore 7 pom. — Recitazione del Rosario. -S'incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo in questa notte e in questo giorno 8 Maggio, ma ancora per tutte le grazie concesse dalla solennità di ottobre passato insino a questo giorno faustissimo. Canto delle Litanie, e Benedizione.

"Ottobre 1905" L'Ora del Mondo

Prima domenica d’Ottobre
Solennità del Santissimo Rosario
Indulgenza Plenaria toties quotiesa chi visita il Santuario di Pompei
La solenne Feste di Ottobre 1905 in Valle di Pompei.
L'intero Mese consacrato al Rosario di Maria è solennizzato in tutto il mondo con feste e onoranze speciali; ma in Valle di Pompei esso è particolarmente festeggiato sia nell'interno della Basilica, sia nell'Ospizio Educativo pei Figli dei Carcerati.

Oramai gl'innumeri devoti della Vergine di Pompei, che da tanti anni nelle feste vengono di persona nella Valle di Maria o col cuore si associano alle magnifiche onoranze che qui si rendono alla Regina delle Vittorie, conoscono molto bene l'ordine delle funzioni specialissime che in questo Santuario.

"Maggio 1906" L'Ora del Mondo

L'annuale Festa dell'8 Maggio 1906 e l'inno di ringraziamento
*Le tre Novene alla Vergine di Pompei in preparazione della Festa dell'8 Maggio
Mentre intorno a noi la primavera ridesta le speranze della natura in un nuovo e fervido fremito di vita, anche i cuori nostri si aprono alle più belle speranze di consolazioni celestiali, perché il Calendario del Santuario di Pompei segna il principio delle Tre Novene in preparazione della Festa dell’Otto Maggio, Novene in cui s'impetrano le più elette grazie dai fedeli devoti della nostra portentosa Regina. Quest’anno però noi v’inculchiamo a prepararvi alla gran Festa della Madonna di Pompei, alla storica giornata dell’Otto Maggio, recitando non le tre Novene d’impetrazione, ma le tre Novene di ringraziamento.
Dobbiamo tutti assieme, come una sola ed immensa famiglia, ringraziare la Madonna di Pompei di quanto, contro ogni umana aspettazione, ha operato per elevare il suo Santuario, le sue Opere di Beneficenza, le sue innocenti Orfanelle, i suoi poveri Figli dei Carcerati. Da mille e mille cuori ascenda al Cielo il fervido inno che esulta e che ringrazia, mentre gli Angeli, a immensi stuoli, raccoglieranno dalle nostre mani le mistiche rose del gaudio, del dolore e della gloria. Questo ringraziamento universale, che mostrerà il nostro amore all’Opera di Pompei, il nostro amore per le glorie di Maria, otterrà a tutti noi, alle nostre famiglie e ai nostri cari, le più elette consolazioni della munifica Signora, che manda sul Mondo intero i dolci riflessi della sua bontà dalla benedetta Valle del Vesuvio.
*Anno trentunesimo dalle fondazioni del Santuario Pompeiano
Fratelli e Sorelle sparsi pel mondo, la misericordia di Dio ci concede di parlarvi ancora una volta dalle colonne di questo Periodico, iniziando l'anno XXIII delle nostre pubblicazioni. Ancora una volta noi, dopo mille fortunate vicissitudini della vita, ci sentiamo ringiovanire nel parlarvi della Madre comune, di quella Madre che è pure la munifica Regina dei celestiali favori, e che nei nostri tempi ha voluto essere chiamata la Trionfatrice di Valle di Pompei.
Nel giorno 7 Marzo 1906 il Periodico IL Rosario e la Nuova Pompei ha compiuto il suo ventiduesimo anno di vita, e ha salutato un anno nuovo con nuovi e più gloriosi auspicii. Vi abbiamo invitati a levare un inno di ringraziamento alla portentosa Vergine di Pompei, che raccoglie sempre gli sguardi di sua speciale protezione sulla Valle delle sue novissime misericordie.
Ed il giorno dell'esultanza e del ringraziamento s'approssima - l'annuale Festa dell'8 Maggio che sarà la trentunesima festa di maggio che la Provvidenza ci ha dato di celebrare senza alcuna interruzione in questa terra di Pompei; e quest'anno sarà più commovente, e resa più bella dal ricordo di quanto la Vergine ha operato in questo ultimo periodo di storia pompeiana.
Prepariamoci a cantare a Dio un cantico nuovo, perché novissima è stata la prova d'amore che, con vigile soave protezione di Madre e con autorità di Regina, ha dato la benedetta Vergine all'Opera grande di Pompei. Ella ha mostrato che ha in suo potere non solo le leggi della natura, ma i cuori degli uomini: Ella ha mostrato che non solo sulla natura, ma sulla vita e sulla storia si spiega sovrano il dominio del suo impero.

