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Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei

Ora del Mondo 1900-1924

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"Maggio 1900" L'Ora del Mondo

8 maggio 1900, martedì – Presiede il Cardinale Giuseppe Prisco
Festa propria della Vergine di Pompei in tutto il mondo
In questo giorno dedicato dalla Chiesa Universale a commemorare l’Apparizione dell’Arcangelo S. Michele, il gran Difensore e Custode del Santuario di Pompei, il mondo dei fedeli solennizza la Festa propria della Vergine di Pompei in tutti i luoghi della terra ove è venerata la prodigiosa Immagine Pompeiana.
E nel Santuario di Pompei è questa la Festa propria delle sue origini e dei miracoli della Regina del Rosario; per cagione dei quali si è in tutto il mondo introdotta questa festa al tutto nuova in onore della Vergine di Pompei.
Ed in questo giorno non solo in Italia ed in Europa, ma e nell’America, e nelle Indie, e nella Cina, e nell’Africa, e nell’Australia, ovunque si trova esposta un’Immagine partita da questo Santuario di elezione, i fedeli fanno corona a questa Madre di Misericordia, e si riconciliano con Gesù per mezzo della Sacramentale Penitenza, e si uniscono con Gesù per mezzo del Sacramento Eucaristico, e tutti ad una voce, nella medesima ora di mezzodì la pregano con la devota Supplica.
L’otto maggio è il gran giorno delle Commemorazioni e dell’origine del Santuario di Pompei.
Nel giro di soli ventiquattro anni si sono compiute con la sensibile protezione dell’augusta Regina del Rosario di Pompei tante Opere di Carità e di Beneficenza che formano ora la meraviglia del mondo, e che all’occhio degli uomini avrebbero richiesto il giro almeno di un secolo.
Tutte queste Opere furono sempre iniziate nel giorno otto maggio, che è il giorno memorabile della Storia di Valle di Pompei; a cominciare dalla Prima Pietra del Santuario, e terminare alla Consacrazione di esso ed alle istituzioni di Opere di Beneficenza educatrice di povere Orfanelle e di derelitti Figli di Carcerati; ed è questo pure il giorno anniversario della solenne Incoronazione di Nostra Signora di Pompei.
Orario. — Ore 9,45 a. m. Recitazione del Rosario in comune.
Ore 10 a. m. Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione Generale con colloquio dell’Ill.mo e Rev.mo Mons. D. Errico Marano, Protonotario Apostolico e Preposito dei Pellegrini di Napoli. Inno a S. Michele Arcangelo, Protettore e Difensore del Santuario di Pompei, coro di cento Orfanelle.
Ore 11,30 a. m. Esposizione del Divinissimo.
A mezzodì. Recitazione in comune della preghiera del mondo: LA SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI; e questa prece comune si ripete, tradotta in moltissime lingue, in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie. — Solenne Benedizione.
L'Eminentissimo Principe della Chiesa di Napoli e Vicario del Sommo Pontefice pel Santuario di Pompei, il Cardinale Giuseppe Prisco, reciterà anch'egli col popolo la devota Supplica alla Vergine del Rosario di Pompei.
Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel dì 8 maggio o in uno degli otto giorni seguenti (Rescritto Leone XIII, 13 aprile 1888). — Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 giugno 1890). — Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove si trova esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 novembre 1887).
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi, che si celebra all'Altare Maggiore o agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio. — (Breve del Santo Padre Leone XIII, 29 marzo 1887, e Rescritto del 3 giugno 1893).
Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI.
N. B. — In questo anno del Giubileo di Roma sono sospese le Indulgenze per la persona propria, ma tutte sono applicabili per le Anime sante del Purgatorio.
Ore 7 di sera. Recitazione del Rosario. — S' incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo in questa notte e in questo giorno 8 maggio, ma ancora dalla solennità del trascorso ottobre insino a questo giorno faustissimo.
Canto delle Litanie e Benedizione solenne.
(Autore: Avv. Bartolo Longo)

"Ottobre 1900" L'Ora del Mondo
Presiede il Vicario del Sommo Pontefice Eminentissimo Cardinale Prisco

La Vergine di Pompei entra la prima volta nell’Ospizio dei Figli dei Carcerati
Nel fondo della piazza sorgerà un'Assida temporanea dove sarà deposta per quell'ora solenne l'Immagine Prodigiosa della Vergine di Pompei; ed accoglierà il Vicario del Sommo Pontefice Eminentissimo Cardinal Prisco con i Prelati ed i Sacerdoti che intoneranno l’Inno del Signore. Nel momento che l'Immagine sacrata verrà pubblica venerazione su quella improvvisa Ara si udirà esposta alla cantico, come lontano eco di un canto di angeli, ripetendo le un fatidiche parole che la Chiesa militante volge a Maria:
Ave, Regina Cœlorum!
Ave, Domina Angelorum!
Salve, radix, salve, porta,
Ex qua mundo Lux est orta!
Gaude, Virgo gloriosa,
Super omnes speciosa!
Vale, o valde decora,
Et pro nobis Christum exora!
Sarà un coro di cento Orfanelle salvate dalla clemente Regina del Rosario, che inneggeranno alla loro augusta Salvatrice esprimendole gli affetti vivissimi racchiusi in quei versi latini, che significano:
- Noi ti salutiamo, o Regina dei Cieli! noi ti salutiamo, o Signora degli Angeli, salve o Radice di ogni nostro bene; salute a Te, che sei la Porta donde a noi è venuta la Luce del Paradiso. Rallegrati, o Vergine gloriosa, tra tutte la più eletta! Salve, oh bella tanto, e prega per noi il tuo Figliuolo Gesù Cristo.
Per tanti anni la Signora Nostra del Rosario ha accolta la Supplica del mondo, nel mezzodì dell'8 Maggio e nel mezzo dì della Prima Domenica di ottobre, dal suo Trono di marmi e di ora nel suo eletto Santuario, nella dimora delle sue predilette Orfanelle. Questa volta nel giorno del suo primo Giubileo riceverà la Supplica del mondo nel Tempio della Carità universale, nella Casa dei poveri Figli dei Carcerati.
Sarà quella la prima volta che la Regina nostra delle Vittorie uscirà incoronata dalla sua Reggia per visitare e benedire la Casa della carità del mondo, l'Ospizio dei figli Suoi prediletti, val dire dei fanciulli che furono i più abbandonati.
Sull'altare di quell'Assida, verrà esposto il Divin Redentore nel Sacramento, ed ai suoi piedi verrà recitata la consueta Supplica del mondo alla Potente Regina delle Vittorie, a cui risponderà un coro di migliaia e di migliaia di fedeli prostrati sulla polvere. E se ogni volta Ella, Madre delle grazie, ha benedetto in quell'ora i figli suoi che la supplicarono quale Regina, spargendo copiosi i celesti favori; che cosa Ella non farà a mezzodì del 7 Ottobre, nella ricordanza solenne del suo primo ingresso nella Valle di Pompei, quando i popoli la ringrazieranno dei miracoli che ha prodigati al mondo per venticinque anni continui, e quando per la prima volta sarà entrata nella Casa dei Figli dei Carcerati, e per la prima volta, nella piazza convertita in Chiesa, avrà accolto i gemiti e le lacrime Supplichevoli del mondo intero.
                                                              (Autore: Bartolo Longo)
*La Supplica del mondo nella piazza dell'Ospizio dei Figli dei Carcerati

Sono presso le 11. L’ora segnata, e tanto aspettata, dalla Processione trionfale della Vergine di Pompei. Sull’ampia via Sacra la trionfale Processione si spiegò in tutta la sua magnificenza. Come la Santa Immagine toccò la terra su cui sorge l’Asilo della più grande carità verso la classe dell’infanzia più misera, si alzò un cantico, gentile, melodioso di voci argentine di fanciulli accompagnati da due concerti musicali.

Dall’orologio del Santuario giungono lenti e gravi i rintocchi del mezzogiorno.
È il momento solenne, il momento tanto aspettato e tanto invocato.
È l’ora del mondo. Un silenzio profondo invade la moltitudine. Si comincia le preghiera mondiale, la Supplica alla Vergine di Pompei. Le prime parole escono decise ma tremule dalle labbra della moltitudine. Il suono di quelle migliaia di voci rassomiglia al fremito delle onde dell’oceano poco prima della tempesta.
Molti, vinti da commozione inesprimibile, con la gola chiusa dai singulti, non possono parlare, e seguitano mentalmente la preghiera. E quando il sacro oratore pronunziò le ultime parole della Supplica: O Rosario benedetto di Maria… noi non ti lasceremo mai più; tu ci sarai conforto nell’ora di agonia; a te l’ultimo bacio della vita che si spegna, delle migliaia di persone che gremivano il piano non una si mosse: tutti rimasero prostrati, assorti ancora nella preghiera, quasi rapiti dalla dolcissima estasi del momento.
(Autore: Bartolo Longo)
I Vescovi dell'Orbe alla trionfale processione dell'Immagine Pompeiana
 
La universalità del culto alla Vergine di Pompei è stata uno dei contrassegni divini per cui l'Opera pompeiana viene da tutto il mondo venerata ed amata come opera di Dio.
 
Questo fatto dell'universalità e dell'apostolicità del Santuario di Pompei è cominciato a dimostrarsi sin dall'inizio di questa opera santa.
 
Ventiquattro anni indietro non era ancora ben conosciuta in Napoli l'opera di un Tempio a Pompei, quando già avemmo le prime offerte dall'Inghilterra, per mezzo di Lady Herbert madre di Lord Pembroke; e dall'America per mezzo di un Missionario Cappuccino del Brasile, Padre Fra Salvatore Bressi.
 
Il fastigio del Santuario di Pompei è sembrato di anno in anno raggiungere il suo culmine pel corso di venticinque anni; ed ognuno ogni anno reputava che quella data festa segnasse l'apogeo delle glorie della Vergine del Rosario e dell'Opera qui sorta pei suoi miracoli. Ma invece è avvenuto un fatto, che ci fa annichilare per l'umiliazione, ogni volta che vi torniamo su col pensiero.
 
Nell'8 Maggio del 1876 era un Vescovo, il capo della Diocesi di Nola, che poneva la prima pietra di quest' Opera divina, di quest'Opera che niuno allora prevedeva che sarebbe stata di ordine universale.
 
Undici anni appresso, cioè nell'8 Maggio 1887, si consacrava il primo altare di questo Tempio, divenuto oggi Santuario noto al mondo; ed alla incoronazione della già vecchia e sdrucita imagine del Rosario incedevano processionalmente tre illustri presuli successori degli apostoli: il Cardinal Monaco La Valletta, il medesimo Vescovo di Nola Monsignor Formisano, e Monsignor Bressi Vescovo di Bovino.
 
Il primo era mandato dal fianco del Papa a rappresentarlo nell'incoronazione di questa Immagine Prodigiosa; il secondo era il Capo di questa Diocesi, già eletto dai consigli dell'Eterno a consacrare la prima pietra di questo trono universale delle grazie; il terzo era quel frate missionario Cappuccino che aveva mandato le prime offerte dall'America, e rappresentava le nazioni straniere ai piedi della Vergine di Pompei.
 
Passarono altri quattro anni, e nel 7 Maggio 1891 si consacrava il Santuario di Pompei dedicato alla Regina del SS. Rosario. Pareva allora che le glorie di questo Santuario non potessero essere maggiori; giacché per trenta giorni consecutivi, quanto durarono le feste della dedicazione del Tempio, vennero qui a dire le lodi di questa Regina, ben trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali. Sicché la Vergine di Pompei in trenta giorni continui, dall'8 Maggio all'8 Giugno 1891, accolse nel suo seno trentatré degni successori degli Apostoli di Gesù Cristo.
 
Ma ora nel giorno solennissimo del Venticinquesimo anniversario dell'arrivo della Vergine in questa Valle abbandonata, nel giorno in cui si solennizzeranno insieme tutti i trionfi di questa potente Regina riportati pel corso mai non interrotto di Venticinque anni, la Valle di Pompei sarà ammirevole per uno spettacolo nuovo. Se nel 1891, trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali furono visti qui per trenta giorni di seguito; trentatré Vescovi, Arcivescovi e Cardinali si vedranno qui raccolti in una sola giornata, nella giornata imperitura del 7 Ottobre.
 
I figli della Vergine di Pompei venuti da ogni parte dell'Orbe a portare in trionfo la loro Madre, ammireranno una processione di Vescovi ammantati di bianco Piviale e con mitra preziosa in testa precedere la Sacra Immagine.
 
A gara questi eletti rappresentanti degli Apostoli di Cristo pel corso di tanti anni nelle loro Diocesi hanno introdotto la devozione e il culto alla Vergine di Pompei; ed ora con una nobile gara quasi tutti han risposto al nostro appello, e ci hanno inviati pel di solenne dell'Apoteosi di Nostra Signora i loro stendardi, i loro stemmi, e molti di essi di persona verranno ad onorarla nella solenne processione.
 