             

Nessun periodo nella storia dell'Opera di Pompei fu così denso di trepidazioni come quello che abbiamo testé attraversato, ma nessun periodo fu mai coronato da più splendidi e meravigliosi trionfi. Nel corso di trent'anni la Vergine di Pompei aveva effuse le ricchezze delle sue misericordie per consolare i suoi innumerevoli ascritti e zelatori; ma in questi giorni superando tutte le passate meraviglie, ha operato il maggiore dei miracoli, non in favore di questo o di quel devoto, ma in favore della Valle di sua predilezione, del suo Santuario, delle sue Istituzioni di carità, di questa nascente Città, nuova Gerusalemme dell'amor suo.
Tutto fu salvato per arcane vie di Provvidenza, tutto fu consacrato col suggello della perennità e della suprema elevazione. Un volume intero non basterebbe a narrare queste novissime misericordie di Maria. La fatidica parola Pax, incisa sulla monumentale Facciata del Santuario di Pompei ai piedi della Loggia Pontificale, deve trovare un'eco in tutti i cuori vostri; la fatidica parola Pax deve essere l'espressione del pensiero e del sentimento che ci unirà tutti dinanzi al Trono di marmo e bronzo nelle prossime grandiose feste del bel Maggio di Maria. Ella vi aspetta per coprirvi col manto di sua benefica protezione.
Sia il maggio prossimo tutto un inno d'esultanza alla portentosa Regina di Pompei, e il Mondo intero confessi la dolcezza delle sue misericordie. Nessun periodo nella storia dell'Opera di Pompei fu così denso di trepidazioni come quello che abbiamo adesso attraversato, ma nessun periodo fu mai coronato da più splendidi e meravigliosi trionfi. Nel corso di trent'anni la Vergine di Pompei aveva effuse le ricchezze delle sue misericordie per consolare i suoi innumerevoli ascritti e zelatori; ma in questi giorni superando tutte le passate meraviglie, ha operato il maggiore dei miracoli, non in favore di questo o di quel devoto, ma in favore della Valle di sua predilezione, del suo Santuario, delle sue Istituzioni di carità, di questa nascente Città, nuova Gerusalemme dell'amor suo. Tutto fu salvato per arcane vie di Provvidenza, tutto fu consacrato col suggello della perennità e della suprema elevazione.
Un volume intero non basterebbe a narrare queste novissime misericordie di Maria. La fatidica parola Pax, incisa sulla monumentale Facciata del Santuario di Pompei ai piedi della Loggia, deve trovare un'eco in tutti i cuori vostri; la fatidica parola Pax deve essere l'espressione del pensiero e del sentimento che ci unirà tutti dinanzi al Trono di marmo e bronzo nelle prossime grandiose feste del bel Maggio di Maria.
Sia questo giorno di maggio tutto un inno d'esultanza alla portentosa Regina di Pompei, e il Mondo intero confessi la dolcezza delle sue misericordie.
(Autore: Avv. B.L.)

"Ottobre 1906" L'Ora del Mondo

Presiede Mons. Enrico Marano
6 Ottobre - Sabato. Vigilia della grande Solennità del Rosario di Maria.
La Notte Santa - La Veglia in preghiere.
A mezzanotte.
La campana del Santuario, suonando a distesa, annunzia ai fedeli congregati nel Santuario di Pompei la prima ora della grande giornata del Rosario - Messa all'Altare Maggiore e contemporaneamente a tutti gli altri Altari del Santuario - Canto delle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo - Comunione Generale. Per privilegio, più che singolare, unico, concesso dal S. P. Leone XIII alla sua Basilica Pontificia Pompeiana, con Rescritto del 22 Aprile 1903, tutti quelli che intervengono a passare la notte in preghiere nel Santuario di Pompei possono farsi la santa Comunione nella Messa di mezzanotte. Ore 1.30 ant. - Esposizione del Santissimo. - Benedizione e canto del Magnificat. Indulgenza Plenaria toties quoties nel Santuario di Pompei. Dai primi vespri di oggi incomincia nel Santuario di Pompei ed in tutte le chiese delle Confraternite del Rosario il perdono del Rosario, cioè l'Indulgenza Plenaria TOTIES QUOTIES.
*Prima Domenica, 7 Ottobre
Solennità del Santissimo Rosario. All'arrivo del treno da Napoli, alle 10, Messa con accompagnamento dell'Organo Plurifonico e con canto delle Orfanelle. — Colloquio e Comunione generale. — L'Oratore della Madonna di Pompei, il tenerissimo e facondo Mons. Enrico Marano con commoventi parole dispone i fedeli alla recita della Supplica. A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei. Questa universale preghiera si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Indulgenza Plenaria propria nel Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel giorno della Festa del Rosario o in uno degli otto giorni seguenti. (Rescritto di Leone XIII, 13 Aprile 1888). - Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 Giugno 1890). (Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana). - Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887).
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi che si celebra tanto all'Altare Maggiore quanto agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio - (Breve del S. P. Leone XIII, 29 Marzo 1887, e Rescritto del 3 Giugno 1893). Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei. Prima Domenica, 7 Ottobre. Solennità del Santissimo Rosario. All'arrivo del treno da Napoli, alle 10, Messa con accompagnamento dell'Organo Plurifonico e con canto delle Orfanelle. — Colloquio e Comunione generale. - L'Oratore della Madonna di Pompei, il tenerissimo e facondo Mons. Enrico Marano con commoventi parole dispone i fedeli alla recita della Supplica. A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei. Questa universale preghiera si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Indulgenza Plenaria propria nel Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel giorno della Festa del Rosario o in uno degli otto giorni seguenti. (Rescritto di Leone XIII, 13 Aprile 1888). - Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 Giugno 1890). (Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana). — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887). ù
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi che si celebra tanto all'Altare Maggiore quanto agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio -(Breve del S. P. Leone XIII, 29 Marzo 1887, e Rescritto del 3 Giugno 1893). Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei.