Già ci han risposto che verranno, mandando anche precedentemente i loro stendardi: l'Eminentissimo Cardinale Achille Manara Arcivescovo di Ancona; Mons. Renzullo Vescovo di Nola, l'eletto da Maria a successore del Primo Vescovo fondatore del Santuario di Pompei Mons. Formisano; l'Abate D. Benedetto Bonazzi della Badia di Cava dei Tirreni; Mons. Antonio M. Buglione Arcivescovo di Conza e Campagna; Mons. Giulio Vaccaro Arcivescovo di Bari; Mons. Valerio Laspro Arcivescovo di Salerno; Mons. Carmelo Pujia Vescovo di Anglona e Tursi; Mons. Gennaro Cosenza Vescovo di Caserta; Mons. Giulio Tommasi Vescovo di S. Angelo dei Lombardi; Mons. Michele Zezza dei Baroni di Zapponeta Vescovo di Pozzuoli; Mons. Luigi Del Forno Vescovo di Nocera dei Pagani; Mons. Michele De Iorio Vescovo di Castellammare di Stabia; Monsignor Serafino Angelini Vescovo di Avellino; Mons. Giovanni Vescia Vescovo di Policastro; Mons. Giuseppe Izzo Vescovo di Cava dei Tirreni; Mons. Francesco D'Albore Vescovo di Monopoli; Mons. Felice De Siena Vescovo di Caiazzo; Mons. Domenico Taccone Gallucci Vescovo di Nicotera e Tropea; Mons. Salvatore Palmieri Arcivescovo di Brindisi e Amministratore Perpetuo di Ostuni.
 
(Da: Il Rosario e la Nuova Pompei - Anno decimosettimo - 1900 - Autore: Bartolo Longo)

"Maggio 1901" L'Ora del Mondo

8 maggio 1901, mercoledì – Presiede il Cardinale Giuseppe Prisco

Alla folla giunta fin dalla sera del martedì precedente altra folla si aggiunse al mattino di Mercoledì 8 Maggio, al giungere sempre nuovo di treni e di carrozze. Entrare in Chiesa era ormai una impresa ardua e difficile. Alle ore 10, quando l’Oratore della Vergine di Pompei offriva il divino Sacrificio all’Altare maggiore e le Orfanelle cantavano l’inno alla Regina della Pace, il Santuario di Pompei presentava uno spettacolo degno veramente dei tempi della più viva fede.
Le Messe si succedevano le une alle altre a tutti gli altari, e sembrava che le sacre particole non potessero bastare per tanta moltitudine famelica del Pane degli Angeli.
Alle 11,45 ora in cui doveva recitarsi la Supplica, l’accesso alla Chiesa era divenuto impossibile. Dalla porta maggiore la folla si stendeva fin fuori al porticato, sui gradini e nella Piazza. La cappella dell’antica parrocchia, la cappella di Santa Caterina, l’antica sagrestia col corridoio da cui vi si accede erano anch’esse gremite.
E da tutti questi punti simultaneamente, in un fervore ardente di fede, fu cominciata la Supplica alla Vergine di Pompei, e continuata fra le lagrime, i singhiozzi di tutta quella moltitudine che da Maria solamente aspettava aiuto, conforto, coraggio nelle avversità e nelle afflizioni, e Pace nel cuore.
A Mezzodì
La Prima Benedizione Papale dalla Loggia Papale della Facciata
Terminata la Supplica, ed impartita dal Rev.mo Mons. Errico Marano la solenne Benedizione del Santissimo, la folla, come larga fiumana, dalle tre porte del Tempio si riversa nella Piazza del Santuario.
Qui si dispone occupando non solo la piazza, ma le vicine vie e le terrazze, aspettando il momento solenne in cui dovrà vedere il Cardinal rappresentante il Sommo Pontefice, sulla loggia papale del Santuario, che dovrà dare in nome del Vicario di Cristo la prima volta da quel luogo la Benedizione Apostolica.
Pochi minuti passano in questa aspettazione, quando in distanza si ode un lontano vocio e alcune grida di evviva, cui rispondono i suoni delle campane del Santuario, e quindi la musica dei Figli dei Carcerati intona la Marcia trionfale di Wagner.
Ed ecco apparire alla svolta della Via Sacra le carrozze del Corteo. La folla si addensa presso le vetture. Ispettori, Delegati, guardie e carabinieri non riescono a trattenere il popolo che vuol mirare da vicino il Vicario di Leone XIII pel Santuario mondiale di Pompei.
E l’E.mo Principe, il Cardinale Giuseppe Prisco, col suo consueto benevolo sorriso risponde a tutti, benedicendo. È disceso dalla carrozza, ravvolto nella maestà della porpora, sale il grande scalone che mena alla vasta sala del Secondo Ordine della Facciata. Egli è preceduto dalla Croce astile, dai chierici, dai sacerdoti del Santuario. È fiancheggiato dall’Ill.mo Mons. Alessandro Avv. Carcani suo Vicario pel Santuario di Pompei, dall'Ill.mo Monsignor Lamberti Vescovo di Conversano, dal Fondatore del Santuario, dal Rettore P. Cecchini dei Predicatori; ed è seguito da una corona di Prelati, tra i quali ricordiamo Mons. Enrico Marano, Mons. Achille De Lalla, Mons. Gennaro Strino, Mons. Filippo Sorrentino e dal Primo Cerimoniere della Cattedrale di Napoli, Rev. Don Salvatore Scarpati. Ed ecco allo sguardo delle migliaia di fedeli, raccolti nella Piazza sottoposta e sulle tribune e sui balconi, apparire dalla Loggia papale la veneranda figura del Sacro Principe circondata dalla schiera dei Leviti. Un religioso silenzio si fa in quella moltitudine, e in un attimo tutti si scoprono il capo e tutti reverenti si prostrano in ginocchio. Dall’alto della Loggia, il Rev.mo Mons. D. Sabato Giordano, Protonotario Apostolico Dottore in Sacra Teologia, legge a voce sonora l'annunzio della Benedizione Apostolica:
Eminentissimus ac Reverendissimus in Christo Pater et Dominus, Dominus Ioseph, Tituli Sancti Xysti, Sanctae Romanae Ecclesiae Presbyter Cardinalis Prisco, Dei et Apostolicae Sedis gratia, Archiepiscopus Neapolitanus, nomine et auctoritate Sanctissimi Domini Nostri Leonis Papae Decimitertii, omnibus hic praesentibus vere de peccatis poenitentibus Benedictionem Apostolicam cum plenaria omnium peccatorum Indulgentia impertit.
E quindi il Rev. Sac. D. Giuseppe Morrone ne legge la versione italiana:
L'Eminentissimo e Reverendissimo in Cristo Padre e Signore, il Signor Giuseppe, del titolo di S. Sisto, Prete Cardinale della Santa Romana Chiesa Prisco, per la grazia di Dio e della Sede Apostolica, Arcivescovo di Napoli, in nome ed autorità della Santità di Nostro Signore il Papa Leone Decimoterzo, impartisce la Benedizione Apostolica con l'Indulgenza Plenaria di tutt'i peccati a quanti sono qui presenti, che sono veramente pentiti de' loro peccati.
Dopo di che Sua Eminenza si appresta a leggere la sacra formola. Qui e colà nella folla si vede un rapido picchiar di petti; delle labbra, sotto voce, mormorano l'atto di contrizione, altri pregano mentalmente, e la preghiera lor traluce dagli occhi.
Precibus et meritis Beatae Mariae semper Virginis, beati Michaelis Archangeli, beati Ioannis Baptistae, SS. Apostolorum Petri et Pauli, et omnium Sanctorum, misereatur vestri omnipotens Deus, et dimissis peccatis vestris, perducat vos ad vitam aeternam. R. Amen. Indulgentiam, absolutionem, et remissionem omnium peccatorum vestrorum, spatium verae poenitentiae, cor semper poenitens, et emendationem vitae, perseverantiam in bonis operibus tribuat vobis omnipotens et misericors Deus. R. Amen.
E dall’alto della Loggia Papale le parole della Sacra Benedizione Apostolica si odono, chiare, distinte:
Et benedictio Dei omnipotentis Pa+tris, et Fi+lii, et Spiritus Sancti descendat super vos et maneat semper, Amen.
Le solenni parole della Benedizione scendevano apportatrici di conforti celesti nelle anime, e dall’alto la bianca Immagine della Vergine, mostrando il Rosario, sembrava anch’essa sorridere e benedire. Sublime era lo spettacolo in quel momento. La Facciata sembrava rifulgere di nuova luce, e nel centro la Loggia Papale era tutta un fulgore. Le due preziose colonne di marmo rosso di Finlandia avevano al sole uno scintillio roseo, azzurro, dorato; non sembravano più di marmo, ma di pietre preziose fuse in un mirabile insieme. E rilucevano i capitelli, le due grandi colonne, e gli archi, mentre sul timpano maggiore lo scudo del nostro amato Pontefice si mostrava radioso, baciato dal sole, augurio di speranza e di sicura Pace Universale. Quando Sua Eminenza pronunziò commosso le ultime parole, benedicendo in nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, tutte quelle migliaia di persone si segnarono del segno della Croce. E in tutti i cuori surse una speranza, la speranza di vedere un giorno su quella Loggia il Capo di tutta la Cristianità in persona benedire i popoli dell’universo. Questo avvenimento non è forse lontano. Milioni e milioni di firme ci giungono ogni giorno in attestato del Plebiscito del mondo per la Pace Universale; ma più che le firme dei mortali, per noi è arra di sicura pace la suprema gloria che darà il Capo della Chiesa militante alla Regina del Santo Rosario, quando apporrà l’ultima gemma alla immortale corona con la Definizione dommatica dell’Assunzione sua gloriosissima. Quel giorno tanto aspettato e tanto desiderato sarà il degno compimento dell’Opera pompeiana. E dall’alto della Loggia Papale Colui che ha la suprema autorità conferitagli da Cristo, potrà benedire i suoi figliuoli della terra tutta, convertiti e tornati a Dio per intercessione della Vergine del Rosario di Pompei.
*La Supplica nel Santuario
L' 8 Maggio 1876 — L' 8 Maggio 1901 - Venticinque anni oggi si compiono da che io scriveva pure un programma. Era il primo, ed era, come questo che vo dettando, un programma d'invito: ma un invito ristretto soltanto ai napoletani, anzi a talune poche famiglie tra le più cospicue di quella città. Allora sarei stato dichiarato al tutto folle, come già fui reputato fantastico, se avessi detto che un giorno, e non del tutto lontano, il mio invito si sarebbe diffuso per l'Italia e per le nazioni straniere.
Era il 7 Maggio 1876, ed io, recandomi casa per casa, invitai quelle famiglie di signori napoletani che aveva potuto associarmi nel corso di tre mesi alla nuova e futura Opera Pompeiana. Li pregava che nel giorno seguente, 8 di Maggio, venissero ad assistere alla nostra umile festa religiosa, che avremmo celebrata in aperta campagna, per la sacra cerimonia l'andare di chi sa quanti anni, sarebbe stato per edificarsi sulla terra di Pompei pel bene spirituale di questi poveri contadini, i quali oltre ad una cadente e indecorosa ed insufficiente cappelluccia parrocchiale, non avevano un tetto sotto cui raccogliersi ad adorare il Signore.
A tanto erano limitate le nostre idee nello accingerci all'impresa, tanto circoscritte le nostre speranze.
E vennero qui circa trecento tra signori e dame napoletane in quel giorno ottavo di Maggio. E allo scoperto cielo, innanzi a una Croce piantata sulle smosse zolle coperte di erbe ancora bagnate dalla pioggia caduta la sera innanzi, ci prostrammo e adorammo il Signore. E qui, sotto la volta azzurra di limpido cielo, salutata dai raggi di un purissimo sole, rimpetto alla maestosa bellezza del Vesuvio che sotterrò col lapillo la città voluttuosa, in vista dell'Anfiteatro Pompeiano che ricorda ancora scene di sangue e di feroce voluttà pagana, venne consacrata e fu posta dal Pastore della Diocesi di Nola la prima pietra di questa Opera, che contro ogni previsione di uomo era prestabilita a divenire gigantesca, universale, divina, e apportatrice di Pace a tutta la terra. Quella prima pietra era collocata, per inscrutabile ordinamento celeste, a pietra angolare di un Santuario che in pochi anni sarebbe divenuto mondiale e Pontificio, e dove il concorso di tutti i popoli della terra avrebbe risposto ad un altro invito, a quello cioè che la Vergine Madre fa agli uomini tutti, per mezzo delle sue grazie per affratellarli insieme coi vincoli di carità e di pace.
Oh come è dolce il ricordare i primi giorni di questa fondazione! Le prime pietre per le fondazioni di questo tempio avemmo la fortuna di portarle noi sulle nostre spalle!...
A quelle ruvide pietre, a quegli scabri sassi, cavati da una preistorica lava vesuviana, quella medesima lava su cui fu fabbricata l'antica Pompei, seguirono i doni di oro, di argento e di gemme che giunsero qui da ogni lido, e che oggi adornano l'interno del Santuario e fanno brillare dei colori dell'iride il diadema e il regale manto della Regina delle Vittorie.
Oggi, al compiersi dei venticinque anni da quel giorno, incancellabile nella storia della civiltà e della Chiesa, lo ripeto per lo stesso giorno degli 8 Maggio quell'invito, ma con parole di sommo giubilo e con più alti intendimenti, e non a trecento anime elette di Napoli, sì invece a tutte le anime elette del globo:
— Fratelli e sorelle! noi siamo vicini ad offrire al Signore del Cielo la sua Casa che gli abbiamo fabbricata sulla terra. Che onore per gli uomini edificare sul luogo dell'esilio la Casa ove Iddio abita con essi, e dove il Re celeste conversa con le sue creature, ne riceve le suppliche, ne asciuga le lagrime, conforta i cuori col perdono e la pace, gl'invita alla sua mensa, e col Pane della Vita li conforta ad aprirsi la via del cielo. Venite adunque, adorate ed esultate nel Signore.
Quaranta giorni ancora ci separano da quel dì; e il mondo, che converrà in quel giorno a Pompei, vedrà questa Casa dell’Altissimo, questa Reggia della Regina delle Vittorie sfolgorante di tutte le perfezioni, illuminata dal radioso sole di Maggio del primo anno del Secolo Ventesimo, Anno Giubilare del Santuario Pompeiano.
Sì, il mondo sarà in quel giorno a Pompei, e vi sarà coi sospiri, coi voti di milioni e milioni di cuori, e con i rappresentanti di tutti i popoli della terra; e stupirà e si rallegrerà insieme alla vista del Monumento glorioso che porterà ai secoli venturi la memoria e l'attestato indelebile e imperituro della nostra Fede, della nostra Carità.
Questo Santuario non gigantesco per mole, ma a ragione della sua importanza storica, religiosa ed artistica, e per essere stato edificato col concorso del Mondo, e perché tutta la terra lo riguarda come il suo faro di luce nelle burrasche tenebrose della vita e ad esso ricorre, ben può dirsi che sovrasta come gigante a tutti gli altri monumenti contemporanei. Esso è la più solenne protesta contro i deliri della corruzione e i sofismi della miscredenza, del materialismo, per cui il secolo Decimonono pareva irrevocabilmente condannato a morire nell'indifferentismo e nella negazione di Dio.
Esso ha tratto a sé il mondo, scotendolo con benefico ridestamento alla Fede e alla Carità, irraggiando iride di pace nei cuori presso a disperare, e infondendo coraggio nelle anime abbattute e trepidanti.
Ed esso ha sollevato l'Arte, rimettendola sulla vera e naturale sua via, di glorificare il Cielo; poichè nel Santuario Pompeiano l'Architettura, la Musica, la Pittura, la Scultura hanno trovato un regale asilo, da cui si sono potute mostrare quali esse sono; cioè le divine confortatrici dell'uomo, le ispiratrici dei più nobili, puri e soavi sentimenti dell'animo.
Ma ciò non è tutto. Quest'Opera, dopo venticinque anni della sua prima origine, manda oggi nuovi e letificanti splendori sulla civiltà e sulla Chiesa.           
(Autore: B.L.)

"Ottobre 1901" L'Ora del Mondo

Presiede Mons. D. Errico Marano
*Sabato 5 Ottobre - La grande vigilia
È questa la giornata del grande apparecchio, è la grande vigilia di quella solennità che è fausta per tutto il mondo cristiano, e deve essere oltremodo solenne nella Basilica Pompeiana dedicata al Rosario. È questo il Sabato per eccellenza, che chiude le tre Novene per impetrare le grazie, e chiude anche il corso devoto dei quindici Sabati tanto prediletti alla SS. Vergine, e tanto cari al cuore dei fedeli, e tanto benefici alle anime di coloro che li praticano.
Ed in questa giornata di Sabato i cuori degli amanti di Maria debbono disporsi ad una sovrumana letizia in aspettazione delle grazie che essi hanno chiesto pel corso di quindici settimane, e perché domani vedranno la gloria della Madre loro sulla terra di sua elezione. Dal mattino di questo Sabato sino a tutta la giornata di domani, Domenica 6 Ottobre, non vi sarà mai interruzione di preghiere nel Santuario di Pompei.
Orario
Ore 5,30 antimeridiane Recitazione del Rosario, Messa, Comunione generale, chiusura dei Quindici Sabati, Benedizione col Divinissimo. Ore 9,30. Recitazione del Rosario in comune, Messa bassa con canto delle Orfanelle dell'inno alla Regina di Pompei accompagnato dal monumentale Organo. Comunione generale, chiusura dei Quindici Sabati. Recitazione della preghiera pel mese di Ottobre, Solenne Benedizione.
*Domenica 6 Ottobre.
Anniversario del solenne Giubileo della Immagine Pompeiana.
Prima Festa del Rosario nel Secolo Vigesimo
Oh, i dolci ricordi che ci richiama la solennità del SS. Rosario in questo anno 1901! Questa Prima Domenica di Ottobre, da Lepanto a Pompei, è tutta un'epopea sublime pel divino Rosario.
La storia dell'Evo di mezzo registra a grandi caratteri la potenza trionfatrice del Rosario: la storia di oggi ha già segnato la grande evoluzione benefica e sociale che il Rosario compie da questo provvidenziale Santuario. Chi non ricorda la giornata, che noi chiameremo campale, del 7 Ottobre 1900?
Il nostro cuore sussulta riandando quei momenti di paradiso! Questa prodigiosa Immagine era troppo bella in quel giorno: noi abbiamo la certezza che in quel solenne giorno la celeste nostra Regina percorreva di persona le vie della sua città, compiacendosi degli atti di compunzione, di ossequio, di devozione, di amore che tutto il mondo da questa Valle vesuviana le tributava.
E con tali commoventi ricordi noi ci apprestiamo, e con noi invitiamo tutti i Figli della Vergine di Pompei a celebrare degnamente la prima festa del Rosario nel secolo Vigesimo. Tutti i divoti che non ebbero la ventura di veder qui la Festa del Primo Giubileo dell'Immagine Pompeiana, nel 7 Ottobre 1900, e però non poterono ammirare la festa speciosa e commovente della sfilata di trecento bandiere innanzi alla taumaturga Immagine Pompeiana, vedranno il Trono dell'augusta Regina riccamente adorno da tutte le bandiere delle nazioni.
In esse non saranno solo le bandiere di città o nazioni cattoliche, ma ancora le bandiere di nazioni protestanti e pagane, e perfino delle più barbare e remote regioni del Globo.
*Orario delle sacre Funzioni
Ore 5 ant. — Apertura del Santuario — Prima Messa. Ore 9,30 ant. — Recitazione del Rosario in comune. Ore 10 ant. — Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione Generale con colloquio; Inno alla Regina del Rosario, coro di cento Orfanelle. Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nella Prima Domenica di Ottobre o in uno degli otto giorni seguenti (Rescr. Leone XIII, 13 Aprile 1888).
Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei (Rescr. 20 Giugno 1890). - Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana.
A mezzodì. - SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI.
Solenne Benedizione. A sera. — Si eseguono tutte le solenni funzioni come in tutte le sere del mese di Ottobre, cominciandosi le tre Novene di ringraziamento alla Vergine di Pompei per tutte le grazie che ha concedute e concede al mondo in questo Mese sacro al Rosario.

"Maggio 1902" L'Ora del Mondo

Presiede Mons. D. Errico Marano
*Vigilia della solennità della Vergine di Pompei
Grande Festa nel Santuario di Pompei pel decimoprimo anniversario della solenne Consacrazione del Tempio dedicato alla Regina del Santo Rosario.
In questo giorno i Sacerdoti tanto del Santuario quanto gli avventizi sono tenuti a recitare l'uffizio della Dedicazione e celebrare la Messa della Sacra. In questo giorno si compiono undici anni da che fu consacrato per mano dell'E.mo Cardinale Monaco La Valletta l'altare dedicato al Cuore di Gesù e alla B. Margherita. Ore 10 ant. Messa solenne della Dedicazione, cantata dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo orchestrale. Ore 1,30 pom. — Il Santuario si chiude.
*La Sacra Veglia nell'interno del Santuario
Ore 5 pom. — Entrata nel Santuario solamente dei Zelatori e Zelatrici, dei Benefattori e delle Benefattrici, muniti di biglietto personale e numerato, per assistere alla Sacra Veglia. Ore 7 pom. — Recitazione del Rosario in comune — Chiusura della terza Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie — Canto delle Litanie e Benedizione del Santissimo. Ore 8,30 pom. — Recitazione della prima parte del Rosario — Misteri Gaudiosi. Ore 9 pom. — Solenni Primi Vespri dell'Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo cantati dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo e da tutti i fedeli convenuti nella Basilica (1).Ore 10,30 pom. — Seconda parte del Rosario. — Misteri Dolorosi. Ore 10,45 pom. — Recitazione in comune dell'Uffizio del Mattutino e delle Laudi dell'Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo. Ore 11,30 pom. — Recitazione dell'ultima parte del Rosario. — Misteri Gloriosi. Ore 11,45 pom. — Fervorino di apparecchio alla prima ora del giorno 8 Maggio, che segna la giornata dei grandi trionfi della Vergine di Pompei in tutto il mondo e ricorda i sublimi trionfi di nostro Signore Gesù Cristo. A mezzanotte. — Messa all'Altare Maggiore e contemporaneamente a tutti gli altri Altari del Santuario. Comunione generale.
L' otto Maggio è il gran giorno delle commemorazioni e dell' origine del Santuario di Pompei.
Compiersi oggi il ventiseiesimo anno dal dì che fu posta la prima pietra del Tempio dal Vescovo di Nola Monsignor Formisano (8 Maggio 1876).
Il diciannovesimo dal dì che fu battezzata la prima Campana del Santuario, e fu inaugurato il primo Orologio in questa Valle per pubblico utile, e la prima volta fu recitata in comune nell'ora di mezzodì una Preghiera alla SS. Vergine di Pompei (8 Maggio 1883).
Il quindicesimo anno dalla fondazione dell'Orfanotrofio femminile della Vergine di Pompei.
L'undicesimo anno dalle origini dell'Ospizio Educativo Bartolo Longo pei Figli dei Carcerati.
*Orario delle sacre Funzioni.
Ore 9,30 ant. — Recitazione del Rosario in comune.
Ore 10 ant. — Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione generale con colloquio; Inno alla Vergine di Pompei, Regina della Pace, coro di cento Orfanelle.
Ore 11,30 ant. — Esposizione del Divinissimo.
A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei; la quale prece comune si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel dì 8 Maggio o in uno degli otto giorni seguenti (Rescritto Leone XIII, 13 Aprile 1888). — Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescr. 21 Giugno 1890). — Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887).
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi che si celebra tanto all'Altare Maggiore quanto agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio. — (Breve del S. P. Leone XIII, 29 Marzo 1887, e Rescritto del 3 Giugno 1893).
Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei.
Ore 7 pom. — Recitazione del Rosario. — S'incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo in questa notte e in questo giorno 8 Maggio, ma ancora per tutte le grazie concesse dalla solennità di Ottobre passato insino a questo giorno faustissimo. Canto delle Litanie e Benedizione.
*Cronaca dell’8 Maggio in Valle di Pompei
 
La festa dell’8 Maggio, ormai tradizionale nella storia gloriosa della Valle pompeiana, ha avuto questo anno un carattere nuovo, e ha destato tra i devoti della Vergine di Pompei novelli palpiti di fede amante. La coincidenza della festa propria della Vergine di Pompei con l’Ascensione trionfale del Signore ha dato nuovi slanci alla preghiera, nuove forme alla pietà cristiana; e nella veglia sacra della notte precedente, come nelle ore del mattino, ha trasformato il Santuario in una visione solenne, che destava in quella immensa folla d’ogni paese un fremito indistinto, un’attrazione interna, mistica all’animo, di distaccarsi dalla terra e sospirare all’alto, all’alto.
 
*La notte in preghiere.
 
Alle ore cinque della sera del mercoledì, 7 Maggio, la Basilica Pompeiana era già gremita, e i pellegrini che a nuove ondate arrivavano in fretta nelle ore successive, fino alle ore nove, dovevano arrestarsi fuori del Santuario, e contentarsi di assistere alle funzioni che si celebravano sotto i portici della Facciata. Nel Santuario intanto, simili a tremiti d’arpe, vibravano le voci delle Orfanelle, cui rispondeva un popolo in tono lento e grave. Sembrava un accordo mirabile tra voci d’Angeli lontani e i gridi e i sospiri dei poveri esuli attraverso le plaghe desolate di questa terra. Erano i primi Vespri dell’Ascensione, le prime acclamazioni e le prime preghiere che in quella notte levavansi al Trionfatore immortale dinanzi al Trono di Maria. Quanta soavità nel canto semplice e delicato delle Orfanelle! Quanta solennità nel canto di quel popolo immenso, in quel canto che, fondendo migliaia di voci di gente d’ogni paese in un solo ritmo, in un solo versetto di salmo, nella strofe d’un inno, pareva la risposta di tutto il genere umano all’invito della innocenza! Tutti pensavano al Monte dai verdi olivi, simboli della Pace, ove più di cinquecento fratelli - il primo nucleo della Chiesa primitiva — erano radunati intorno a Maria per assistere alla gloria del Trionfatore; e a questo pensiero, nell’animo di tutti si affacciava un singolare riscontro con questo Tempio Pompeiano, anche esso simbolo della Pace, ove non cinquecento, ma più di cinquemila fratelli erano venuti d’ogni parte, e s’erano radunati sotto il sorriso e lo sguardo della Vergine bello come il giorno dell’Ascensione. I primi Vespri dell’Ascensione vennero intrecciati con la corona dei Quindici Misteri, che il popolo fremente di fede recitava a voce alta come il proprio salterio, dacché il Rosario è veramente il salterio del popolo Cristiano. Quel popolo devoto presentava a Maria, nel giorno trionfale del Figlio, olezzanti corone di mistiche rose. Poi si dette principio al Mattutino solenne dell’Ascensione del Signore.
 