"Maggio 1907" L'Ora del Mondo

*La Festa propria della Vergine di Pompei
Festa dell'8 Maggio, Festa propria della Vergine di Pompei nel Santuario di sua elezione, e in tutti i luoghi della terra, ove Ella è venerata. In quel giorno, o fratelli, noi vi aspettiamo dinanzi al Trono della Madre comune e della taumaturga Regina per congiungere insieme i nostri fervidi voti, per elevare insieme sotto le volte del tempio la preghiera cristiana vibrante di speranza e infiammata d’amore.
E se anche nn potrete venire in quella fausta solennità nella Valle Pompeiana, unitevi a noi, come sempre, in spirito; e da tutti i punti della terra nell’ora del mezzodì da milioni di cuori si levi la Supplica, l’universale Supplica alla Regina trionfatrice e misericordiosa, che in quell'ora estende e dilata le effusioni delle sue prodigiose grazie e delle sue svariate beneficenze.
L'8 Maggio di questo anno deve essere un trionfo universale di fede, un rinnovamento ovunque di pietà cristiana. In quel giorno — ne siamo certi — voi vi affollerete alla Mensa eucaristica, dove Maria ci attende per farci un dono superiore ad ogni grazia, per darci, cioè, Gesù Cristo, Autore della grazia, della felicità e dell’amore; Gesù Cristo che è la Via, la Verità e la Vita. In quel giorno ovunque e in tutte le ore voi intreccerete le ghirlande delle mistiche rose, ovunque leverete a Maria un coro incessante di preghiere.
E le soavi onde di preghiere che si leveranno verso il Cielo alla Regina dei candidi trofei s’incontreranno con le dolci onde di misericordia, che scenderanno a torrenti dalla maestà del suo Trono.ù
*Orario dell'8 Maggio 1907
Al mattino
Ore 9,30 ant. - Recitazione del Rosario in comune.
Ore 10 ant. - Messa bassa con canto delle Orfanelle; - Comunione generale con colloquio del prelodato Ill.mo Mons. D. Errico Marano. - Inno a S. Michele Arcangelo, protettore e difensore del Santuario di Pompei, cantato da un coro di cento Orfanelle.
Ore 11,30 ant. - Esposizione del Divinissimo. mezzodì recitazione della SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI; la quale prece si ripete in tutti i luoghi della terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Ore 2 pom. - Ultima Messa nel Santuario.
A sera
Ore 7 pom. - Si recita il Rosario. - Poi si incominciano altre tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo durante la notte e durante Orario dell'8 Maggio.
mondo non solo durante la notte e durante il giorno dell'8 Maggio, ma ancora per tutte le grazie concesse dall'Ottobre insino a questo giorno faustissimo.
Canto delle Litanie e Benedizione.

"Ottobre 1907" L'Ora del Mondo

"Quel giorno a Pompei - 6 ottobre 1907"

*La Solennità
Ogni giorno che passa ne avvicina sempre più a quella gran Festa che la Chiesa, con l'intuito altamente poetico e teologico della sua liturgia, chiama Solennità: — la Solennità del Rosario della Vergine Maria celebriamo.
Così comincia la Chiesa Cattolica l'Uffizio divino nella festa della Prima Domenica di ottobre; e tutti i sacerdoti ripetono queste parole su tutta la superficie della terra, e l'ultimo canto che chiude la grande giornata del Rosario, il Magnificat vespertino con l'ultima antifona che leggono i Sacerdoti in quel giorno veramente ricordevole, finisce pure con la stessa parola: Solennità:

O Beata Madre e intemerata Vergine, gloriosa Regina del mondo, sentano il tuo potente soccorso tutti indistintamente quelli che celebrano la tua Solennità del SS. Rosario» e non solo nell'Uffizio, ma anche in tutte le Messe di quella grande giornata la parola Solennità del Rosario odono i fedeli del mondo, quando i Sacerdoti recitano le parole dell'Introito: - Rallegriamoci tutti nel Signore, nel celebrare la Solennità del SS. Rosario.

"Maggio 1908" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1908" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1909" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1909" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1910" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1910" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1911" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1911" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1912" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1912" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1913" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1913" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1914" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1914" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1915" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1915" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1916" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1916" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1917" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1917" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1918" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1918" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1919" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1919" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1920" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1920" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1921" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1921" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1922" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1922" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1923" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1923" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1924" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1924" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


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