Il silenzio profondo della notte, la maestà del canto liturgico, la nobile semplicità dei riti, il fervore e la commozione di tutto un popolo numeroso davano quasi lillusione di essere ai primi tempi del Cristianesimo, di trovarsi in quei convegni notturni, in cui vergini dalle voci soavi, neofiti ardenti, forti e generosi cristiani si adunavano intorno al clero per celebrare i misteri augusti della fede. Se non che la magnificenza del Tempio, la ricchezza dei marmi, la profusione delle dorature, e sopra tutto i fasci di luce elettrica, che trasformavano tutto il Santuario in una sola visione luminosa, e che in un trionfo di splendori si raccoglievano sull’ Immagine della Vergine, facendo scintillare le gemme di cui è adorna: tutta questa pompa di arte moderna e di moderni trovati della civiltà spezzavano l’illusione, e facevano pensare che da quei notturni convegni nelle Catacombe eran trascorsi duemila anni di lotte e di vittorie. E in quel singolare contrasto, tra le memorie di un passato che si presentavano alla fantasia, e la festa presente che tutta palpitava, lo spirito riandava, vorrei dire, dominava venti secoli caduti; e in questi venti secoli ammirava d’un guardo tutta la potenza immortale del Trionfatore. Vincitore della morte, Egli era ancora il vincitore del tempo, e come riempiva dei suoi splendori tutti i cieli, così irradiava in tutti i secoli i fulgori della sua gloria.
 
Mentre il canto si spiegava in tutta la solennità liturgica, una folla immensa di pellegrini assediava dappertutto i sacerdoti del Santuario, faceva ressa nella sagrestia, s’accalcava presso i confessionali, domandando con insistenza il Sacramento della riconciliazione. Tale è il carattere proprio delle feste pompeiane: lo sguardo della Vergine penetra nei cuori, vi spiega un’efficacia soave, ma irresistibile, e spinge gli innumerevoli pellegrini a chiedere il perdono celeste con la confessione delle colpe e ad accalcarsi frementi di fede e d’amore intorno agli altari eucaristici. Ma quest’anno il numero delle confessioni è stato anche maggiore. Lo spettacolo d’immense moltitudini venute da remoti paesi per ottenere la remissione delle colpe e ricevere Gesù sotto gli sguardi di Maria è stato anche più commovente. E mentre le catene di Satana per tante anime venivano infrante, le Orfanelle ed il popolo cantavano: - Alleluia - Gioite! Ascendendo Gesù nell’alto dei cieli ha condotto seco schiava la schiavitù.
 
Alla mezzanotte su tutti gli altari del Santuario e sotto i portici della Facciata, si offrì il Sacrificio incruento della Messa. E da per tutto la folla si premeva, si accalcava, si stendeva anelante presso tutti gli altari per ricevere il Consolatore dei cuori, il Pane della vita, il Viatico della fortezza, il Cibo celeste delle anime nostre. Come descrivere spettacoli tanto belli e commoventi?
 
*Il mattino dell’8 Maggio
 
Alla commozione della Veglia sacra in questa Basilica Pontificia seguirono le funzioni solenni dell’8 Maggio: giorno memorabile nei fasti della Valle Pompeiana, che ha per nota caratteristica la Supplica alla potente Regina delle Vittorie.
 
ad ascoltar la Messa sotto i portici della Facciata. Carovane di pellegrini si fermavano all’ingresso della Basilica, e genuflessi cantavano una canzoncina nel proprio dialetto, contenti di mirar da lungi fra lo scintillio delle gemme l’Immagine di Maria, la Regina potente del Rosario, e intuire in quello sguardo dolce e profondo una promessa di grazia, una materna benedizione. Oh! i fortunati che già erano nel Tempio e che potevano restarvi a lungo in quel giorno solenne, giorno dei trionfi nella Valle di Pompei della Signora delle Vittorie!
 
Ma la vera cronaca, la cronaca più bella dell’8 Maggio non può farsi da noi. Essa è nota soltanto a Dio ed alla Vergine, e resta nascosta in quella nube sacra, impenetrabile che avvolge e protegge i misteri delle coscienze. Quante anime in quelle ore, tocche dalla grazia, sentivano il bisogno di tornare a Dio! Quanti figliuoli prodighi ritornavano tra le braccia del Padre celeste! Un signore si accostò a noi e con gentile insistenza ci domandò di confessarsi, dicendoci che aveva fatte ben venti ore di ferrovia per riconciliarsi con Dio nel Santuario di Pompei! Oh! quante di queste scene commoventissime potremmo narrare se potessimo penetrare nei segreti delle coscienze. Voi solo, o Angeli dolci e soavi, posti da Dio a custodia degli uomini; voi solo, o Spiriti potentissimi che con segreto magistero d’ amore indirizzate le anime al Santuario pompeiano come ad Arca di salvezza e di pace, voi solo potreste dirci le risurrezioni e le ascensioni spirituali che si operano tutti i giorni e specialmente nelle feste di Maria in questa Valle delle celesti misericordie.
 
*La Supplica a mezzodì
 
Alle ore 10 del mattino, all’Altare della Vergine vi fu la Messa con accompagnamento dell’Organo pluritonico e con il canto delle Orfanelle: prima della Comunione il valoroso oratore della Madonna di Pompei, Mons. Enrico Marano, pronunziò un eloquentissimo discorso. Quindi si espose il Santissimo, e con un’ansia irrefrenabile che destava e frenava insieme la commozione, si cominciò ad attendere l’Ora della Supplica. Lo spettacolo era solenne!... La Basilica era gremita; dall’Altare maggiore si vedeva un mare fluttuante di teste fino all’ingresso del Tempio e più in là si scorgeva ancora una moltitudine immensa, che si confondeva allo sguardo, ma che certo doveva stendersi per tutta l’ampia piazza del Santuario.
 
Vi era un’elettricità divina in quel popolo, un fremito di fede passava per tutte le anime, il soprannaturale dominava e commoveva con la sua presenza e la sua forza. Quel popolo sentiva di essere il centro d’una moltitudine immensa di preganti, la cui estensione era segnata dai confini stessi del mondo. Queso sentimento dell’universalità nell’affermazione della fede, nello slancio della preghiera, nel culto per la Creatura in cui il soprannaturale aduna i suoi fulgori più belli, dà sempre agli avventurati pellegrini della Valle di Pompei tale una commozione religiosa che nessuna penna potrebbe descrivere.
 
Ma quest’anno vi è stato qualche cosa d’insolito: non solo una folla più numerosa, ma un’elettricità maggiore in quell’atmosfera di soprannaturale, che vi è sempre nel Santuario di Pompei; e tutto ciò si è dovuto certo alla felice coincidenza della festa di Maria con l’Ascensione del Signore. Nel giorno in cui il divin Gesù si levava in alto, in alto, le anime sentivano il bisogno di ascendere anch’esse con la preghiera, che è elevazione della mente a Dio; e Valle di Pompei rispondeva mirabilmente a questo bisogno psicologico della pietà cristiana, dando alla preghiera, il sentimento della universalità e la speranza di essere esaudita, fondata nella storia di tanti strepitosi prodigi, di cui questo Santuario, questa Facciata, questo Trono sono il monumento perenne.
 
Mons. Enrico Marano prese la parola. L’eloquente oratore ispirandosi a quello spettacolo di fede che gli fremeva dintorno, con la sua parola fluida, calda e commossa interpretò mirabilmente e tradusse in un vero linguaggio d’amore i sentimenti di quella moltitudine. Dopo di aver rievocata ancora una volta la scena bellissima dell’Ascensione, e aver ricordato come il divino Gesù con delicato pensiero lasciò la Vergine in mezzo agli Apostoli per confortarli, per dirigerli e riceverne visibilmente le preghiere e le suppliche, esclamò: — Destare in un’ora sola del tempo uno slancio di fede in tutti i popoli e muovere in quest’ora stessa la misericordia di Dio a discendere sugli infelici con grazie e con prodigi, tutto ciò non è certo l’opera dell’uomo: è l’opera di Dio.
 
Ma mentre egli proferiva queste parole, le campane del Santuario con i loro rintocchi gravi e solenni annunziavano l’ora del mezzogiorno. S’udì nel Tempio uno scoppio di commozione irrefrenabile, tutti in un istante solo caddero in ginocchio, quell’onda di popolo si trasformò in un’onda immensa di preghiera; l’oratore della Vergine di Pompei con voce vibrata e distinta aveva incominciato: Supplica alla potente Regina delle Vittorie.
 
La Supplica però non veniva recitata soltanto nel Santuario. La folla per recitare la Supplica si era riversata nell’Orfanotrofio, nell'Ospizio Educativo pei Figli dei Carcerati, sulla Loggia Papale e nell'ampia sala che precede la Sagrestia e che ora è cappella dedicata all'Angelo d'Aquino. Ma lo spettacolo più solenne e più commovente era quello che presentava la vasta piazza del Santuario. Una gran folla l'aveva tutta gremita, si accalcava intorno a un' Immagine della Vergine di Pompei posta su di un altare provvisorio, e pregava con un silenzio e un raccoglimento singolare, sotto il padiglione azzurro d'un cielo di Maggio, mentre perfino dai balconi delle case vicine la gente si univa nel recitar la Supplica alla Regina potente delle Vittorie.
 
E per quell'aere azzurro sembrava vedere candidi, aleggianti gli Angeli della Pace, gli Angeli che assistettero alla gloria del Trionfatore divino, e che ora venivano per accogliere le preghiere dei pellegrinanti della terra e deporle in vaghe corone dinanzi al Trono celeste di Maria.

"Ottobre 1902" L'Ora del Mondo

Presiede Mons. D. Errico Marano
Sabato 4 Ottobre - La grande vigilia
È questa la giornata del grande apparecchio; è la grande vigilia di quella solennità che è fausta per tutta la Cristianità, e deve essere oltremodo solenne nel Santuario di Pompei, perché il dimani sarà la solennità per eccellenza della Taumaturga Signora nostra delle Vittorie.
Dal mattino di questo sabato sino a tutta la giornata di domani, Domenica 5 Ottobre, non vi sarà mai interruzione di preghiere nel Santuario di Pompei.
Ed è questo il sabato per eccellenza, che chiude le tre Novene per impetrare le grazie, e chiude anche il corso devoto dei Quindici Sabati tanto prediletti alla SS. Vergine, e tanto caro al cuore dei fedeli, per tanti benefici alle anime di coloro che li praticano.
Ed in questa giornata di sabato i cuori degli amanti di Maria debbono disporsi ad una sovrumana letizia in aspettazione delle grazie che essi hanno chiesto pel corso di quindici settimane, e perché domani vedranno la gloria della Madre loro sulla terra di sua elezione.
Ore 5,30 ant. — Ultimo giorno dei Quindici Sabati. Prima funzione fatta dalle Orfanelle con Comunione generale e solenne Benedizione.
Ore 10 ant. — Recitazione del Rosario, Messa bassa, solenne Benedizione.
*La Notte Santa del 5 Ottobre 1902
 
Ore 8 pom. — Recitazione del Rosario. Chiusa delle tre novene alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie, solenne Benedizione.
 
Ore 8,30. — Recitazione della prima parte del Rosario — Misteri Gaudiosi.
 
Ore 9. — Solenni Vespri del Rosario cantati dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo e da tutti i fedeli convenuti nella Basilica.
 
Ore 10,15. — Seconda parte del Rosario — Misteri Dolorosi.
 
Ore 10,45. — Recitazione in comune dell'Uffizio del Santissimo Rosario, cioè del Mattutino e delle Laudi.
 
Ore 11,30. — Recitazione dell'ultima parte del Rosario — Misteri Gloriosi.
 
Ore 11,45. — Fervorino di apparecchio alla prima ora del giorno solenne del Rosario di Maria Vergine, che segna la giornata dei grandi trionfi della Regina delle Vittorie a Lepanto e a Pompei.
 
A mezzanotte. — Messa all'Altare maggiore, e contemporaneamente a tutti gli altri Altari del Santuario. Comunione generale.
 
Per privilegio singolarissimo ed unico, concesso dal S. P. Leone XIII alla sua Basilica Pontificia, con Rescritto del 22 Aprile 1902, tutti quelli che intervengono a passare la notte in preghiere nel Santuario di Pompei possono farsi la Santa Comunione nella Messa di mezzanotte.
 
Ore 1,30 ant. — Esposizione del Santissimo — Benedizione e canto del Magnificat. — Seguono le Messe per tutta la notte sino alle ore due dopo il mezzogiorno.
 
Per Rescritto del S. P. Leone XIII, 3 Giugno 1893, tutti i Sacerdoti possono celebrare Messa nelle ore della notte nella Basilica di Pompei a cominciare dall'una dopo la mezzanotte sino alle due dopo il mezzodì. Tutti gli Altari della Basilica Pompeiana sono privilegiati, sicché per ogni Messa, che si celebra a qualunque di essi, si libera un'Anima dal Purgatorio.
 
*Orario delle sacre funzioni per la Notte Santa fuori il Santuario sotto i portici della Facciata
 
Pel popolo che non cape in Chiesa e pei Pellegrinaggi si eseguiranno le medesime funzioni del Santuario sotto l'ampio porticato della Facciata, che sarà illuminato a luce elettrica.
 
Sull'Altare eretto dinanzi alla porta principale del Santuario che guarda il sagrato, viene esposta una grande Immagine della Vergine di Pompei inquadrata nella stessa ricca cornice in cui fu portata in processione l'Immagine prodigiosa il mattino del 7 Ottobre 1900.
 
Ore 6 pom. — Recitazione del Rosario in comune — Novena alla Vergine di Pompei, ultima delle tre Novene in apparecchio alla solennità della Prima Domenica di Ottobre — Canto delle Litanie Lauretane con accompagnamento di Armonium — Benedizione del Santissimo — Canto del Magnificat — Concerto musicale eseguito dalla Banda dei Figli dei Carcerati.
 
Ore 8,30 pom. — Recitazione delle quindici poste del Rosario — Canto di canzoncine e di inni sacri eseguito dal popolo con accompagnamento di Armonium. Ore 11 pom. — Fervorino in apparecchio alla Comunione generale per la mezzanotte. A mezzanotte. — Messa bassa al medesimo Altare sotto i portici — Comunione generale con fervorino — Esposizione del Santissimo — Solenne Benedizione — Canto del Magnificat.
 
*Domenica 5 Ottobre - Solennità del SS. Rosario
 
Indulgenza Plenaria Toties Quoties a chi visita il Santuario di Pompei. Per rendere agevole la Santa Comunione alla folla dei devoti che si accalca nel Santuario, si fa noto che il Santissimo Sacramento si troverà nella Cappella di S. Caterina da Siena, ove sarà un Sacerdote sempre pronto per somministrare la Comunione a chiunque la desidera. Ore 9,30 ant. — Recita del Rosario in comune. Ore 10 ant. — Messa bassa con accompagnamento del grande Organo. — Comunione generale con colloquio di apparecchio fatto da Mons. Enrico Marano, Protonotario Apostolico e Preposito dei Pellegrini di Napoli. Ore 11,30 ant. — Esposizione del Santissimo. A mezzodì. - Recitazione pubblica della Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei. — Solenne Benedizione. N. B. — Pei pellegrinaggi che non possono entrare in chiesa vi sarà una Messa bassa alle ore 10 ant. sotto i Portici della Facciata, ove si somministrerà la Santa Comunione; ed a Mezzogiorno anche sotto i Portici della Facciata si reciterà pubblicamente la Supplica. Ore 6 pom. — Dopo la recitazione del Rosario in comune, s’incominciano le Tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine di Pompei per le tante grazie che ha concedute al mondo e per quante grazie concederà ancora a tutti i suoi figli e devoti in tutto il mese di ottobre. Esposizione del Santissimo — Canto delle litanie — Solenne Benedizione.

"Maggio 1903" L'Ora del Mondo

Presiede Mons. D. Errico Marano
*Vigilia della solennità della Vergine di Pompei – 7 maggio 1903
Grande Festa nel Santuario di Pompei pel decimosecondo anniversario della solenne Consacrazione del Tempio dedicato alla Regina del Santo Rosario.
In questo giorno i Sacerdoti tanto del Santuario quanto gli avventizii sono tenuti a recitare l'uffizio della Dedicazione e celebrare la Messa della Sacra.
In questo giorno si compiono dodici anni da che fu consacrato per mano dell'Em.mo Cardinale Monaco La Valletta l'altare dedicato al Cuore di Gesù e alla B. Margherita.
Ore 10 ant. — Messa solenne della Dedicazione, cantata dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo orchestrale.
Ore 1,30 pom. — Il Santuario si chiude.
*La Sacra Veglia nell'interno del Santuario
Ore 7 pom. — Entrata nel Santuario solamente dei Zelatori e Zelatrici, dei Benefattori e delle Benefattrici, muniti di biglietto personale e numerato, per assistere alla Sacra Veglia.
Ore 7,30 pom. — Recitazione del Rosario in comune — Chiusura della terza Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie — Canto delle Litanie e Benedizione del Santissimo — Canto del Magnificat — Il Rosario cantato secondo le missioni di S. Alfonso M. de' Liguori.
Ore 8,30 pom. — Incomincia la Sacra Veglia — Recitazione della prima parte del Rosario — Misteri Gaudiosi.
Ore 9 pom. — Solenni Vespri della Dedicazione del Santuario cantati dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo e da tutti i fedeli convenuti nella Basilica.
Ore 10,30 pom. — Seconda parte del Rosario. — Misteri Dolorosi.
Ore 10,45 pom. — Recitazione in comune dell'Uffizio in onore di S. Michele Arcangelo.
Ore 11,30 pom. — Recitazione dell'ultima parte del Rosario. — Misteri Gloriosi.
Ore 11,45 pom. — Fervorino di apparecchio alla prima ora del giorno 8 Maggio, che segna la giornata dei grandi trionfi della Vergine di Pompei in tutto il mondo.
A mezzanotte la campana del Santuario suonando a distesa annunzia ai fedeli congregati nel Santuario di Pompei la prima ora del gran giorno dell’8 Maggio – Messa all’Altare Maggiore e contemporaneamente a tutti gli altri Altari del Santuario – Canto delle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo – Comunione generale. Per recentissimo Rescritto del S. P. Leone XIII del 21 Marzo 1903, a firma dell’Em.mo Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, nella notte del 7 sull’ 8 Maggio la Messa che per privilegio speciale si celebrava ad un’ora dopo mezzanotte potrà invece celebrarsi a mezzanotte, e contemporaneamente a tutti gli Altari del Santuario; e chiunque si trova nel Santuario in quella notte avventurata può farsi la Comunione in quell’ora non solamente all’Altare Maggiore, ma a qualunque degli altari del Santuario ove si celebra la Messa. E per non recare confusione in Chiesa si è disposto che a mezzanotte, contemporaneamente alla Messa dell’Altare Maggiore incomincino le messe a tutti gli altri altari del Santuario, così ognuno agevolmente potrà ascoltarla e comunicarsi all’altare più vicino al suo posto.
Ore 1,30 ant. — Esposizione del Santissimo. - Benedizione e canto del Magnificat, seguono le Messe per tutta la notte sino alle ore due dopo il mezzogiorno seguente. Tutti gli Altari della Basilica Pompeiana sono Privilegiati; sicché per ogni Messa che si celebra a qualunque di essi, si libera un’anima dal Purgatorio.
*Orario delle sacre Funzioni per la Notte Santa fuori il Santuario sotto i Portici della Facciata
Pel popolo che non entra in Chiesa si faranno le medesime funzioni del Santuario sotto l’ampio porticato della Facciata, che sarà illuminate a luce elettrica. Sull’Altare eretto dinanzi alla porta principale del Santuario che guarda il Sagrato, sarà esposta una grande Immagine della Vergine di Pompei inquadrata nella stessa ricca cornice in cui fu portata in processione la prodigiosa Immagine della Vergine di Pompei il mattino del 7 Ottobre 1900.
Ore 7,30 pom. – Recitazione del Rosario in comune. - Novena alla Vergine di Pompei, ultima delle tre novene in apparecchio alla solennità dell’8 Maggio – Canto delle Litanie Lauretane con accompagnamento di Armonium — Benedizione del Santissimo — Canto del Magnificat - Concerto musicale eseguito dalla banda dei Figli dei Carcerati. Ore 8,30 – Recitazione delle Quindici poste del Rosario - Canto di canzoncine e di inni sacri eseguito dal popolo con accompagnamento di Armonium - Fervorino di apparecchio alla Comunione generale a mezzanotte.
Ore 9 pom. - Rosario, Canto delle Litanie.
A Mezzanotte - Messa bassa al medesimo Altare sotto i portici. Comunione generale con fervorino — Esposizione del Santissimo - Solenne Benedizione - Canto del Magnificat.
*8 Maggio, venerdì
Festa propria della Vergine di Pompei nel Santuario di sua elezione, ed in tutti i luoghi della terra dove è venerata la prodigiosa Immagine Pompeiana
L'otto Maggio è il gran giorno delle commemorazioni e dell'origine del Santuario di Pompei. Si compie oggi il ventisettesimo anno dal dì che fu posta la prima pietra del Tempio (8 Maggio 1876).
Il ventesimo dal dì che fu battezzata la prima Campana del Santuario, e la prima volta fu recitata in comune nell'ora di mezzodì una Preghiera alla SS. Vergine di Pompei (8 Maggio 1883).
Il sedicesimo anno dalla fondazione dell'Orfanotrofio femminile della Vergine di Pompei. Il dodicesimo anno dalle origini dell'Ospizio Educativo Bartolo Longo pei Figli dei Carcerati.
Il secondo anniversario dello scoprimento dell'artistica monumentale Facciata del Santuario di Pompei eretta con le offerte e con i voti del mondo come plebiscito per la Pace universale.
Il secondo anniversario dell'elevazione del Santuario Pompeiano a Basilica Pontificia. Il primo anniversario della dedicazione di un altare a S. Tommaso d'Aquino, Patrono della gioventù e Protettore della santa purità.
*Orario delle sacre Funzioni

                                                           

Ore 5,30 ant. — Si apre il Santuario — Incomincia la celebrazione delle Messe a tutti gli altari della Basilica Pontificia. Ore 9,30 ant. — Recitazione del Rosario in comune. Ore 10 ant. — Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione generale con colloquio; Inno a S. Michele Arcangelo, protettore e difensore del Santuario di Pompei, Coro di cento Orfanelle. Ore 11,30 ant. — Esposizione del Divinissimo. A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei; la quale prece comune si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie. Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel dì 8 Maggio o in uno degli otto giorni seguenti (Rescritto Leone XIII, 13 Aprile 1888). — Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 Giugno 1890). — Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrarne le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887). Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni messa quindi che si celebra tanto all'Altare Maggiore quanto agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio – (Breve del S. P. Leone XIII, 29 Marzo 1887, e Rescritto del 3 Giugno 1393). Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI. Ore 7 pom. – Recitazione del Rosario. – S'incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo in questa notte e in questo giorno 8 Maggio, ma ancora per tutte le grazie concesse dalla solennità di ottobre passato insino a questo giorno faustissimo. Canto delle Litanie e Benedizione.

"Ottobre 1903" L'Ora del Mondo

*Sabato 3 Ottobre 1903 - La grande vigilia
Presiede Mons. D. Errico Marano
Vigilia della grande solennità della Vergine di Pompei
La Notte Santa – La Veglia in preghiera
È questa la giornata del grande apparecchio; è la grande vigilia di quella solennità che è fausta per tutta la Cristianità, e deve essere oltremodo solenne nel Santuario di Pompei, perché il dimani sarà la solennità per eccellenza della Taumaturga Signora nostra delle Vittorie.
Dal mattino di questo sabato sino a tutta la giornata di domani, Domenica 5 Ottobre, non vi sarà mai interruzione di preghiere nel Santuario di Pompei.
Ed è questo il sabato per eccellenza, che chiude le tre Novene per impetrare le grazie, e chiude anche il corso devoto dei Quindici Sabati tanto prediletti alla SS. Vergine, e tanto caro al cuore dei fedeli, per tanti benefici alle anime di coloro che li praticano.
Ed in questa giornata di sabato i cuori degli amanti di Maria debbono disporsi ad una sovrumana letizia in aspettazione delle grazie che essi hanno chiesto pel corso di quindici settimane, e perché domani vedranno la gloria della Madre loro sulla terra di sua elezione.
Ore 5,30 ant. — Ultimo giorno dei Quindici Sabati. Prima funzione fatta dalle Orfanelle con Comunione generale e solenne Benedizione.           
Ore 10 ant. — Recitazione del Rosario, Messa bassa, solenne Benedizione.
*Orario per la Sacra Veglia
Sotto i portici della Facciata
Pel popolo che non cape in Chiesa si faranno le medesime funzioni che si compiono nel Santuario sotto l'ampio porticato della Facciata, che sarà illuminato a luce elettrica. In fondo ai portici della Facciata sarà eretto un Altare su cui sarà esposta una grande Immagine della Vergine di Pompei.
Ore 6 pom. — Recitazione del Rosario in comune. — Novena alla Vergine di Pompei, ultima delle tre novene in apparecchio alla solennità del 4 Ottobre — Canto delle Litanie Lauretane con accompagnamento di Armonium — Benedizione del Santissimo — Canto del Magnificat — Concerto musicale eseguito dalla banda dei Figli dei Carcerati.
Ore 8,30 pom. — Recitazione delle Quindici poste del Rosario — Canto di canzoncine e di inni sacri eseguito dal popolo con accompagnamento di Armonium — Fervorino di apparecchio alla Comunione generale a mezzanotte.
A mezzanotte. — Messa bassa al medesimo Altare sotto i portici. Comunione generale con fervorino — Esposizione del Santissimo — Solenne Benedizione — Canto del Magnificat.
*4 Ottobre - Solennità del Santissimo Rosario
 
Indulgenza Plenaria toties quotiesa chi visita il Santuario di Pompei
 
La Pontificia Basilica del Santissimo Rosario in Valle di Pompei, a ragione tenuta per la Metropoli dei Rosarianti di tutto il mondo, poichè è stata edificata fin dalle fondamenta, compiuta splendidamente e mantenuta tuttora con le oblazioni dei fedeli dell'universo per le incessanti grazie e pei più strepitosi prodigi che da ventotto anni non ha mai cessato di operare la Vergine Maria onorata col novissimo titolo di Regina del Santissimo Rosario di Pompei. Questo giorno preceduto dall'apparecchio di quindici domeniche consecutive e di quindici sabati, dalle tre Norene e dalla santa veglia nella Basilica in Divini Sacrifici, salmodie, inni, rosari e preghiere, viene festeggiato nel modo più splendido e devoto.
 
Ore 5,30 ant. - Si apre il Santuario al pubblico - Incomincia la celebrazione delle Messe a tutti gli Altari della Basilica Pontificia.
 
Ore 9,30 ant. - Recitazione del Rosario in comune.
 
Ore 10 ant. - Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione generale con colloquio del predetto Mons. Enrico Marano. Inno alla Regina delle Vittorie cantato dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo, Coro di cento Orfanelle.
 
Ore 11,30 ant. - Esposizione del Divinissimo. A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei. Questa universale preghiera si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
 
Indulgenza Plenaria propria nel Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel giorno della Festa del Rosario o in uno degli otto giorni seguenti. (Rescritto Leone XIII, 13 Aprile 1888). — Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 Giugno 1890). — Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie.
(Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887)
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi che si celebra tanto all'Altare maggiore quanto agli altri sei Altari, si libera un'Anima dal Purgatorio - (Breve del S. P. Leone XIII, 20 Marzo 1887, e Rescritto del 3 Giugno 1893).
 
INDULGENZA DI SETTE ANNI E SETTE QUARANTENE A CHI RECITA LA SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI.
 
Oggi nel Santuario di Pompei è il Perdono del Rosario, cioè l’Indulgenza Plenaria toties quoties. I fedeli che pentiti, confessati e comunicati, in memoria della vittoria ottenuta sui Turchi dai Cristiani per intercessione di Maria Santissima, visiteranno devotamente la Cappella del Rosario (od anche la statua esposta fuori di essa) dai primi vespri della vigilia fino al tramonto del sole del giorno della festa, ed ivi pregheranno, ecc., tutte le volte che ciò fanno, altrettante volte acquisteranno l’Indulgenza Plenaria.
 
L’Indulgenza Plenaria TOTIES QUOTIES è comune a tutti i fedeli.
 
AVVISO – Per rendere agevole la Santa Comunione alla folla dei devoti che si accalca nel Santuario, si fa noto che il Santissimo Sacramento si trova nella Cappella di S. Caterina da Siena, ove sta un Sacerdote sempre pronto per somministrare la Comunione a chiunque la desidera. In detta Cappella si celebrano anche delle Messe per chi non può penetrare in chiesa.
 
N. B. — Pei pellegrinaggi che non possono entrare in Chiesa si celebra una Messa bassa alle ore 10 ant. sotto i Portici della Facciata, ove si somministra anche la Santa Comunione. A mezzogiorno si recita pubblicamente la Supplica sotto i Portici della Facciata, e contemporaneamente nella Sacrestia del Santuario all’Altare di S. Tommaso d’Aquino. Sacre Funzioni della sera — Ore 6 pom. — Recitazione del Rosario. — S’incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse al mondo non solo in questa notte e in questo giorno, ma ancora per tutte le grazie concesse dalla solennità del passato maggio insino a questo giorno faustissimo. - Litanie cantate dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo, solenne Benedizione. Oggi si impartisce ai Terziari di S. Domenico la Benedizione Papale con l'Indulgenza Plenaria.

"Maggio 1904" L'Ora del Mondo

Presiede il Vescovo di Nola Mons. Agnello Renzullo
Vigilia della Solennità della Vergine di Pompei
Anniversario solenne della Dedicazione della Basilica Pompeiana
Il giorno 7 Maggio è la data non solo della consacrazione degli Altari del Santuario di Pompei, ma ancora della Dedicazione dell'intera Basilica Pontificia, che avvenne il 7 Maggio dell'anno 1891.
In questo giorno i Sacerdoti del Santuario sono tenuti a recitare l'uffizio della Dedicazione e a celebrare la Messa della Sacra. Anche i Sacerdoti avventizi sono tenuti a celebrare la Messa della Sacra.
In questo giorno di Sabato l'Immagine taumaturga sarà rimossa dal suo trono monumentale, avrà cinto il capo di una nuova aureola di brillanti, e apparirà più bella a tutti i figli suoi che amorosi le saranno dintorno. Verrà collocata sull'Altare Maggiore e vegliata la notte con una guardia di onore dai ventiquattro Cavalieri, che avranno la ventura di portarla il mattino seguente in trionfo per le vie della sua nuova città.
È questo il Sabato per eccellenza, perché chiude le tre Novene per impetrare le grazie, e compie ancora il corso divoto dei Quindici Sabati tanto accetti alla SS. Vergine e tanto cari al cuore dei fedeli. In questa giornata di Sabato i cuori degli amanti di Maria debbono disporsi a ricevere le grazie che hanno chieste pel corso di quindici settimane. La loro fiducia nella protezione della Vergine deve essere illimitata, perché il giorno appresso vedranno la gloria della Madre loro sulla terra della sua predilezione.
*Orario
Ore 5,30 ant. - Chiusura dei Quindici Sabati praticati dalle Orfanelle in apparecchio alla Festa della Vergine di Pompei. — Quinto Mistero Glorioso: la Coronazione di Maria Santissima e la Gloria di tutti i Santi.
Ore 9,30 ant. - L'Immagine Taumaturga discesa dal suo Trono monumentale e collocata sull'Altare Maggiore si scopre al pubblico con la nuova corona di brillanti al suono delle Campane, del grande Organo, e al canto del Regina Coeli eseguito dalle Orfanelle.
Ore 10 ant. — Messa solenne della Dedicazione cantata dalla Schola Cantorum dei Figli dei Carcerati, secondo le recenti disposizioni del Sommo Pontefice Pio X. - Inno alla Vergine di Pompei, con canto delle Orfanelle ed accompagnamento del grande Organo orchestrale. Solenne chiusa dei Quindici Sabati.               
Ora 1,30 pom. — Il Santuario si chiude.
*La sacra Veglia nell'interno del Santuario
Orario
Ore 5 pom. - Entrata nel Santuario dei Zelatori e delle Zelatrici, dei Benefattori e delle Benefattrici, muniti di biglietto personale e numerato, per assistere alla Sacra Veglia.
L'ingresso è unico, ed è dal portone che immette nell'Atrio dell'Orfanotrofio, alle spalle del Santuario.
Ore 6,30 pom. - Recitazione del Rosario in comune. - Chiusura della terza Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie.
La Schola Cantorum dei Figli dei Carcerati canterà le litanie ed altre lodi alla SS. Vergine, e le Orfanelle canteranno l'Ave Maris Stella e il Magnificat alla Vergine di Pompei.
Esposizione del Santissimo. La Schola Cantorum canterà il Tantum ergo. Solenne Benedizione. - Segue il Magnificat cantato da tutto il popolo. - Quindi i Figli dei Carcerati canteranno il Tota Pulchra del Maestro Morlacchi.
*Ore 8,30 pom. - Incomincia la Sacra Veglia
Dall'Oratore della Vergine di Pompei, Rev.mo Mons. D. Errico Marano, Protonotario Apostolico e Preposito ai Pellegrini di Napoli, verrà intonata la prima parte del Rosario: Misteri Gaudiosi.
Ore 9 pom. - Solenni Vespri della Dedicazione del Santuario, cantati dalle Orfanelle e da tutti i fedeli convenuti nella Basilica, con accompagnamento del grande Organo.
Ore 10,30 pom. - Seconda parte del Rosario: - Misteri Dolorosi.
Ore 10,45 pom. - Recitazione in comune del Mattutino e Laudi dell'
Uffizio di S. Michele Arcangelo, la cui Festa cade il giorno seguente.
Ore 11,30 pom. — Recitazione dell'ultima parte del Rosario: - Misteri Gloriosi.
Ore 11,45 pom. — Fervorino dal medesimo Mons. Marano in apparecchio alla prima ora del giorno 8 Maggio, che segna la giornata dei grandi trionfi della Vergine di Pompei in tutto il mondo.
A mezzanotte - La campana del Santuario sonando a distesa annunzia ai fedeli congregati nella Basilica di Pompei la prima ora del gran giorno 8 Maggio - Messa all'Altare Maggiore e contemporaneamente a tutti gli altri Altari del Santuario - Canto delle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo - Comunione generale.
Ore 1,30 ant. - Esposizione del Santissimo - Benedizione e canto del Magnificat.
Le Messe si succedono nel Santuario sino alle ore 2 pomeridiane del giorno 8 Maggio, cioè fin dopo il ritorno della processione.
Tutti gli Altari della Basilica Pompeiana sono Privilegiati, sicché per ogni Messa che si celebra a qualunque di essi, si libera un'Anima dal Purgatorio.
Per recente Rescritto del Sommo Pontefice Pio X, la Messa si celebrerà a mezzanotte all'Altare Maggiore e contemporaneamente si celebreranno altre Messe a tutti gli Altari del Santuario. Tutti quelli che si troveranno nel Santuario in quella notte avventurata potranno farsi la Comunione nella Messa di mezzanotte non solamente all'Altare Maggiore, ma a qualunque altare del Santuario.
Per non recare confusione in Chiesa si è disposto, che a mezzanotte, contemporaneamente alla Messa dell'Altare Maggiore, incomincino le Messe a tutti gli altri altari del Santuario; a questo modo ognuno agevolmente potrà ascoltarla
e comunicarsi all'altare più vicino al suo posto.
*La Veglia Santa sotto i Portici della Facciata
Orario
Per il popolo che non può entrare in Chiesa verranno compiute sotto l'ampio porticato della Facciata, che sarà illuminato a luce elettrica, le medesime funzioni che si fanno nel Santuario. Sull'Altare, eretto dinanzi alla porta principale del Santuario e che guarda il sagrato, sarà esposta una grande Immagine della Vergine di Pompei.
Ore 7,30 pom. - Recitazione del Rosario in comune. - Novena alla Vergine di Pompei: ultima delle tre novene in apparecchio alla solennità dell'8 Maggio - Canto delle Litanie Lauretane con accompagnamento di Armonium - Benedizione del Santissimo -Canto del Magnificat.
Ore 8,30. - Recitazione delle Quindici poste del Rosario - Canto di canzoncine e di inni sacri eseguito dal popolo con accompagnamento di Armonium - Fervorino di apparecchio alla Comunione generale a mezzanotte.
Ore 9 pom. - Rosario, Canto delle Litanie.
A mezzanotte - Messa bassa al medesimo Altare sotto i portici - Comunione generale con fervorino - Esposizione del Santissimo - Solenne Benedizione - Canto del Magnificat.
*8 Maggio - Domenica
La grande giornata della Nuova Pompei - Solennità della SS. Vergine di Pompei - La Processione della Prodigiosa Immagine del Rosario - La Benedizione Papale.
Per mirabile disegno della Provvidenza sempre nel giorno 8 di ciascun mese di Maggio noi abbiamo compiute in questa Valle di Pompei le più memorabili feste, che costituiscono oggi le date più notevoli dell'Opera Pompeiana.
Nel Calendario di questa Pontificia Basilica la data 8 Maggio è contrassegnata come il gran giorno delle commemorazioni e dell'origine del Santuario di Pompei. E difatti l'8 Maggio 1876 iniziò la serie delle date memorande con la posa della prima pietra del Tempio. Nell'8 Maggio 1883 fu battezzata la prima campana e per la prima volta fu recitata la Supplica alla Potente Regina del Rosario di Pompei, oggi divenuta preghiera universale. Nell'8 Maggio 1887 fu incoronata la Taumaturga Immagine, e così incoronata entrò la prima volta trionfalmente nel Santuario per Lei edificato, e fu collocata sul trono di marmi e di oro per Lei apparecchiato dalla pietà di centosessantamila fedeli, quanti erano allora gli ascritti al Santuario di Pompei. In quel giorno medesimo dell'8 Maggio 1887 fu accolta la prima orfanella, che iniziò la schiera della innocenza abbandonata formante la corte prediletta della Regina delle Misericordie, nell'Orfanotrofio della Vergine di Pompei. Nell'8 Maggio 1891 il Santuario di Pompei era tutto consacrato e dedicato alla Regina del S. Rosario.
In quel giorno spuntò la prima luce in favore della più reietta classe dell'infanzia abbandonata; cioè l'Opera salvatrice dei Figli dei Carcerati. Nell'8 Maggio 1901 veniva per la prima volta impartita la Benedizione Papale dalla Loggia della Facciata, che pochi giorni innanzi era stata inaugurata qual Monumento del mondo alla Pace Universale.
Quindi il giorno 8 di ogni mese in ogni anno è stato sempre commemorato da tutti i devoti della Vergine di Pompei come giorno caro alla Immacolata Vergine del Rosario; ed in questo Santuario si sono sempre compiute speciali funzioni religiose. Ora, nell'8 Maggio 1904 la prodigiosa Immagine della Vergine di Pompei, che ricevé l'osanna del mondo il 7 Ottobre 1900, uscirà ancora una volta dal suo eletto Santuario, e sarà recata in trionfale processione sulle braccia dei figli suoi, preceduta da un corteo di stendardi e di bandiere, attestanti la fede e l'amore di famiglie, di città e di nazioni diverse alla Madonna di Pompei.
Valle di Pompei Domenica 8 Maggio sarà tutta pavesata a festa. Pennoni e bandiere, alternati con archi di trionfo, sventoleranno in tutti i punti della città, mentre i balconi saranno riccamente addobbati con tappeti, coperte e tende di vivaci colori. I muri delle case e delle vie saranno ricoperti da iscrizioni inneggianti alla Immacolata del Rosario, Regina delle Vittorie in Valle di Pompei.
Qual più degno preludio alle feste dell'Immacolata tanto desiderate dai due Sommi Pontefici Leone XIII e Pio X?
*La trionfale Processione
Ore 11 ant. — Tutte le campane di Valle di Pompei daranno il segnale che la Processione è per uscire dal Santuario, Precederà lo stendardo della nuova città Valle di Pompei, cui faranno seguito le centinaia di bandiere del mondo. Seguiranno le Società Operaie di arti e mestieri, le Confraternite. Quindi i Figli dei Carcerati e i fanciulli pompeiani del Ricreatorio festivo Bartolo Longo.
L'Immagine prodigiosa della nostra cara Madre di Pompei tutta scintillante di pietre preziose, portata a spalle dai suoi eletti Cavalieri, uscirà dalla porta maggiore del Santuario, circondata e seguita dal Clero, da Prelati, da Sindaci, Rappresentanti di Municipi, dalle Orfanelle, dalle Figlie del Rosario di Pompei, da Istituti Religiosi femminili, ed infine dalle fanciulle pompeiane del nostro Oratorio festivo che chiuderanno il Corteo. All'apparire dell'Immagine sotto l'arco maggiore della Facciata un coro di cento voci bianche intonerà il tenerissimo Inno alla Vergine di Pompei che strappò le lagrime a quanti l'udirono nella memorabile giornata del 7 Ottobre 1900. - Sovra gl' infranti delubri — D'inverecondi dèi — Segnal di gaudio ai popoli — Oggi, o Maria, Tu sei.
Sono i Figli dei Carcerati formanti la Schola Cantorum che salutano la propria Madre e Regina; e ad essi si aggiungono altri quaranta figli di signori napoletani, allievi del Collegio Pontano diretto dai Rev.di Padri d. C. d. G. ed ammaestrati gratuitamente dai due distinti Professori napoletani, Fratelli Luigi e Pasquale Tinto.
Ricorderanno i lettori che la poesia è dell'Arciprete di Vallecorsa Prof. Giuseppe De Bonis, primo nostro collaboratore e costante divoto della Vergine di Pompei. La Musica è del piissimo Marchese Luigi Filiasi di Napoli.
Il coro sarà ingrossato da fanciulli del popolo pompeiano, ammaestrati dal Maestro Enrico Morlacchi di Roma, che è il Maestro della Schola Cantorum dei Figli dei Carcerati. Accompagneranno il coro due Bande Musicali: quella dei Figli dei Carcerati sotto la direzione del Maestro Giovanni Battista Tortolano, e quella di Angri sotto la direzione del Maestro Giuseppe Landi.
Nel frattempo che l'Immagine Taumaturga farà sosta sotto l'Arco maggiore della Facciata, le Società Operaie, i Sodalizi con le Bande Musicali e con le proprie bandiere, uscendo dall'atrio dell'Orfanotrofio, e sfilando dinanzi all'Immagine abbasseranno in segno di omaggio i gonfaloni e gli stendardi. Quando la Processione sarà passata dinanzi al Santuario, la sacra Immagine si moverà preceduta da Sacerdoti e da Prelati. Sarà seguita da Sua Em.za il Card. Giuseppe Prisco Vicario del Sommo Pontefice per questo Santuario, assistito dal suo Vicario, Mons. Alessandro Avv. Carcani, che verrà a bella posta da Roma, dai Sindaci, dalle Autorità Municipali dei vari paesi, e dalle Orfanelle che debbono intrecciare i loro canti con quelli dei sacri leviti, dalle sacre Figlie del Rosario di Pompei loro istitutrici, da Benefattori, Benefattrici, dame, e da quanti sono venuti da ogni luogo.
Quindi la Processione proseguirà per la Via Sacra, e passando sotto l'arco trionfale eretto a lato dell'Ospizio Educativo, entrerà nel Pianetto dell'Ospizio Educativo convertito in Basilica. Ivi il corteo si disporrà in bell'ordine, attorniando l'altare costruito nel centro della Piazza e il gruppo dei Prelati e delle Bandiere.
All'entrare dell'Immagine nel Pianetto si ripeterà l'Inno alla Vergine di Pompei. Si fa l'Esposizione del SS. Sacramento. Il Vescovo di Nola Mons. Agnello Renzullo pontificalmente vestito, preceduto dai chierici e accompagnato dagli assistenti, uscirà dalla Cappella dell'Ospizio Educativo dei Figli dei Carcerati e ascenderà l'Altare per recitare insieme con tutto il popolo la Supplica.
A Mezzodì, all'ora del mondo, il Vescovo di Nola intonerà la Supplica del mondo alla Potente Regina del Rosario di Pompei, e tutti ripeteranno le parole della commoventissima preghiera.
E in quel momento la Supplica sarà pure recitata nell'interno del Santuario, nell'Atrio dell'Orfanotrofio, sotto i Portici della Facciata; e in quell'ora stessa alle voci della Supplica elevata a Pompei risponderà l'eco della medesima preghiera recitata in tutti i punti della terra. Il medesimo coro della Schola Cantorum dei Figli dei Carcerati e dei nobili fanciulli napoletani canteranno il Tantum ergo del Maestro Marlacchi a tre voci, soprani tenori e bassi. Il Vescovo di Nola impartirà la solenne benedizione col Santissimo. Cantato dal popolo il salmo di lode al Signore Laudate Dominum omnes gentes, comincerà a sfilare la processione. Le Orfanelle intoneranno il Salmo della pace e della visione del Paradiso, Lauda Ierusalem Dominum.
Dopo di ciò le società con le bande e gli stendardi ritorneranno in processione solenne, e si fermeranno nel Sacrato del Santuario per aspettare il momento della Benedizione Papale, che verrà impartita dalla Loggia Papale della Facciata della Basilica.
I Prelati e il Clero infileranno la porta maggiore del Santuario. E, salutata dall'Inno dell'osanna prorompente da migliaia di petti, tra acclamazioni e lagrime di gioia, l'Immagine dell'Incoronata nostra dolce Sovrana rientrerà nel Tempio di sua elezione.
*La Benedizione Papale
A compiere la solenne e straordinaria festa della Vergine di Pompei il mattino dell'8 Maggio, Sua Santità Pio X volendo benedire tutti i Figli della Vergine di Pompei che verranno da lontano a renderle omaggio di figliale devozione, ha delegato il suo Vicario per questa Basilica Pompeiana, E.mo Card. Giuseppe Prisco Arciv. di Napoli per impartire la Benedizione Apostolica, con l'Indulgenza Plenaria a tutti quelli che avranno preso parte alla festa dell'8 Maggio della Vergine di Pompei. E però finita la Processione, come la santa Immagine sarà rientrata nel Santuario, l'E.mo Card. Prisco ascenderà la Loggia Papale della monumentale Facciata, e letto il Rescritto Pontificio, e recitato pubblicamente il Confiteor, impartirà a tutto il popolo prostrato in ginocchio la Benedizione Papale a cui è annessa la Plenaria Indulgenza. In quel momento tutte le Bande suoneranno marce festose. E il popolo, al suono delle campane agitando i fazzoletti in segno di saluto e di allegrezza, griderà nuovamente acclamando alla Vergine del Rosario: Viva Maria! — Viva la Paciera dei popoli! — Viva l'Immacolata del Rosario assunta in animo e corpo in Paradiso! — Viva la Vergine di Pompei trionfatrice del mondo!

"Ottobre 1904" L'Ora del Mondo

*Primo Ottobre – Sabato
La Notte Santa – La Veglia in preghiera
Avviso importante
Il Santuario si chiude al pubblico all'una pomeridiana di questo sabato 1 Ottobre, e si riapre alle cinque antimeridiane di domani Domenica 2 Ottobre.
Per la Veglia in Preghiere, che ha luogo nella notte, si dà ingresso solo ai Benefattori speciali del Santuario, delle Orfanelle e dei Figli dei Carcerati muniti di appositi biglietti. I biglietti sono numerati e personali. Nessun pellegrinaggio può entrare,

         

poiché nell'ultima Veglia precedente la festa di maggio vi è stata una straordinaria affluenza di devoti di molto superiore al numero dei biglietti distribuiti, tanto che fu malagevole lo stare in Chiesa durante le sacre funzioni della notte, si è stabilito dal Superiore Ecclesiastico, per il maggior decoro del Santuario, di limitare i biglietti ai soli benefattori speciali del Santuario, delle Orfanelle e dei Figli dei Carcerati.
Avvisiamo pertanto tutti i devoti e specialmente i Zelatori e le Zelatrici e Rev. Parroci che è inutile farci richiesta di biglietti, perché non si invieranno che a coloro che sono segnati nell'album dei Benefattori speciali.
Di più, all'una e mezza del mattino, si sgombrerà la Chiesa e si riaprirà alle ore 5, cioè all'alba del giorno della Festa del SS. Rosario, di modo che tutti i zelatori e le zelatrici sono pregati di avvisare i devoti che non vengano a Valle di Pompei il Sabato sera per assistere alle funzioni della Sacra Veglia con l'intendimento solito di restar la notte nel Santuario, perché nessuno potrà rimanere in Chiesa dall'una e mezza dopo mezzanotte fino alle ore 5 del mattino.
Questa misura di decoro e di convenienza ci è doverosa, trattandosi del rispetto dovuto alla Casa di Dio; e perciò ridonderà alla maggior gloria di Dio e della sua Santissima Madre, e sarà pienamente approvata da tutti i veri devoti della Vergine di Pompei.

"Maggio 1905" L'Ora del Mondo

Festa propria della Vergine nel Santuario di sua elezione, ed in tutti i luoghi della terra dove è venerata la prodigiosa Immagine Pompeiana
Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel dì 8 Maggio o in uno degli otto giorni seguenti,
(Rescritto Leone XIII, 13 Aprile 1888).
Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita l'Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 Giugno 1890). - Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie,
(Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887).
L'8 Maggio è il gran giorno delle commemorazioni e dell'origine del Santuario di Pompei e della nuova Città, la Pompei Cristiana.L'8 Maggio 1876 fu posta la prima pietra del Tempio dal Vescovo di Nola Mons. Formisano (29° Anniversario).
L'8 Maggio 1883 fu battezzata la prima campana del Santuario, e fu la prima volta nel Santuario recitata in comune nell'ora di mezzodì una Preghiera alla SS. Vergine di Pompei. L'8 Maggio 1887 fu solennemente incoronata la taumaturga Immagine della Vergine del Rosario di Pompei per Decreto diretto di Sua Santità Leone XIII. nominando il Cardinal Raffaele Monaco La Valletta a consacratore del Primo Altare del Santuario e incoronatore della Prodigiosa Immagine di Pompei. L'incoronazione avvenne in Piazza della Nuova Pompei, con una corona di brillanti benedetta da Papa Leone XIII l'11 aprile 1887, dopo essere stata presentata dall'avvocato Bartolo Longo e dalla contessa De Fusco, i quali mostrarono al Pontefice anche i quattro smeraldi donati da due ebrei.
L’ 8 Maggio 1887.
La prima solenne Processione della Sacra Immagine della Vergine Incoronata dalla Piazza della Nuova Pompei al Santuario, portata sulle spalle dei suoi più prediletti figli venuti da lontano, e seguita dall’ E.mo Cardinal Monaco La Valletta, dal Vescovo di Nola Monsignor Formisano, dall’Arcivescovo di Otranto Monsignor Bressi, da altri Prelati e Cerimonieri Pontifici ed altri Personaggi venuti a bella posta da Roma. – Primo trionfale ingresso dell’Immagine incoronata nel Tempio di sua elezione. – Essa fu collocata sul Trono di marmi e di oro, apparecchiatole dalla pietà di centosessantamila suoi figli sparsi per l’Orbe, quanti erano in quell’anno gli associati alla edificazione del Santuario, tra le melodie di scelta musica condotta da Napoli dal Marchese Filiasi e gl’inni magistrali scritti a bella posta dal detto Marchese Filiasi e dal compianto Maestro Giorgio Miceli.
L'8 Maggio 1887.
Si accoglie la prima Orfanella che doveva aprire l'Orfanotrofio della Vergine di Pompei, tanto diletto alla celeste Regina. Quella prima Orfanella era una Veneziana di nome Maria. L'Orfanotrofio della Vergine di Pompei oggi compie il diciottesimo anniversario.
L'8 Maggio 1891 data l'origine dell'Opera novissima salvatrice dei Figli dei Carcerati, che oggi compie il quattordicesimo anniversario.
L'8 Maggio 1901 dalla Loggia Papale, che è nel centro della Monumentale Facciata della Basilica Pompeiana, per la prima volta veniva impartita solenne Benedizione Papale data dal Sommo Pontefice Leone XIII per mezzo del suo Vicario pel Santuario Pompeiano, Em.mo Cardinal Giuseppe Prisco, Arcivescovo di Napoli.
L'8 Maggio 1904 per festeggiare il cinquantesimo anniversario del Domma dell'Immacolata Concezione, in Valle di Pompei trionfale Processione della prodigiosa Immagine del Santissimo Rosario, che veniva incoronata con una nuova aureola di brillanti.
*Orario dell'8 Maggio 1905
Ore 5,30 ant. - Rosario recitato dalle Orfanelle, Messa bassa e Comunione dei Pellegrinaggi. Solenne Benedizione.
Ore 10 ant. - Messa bassa col canto delle Orfanelle ed accompagnamento del grande Organo; Comunione generale con colloquio; Inno a S. Michele Arcangelo, protettore e difensore del Santuario di Pompei, Coro di cento Orfanelle.
Ore 11,30 ant. - Esposizione del Divinissimo.
A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla Potente Regina del Rosario di Pompei; la quale prece comune si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la Supplica alla Potente Regina del Rosario di Pompei, concessa dal Sommo Pontefice Leone XIII con Rescritto 28 Giugno 1887 e confermata dal S. P. Pio X con Rescritto del 28 Novembre 1903, il quale l'ha resa perpetua e applicabile alle Anime del Purgatorio.
Indulgenza Plenaria propria del Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario l’8 Maggio o in uno degli otto giorni seguenti (Rescr. Leone XIII, 13 Aprile 1888).
Una seconda Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescr. 21 Giugno 1890) - Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana. Una terza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescr. Leone XIII, 29 Novembre 1887; e confermata e fatta valevole in perpetuo e applicabile alle Anime del Purgatorio dal S. P. Pio X con suo Rescritto del 28 Novembre 1903). Ore 2 pom. - Ultima Messa nel Santuario.
A sera.
Ore 7 pom. — Recitazione del Rosario. -S'incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo in questa notte e in questo giorno 8 Maggio, ma ancora per tutte le grazie concesse dalla solennità di ottobre passato insino a questo giorno faustissimo. Canto delle Litanie, e Benedizione.

"Ottobre 1905" L'Ora del Mondo

Prima domenica d’Ottobre
Solennità del Santissimo Rosario
Indulgenza Plenaria toties quotiesa chi visita il Santuario di Pompei
La solenne Feste di Ottobre 1905 in Valle di Pompei.
L'intero Mese consacrato al Rosario di Maria è solennizzato in tutto il mondo con feste e onoranze speciali; ma in Valle di Pompei esso è particolarmente festeggiato sia nell'interno della Basilica, sia nell'Ospizio Educativo pei Figli dei Carcerati.

Oramai gl'innumeri devoti della Vergine di Pompei, che da tanti anni nelle feste vengono di persona nella Valle di Maria o col cuore si associano alle magnifiche onoranze che qui si rendono alla Regina delle Vittorie, conoscono molto bene l'ordine delle funzioni specialissime che in questo Santuario.

"Maggio 1906" L'Ora del Mondo

L'annuale Festa dell'8 Maggio 1906 e l'inno di ringraziamento
*Le tre Novene alla Vergine di Pompei in preparazione della Festa dell'8 Maggio
Mentre intorno a noi la primavera ridesta le speranze della natura in un nuovo e fervido fremito di vita, anche i cuori nostri si aprono alle più belle speranze di consolazioni celestiali, perché il Calendario del Santuario di Pompei segna il principio delle Tre Novene in preparazione della Festa dell’Otto Maggio, Novene in cui s'impetrano le più elette grazie dai fedeli devoti della nostra portentosa Regina. Quest’anno però noi v’inculchiamo a prepararvi alla gran Festa della Madonna di Pompei, alla storica giornata dell’Otto Maggio, recitando non le tre Novene d’impetrazione, ma le tre Novene di ringraziamento.
Dobbiamo tutti assieme, come una sola ed immensa famiglia, ringraziare la Madonna di Pompei di quanto, contro ogni umana aspettazione, ha operato per elevare il suo Santuario, le sue Opere di Beneficenza, le sue innocenti Orfanelle, i suoi poveri Figli dei Carcerati. Da mille e mille cuori ascenda al Cielo il fervido inno che esulta e che ringrazia, mentre gli Angeli, a immensi stuoli, raccoglieranno dalle nostre mani le mistiche rose del gaudio, del dolore e della gloria. Questo ringraziamento universale, che mostrerà il nostro amore all’Opera di Pompei, il nostro amore per le glorie di Maria, otterrà a tutti noi, alle nostre famiglie e ai nostri cari, le più elette consolazioni della munifica Signora, che manda sul Mondo intero i dolci riflessi della sua bontà dalla benedetta Valle del Vesuvio.
*Anno trentunesimo dalle fondazioni del Santuario Pompeiano
Fratelli e Sorelle sparsi pel mondo, la misericordia di Dio ci concede di parlarvi ancora una volta dalle colonne di questo Periodico, iniziando l'anno XXIII delle nostre pubblicazioni. Ancora una volta noi, dopo mille fortunate vicissitudini della vita, ci sentiamo ringiovanire nel parlarvi della Madre comune, di quella Madre che è pure la munifica Regina dei celestiali favori, e che nei nostri tempi ha voluto essere chiamata la Trionfatrice di Valle di Pompei.
Nel giorno 7 Marzo 1906 il Periodico IL Rosario e la Nuova Pompei ha compiuto il suo ventiduesimo anno di vita, e ha salutato un anno nuovo con nuovi e più gloriosi auspicii. Vi abbiamo invitati a levare un inno di ringraziamento alla portentosa Vergine di Pompei, che raccoglie sempre gli sguardi di sua speciale protezione sulla Valle delle sue novissime misericordie.
Ed il giorno dell'esultanza e del ringraziamento s'approssima - l'annuale Festa dell'8 Maggio che sarà la trentunesima festa di maggio che la Provvidenza ci ha dato di celebrare senza alcuna interruzione in questa terra di Pompei; e quest'anno sarà più commovente, e resa più bella dal ricordo di quanto la Vergine ha operato in questo ultimo periodo di storia pompeiana.
Prepariamoci a cantare a Dio un cantico nuovo, perché novissima è stata la prova d'amore che, con vigile soave protezione di Madre e con autorità di Regina, ha dato la benedetta Vergine all'Opera grande di Pompei. Ella ha mostrato che ha in suo potere non solo le leggi della natura, ma i cuori degli uomini: Ella ha mostrato che non solo sulla natura, ma sulla vita e sulla storia si spiega sovrano il dominio del suo impero.

             

Nessun periodo nella storia dell'Opera di Pompei fu così denso di trepidazioni come quello che abbiamo testé attraversato, ma nessun periodo fu mai coronato da più splendidi e meravigliosi trionfi. Nel corso di trent'anni la Vergine di Pompei aveva effuse le ricchezze delle sue misericordie per consolare i suoi innumerevoli ascritti e zelatori; ma in questi giorni superando tutte le passate meraviglie, ha operato il maggiore dei miracoli, non in favore di questo o di quel devoto, ma in favore della Valle di sua predilezione, del suo Santuario, delle sue Istituzioni di carità, di questa nascente Città, nuova Gerusalemme dell'amor suo.
Tutto fu salvato per arcane vie di Provvidenza, tutto fu consacrato col suggello della perennità e della suprema elevazione. Un volume intero non basterebbe a narrare queste novissime misericordie di Maria. La fatidica parola Pax, incisa sulla monumentale Facciata del Santuario di Pompei ai piedi della Loggia Pontificale, deve trovare un'eco in tutti i cuori vostri; la fatidica parola Pax deve essere l'espressione del pensiero e del sentimento che ci unirà tutti dinanzi al Trono di marmo e bronzo nelle prossime grandiose feste del bel Maggio di Maria. Ella vi aspetta per coprirvi col manto di sua benefica protezione.
Sia il maggio prossimo tutto un inno d'esultanza alla portentosa Regina di Pompei, e il Mondo intero confessi la dolcezza delle sue misericordie. Nessun periodo nella storia dell'Opera di Pompei fu così denso di trepidazioni come quello che abbiamo adesso attraversato, ma nessun periodo fu mai coronato da più splendidi e meravigliosi trionfi. Nel corso di trent'anni la Vergine di Pompei aveva effuse le ricchezze delle sue misericordie per consolare i suoi innumerevoli ascritti e zelatori; ma in questi giorni superando tutte le passate meraviglie, ha operato il maggiore dei miracoli, non in favore di questo o di quel devoto, ma in favore della Valle di sua predilezione, del suo Santuario, delle sue Istituzioni di carità, di questa nascente Città, nuova Gerusalemme dell'amor suo. Tutto fu salvato per arcane vie di Provvidenza, tutto fu consacrato col suggello della perennità e della suprema elevazione.
Un volume intero non basterebbe a narrare queste novissime misericordie di Maria. La fatidica parola Pax, incisa sulla monumentale Facciata del Santuario di Pompei ai piedi della Loggia, deve trovare un'eco in tutti i cuori vostri; la fatidica parola Pax deve essere l'espressione del pensiero e del sentimento che ci unirà tutti dinanzi al Trono di marmo e bronzo nelle prossime grandiose feste del bel Maggio di Maria.
Sia questo giorno di maggio tutto un inno d'esultanza alla portentosa Regina di Pompei, e il Mondo intero confessi la dolcezza delle sue misericordie.
(Autore: Avv. B.L.)

"Ottobre 1906" L'Ora del Mondo

Presiede Mons. Enrico Marano
6 Ottobre - Sabato. Vigilia della grande Solennità del Rosario di Maria.
La Notte Santa - La Veglia in preghiere.
A mezzanotte.
La campana del Santuario, suonando a distesa, annunzia ai fedeli congregati nel Santuario di Pompei la prima ora della grande giornata del Rosario - Messa all'Altare Maggiore e contemporaneamente a tutti gli altri Altari del Santuario - Canto delle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo - Comunione Generale. Per privilegio, più che singolare, unico, concesso dal S. P. Leone XIII alla sua Basilica Pontificia Pompeiana, con Rescritto del 22 Aprile 1903, tutti quelli che intervengono a passare la notte in preghiere nel Santuario di Pompei possono farsi la santa Comunione nella Messa di mezzanotte. Ore 1.30 ant. - Esposizione del Santissimo. - Benedizione e canto del Magnificat. Indulgenza Plenaria toties quoties nel Santuario di Pompei. Dai primi vespri di oggi incomincia nel Santuario di Pompei ed in tutte le chiese delle Confraternite del Rosario il perdono del Rosario, cioè l'Indulgenza Plenaria TOTIES QUOTIES.
*Prima Domenica, 7 Ottobre
Solennità del Santissimo Rosario. All'arrivo del treno da Napoli, alle 10, Messa con accompagnamento dell'Organo Plurifonico e con canto delle Orfanelle. — Colloquio e Comunione generale. — L'Oratore della Madonna di Pompei, il tenerissimo e facondo Mons. Enrico Marano con commoventi parole dispone i fedeli alla recita della Supplica. A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei. Questa universale preghiera si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Indulgenza Plenaria propria nel Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel giorno della Festa del Rosario o in uno degli otto giorni seguenti. (Rescritto di Leone XIII, 13 Aprile 1888). - Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 Giugno 1890). (Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana). - Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887).
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi che si celebra tanto all'Altare Maggiore quanto agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio - (Breve del S. P. Leone XIII, 29 Marzo 1887, e Rescritto del 3 Giugno 1893). Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei. Prima Domenica, 7 Ottobre. Solennità del Santissimo Rosario. All'arrivo del treno da Napoli, alle 10, Messa con accompagnamento dell'Organo Plurifonico e con canto delle Orfanelle. — Colloquio e Comunione generale. - L'Oratore della Madonna di Pompei, il tenerissimo e facondo Mons. Enrico Marano con commoventi parole dispone i fedeli alla recita della Supplica. A mezzodì recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei. Questa universale preghiera si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Indulgenza Plenaria propria nel Santuario di Pompei ai fedeli che visitano questo Santuario nel giorno della Festa del Rosario o in uno degli otto giorni seguenti. (Rescritto di Leone XIII, 13 Aprile 1888). - Una seconda Indulgenza Plenaria a chi visita la Immagine della Vergine di Pompei, (Rescritto 21 Giugno 1890). (Questa Indulgenza si può guadagnare in qualunque chiesa od oratorio pubblico del mondo ove trovasi esposta la miracolosa Immagine Pompeiana). — Una terza Indulgenza Plenaria a chi ha fatto la Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie. (Rescritto Leone XIII, 29 Novembre 1887). ù
Tutti e sette gli Altari del Santuario di Pompei sono privilegiati; per ogni Messa quindi che si celebra tanto all'Altare Maggiore quanto agli altri sei Altari, si libera un'anima dal Purgatorio -(Breve del S. P. Leone XIII, 29 Marzo 1887, e Rescritto del 3 Giugno 1893). Indulgenza di sette anni e sette quarantene a chi recita la Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei.

"Maggio 1907" L'Ora del Mondo

*La Festa propria della Vergine di Pompei
Festa dell'8 Maggio, Festa propria della Vergine di Pompei nel Santuario di sua elezione, e in tutti i luoghi della terra, ove Ella è venerata. In quel giorno, o fratelli, noi vi aspettiamo dinanzi al Trono della Madre comune e della taumaturga Regina per congiungere insieme i nostri fervidi voti, per elevare insieme sotto le volte del tempio la preghiera cristiana vibrante di speranza e infiammata d’amore.
E se anche nn potrete venire in quella fausta solennità nella Valle Pompeiana, unitevi a noi, come sempre, in spirito; e da tutti i punti della terra nell’ora del mezzodì da milioni di cuori si levi la Supplica, l’universale Supplica alla Regina trionfatrice e misericordiosa, che in quell'ora estende e dilata le effusioni delle sue prodigiose grazie e delle sue svariate beneficenze.
L'8 Maggio di questo anno deve essere un trionfo universale di fede, un rinnovamento ovunque di pietà cristiana. In quel giorno — ne siamo certi — voi vi affollerete alla Mensa eucaristica, dove Maria ci attende per farci un dono superiore ad ogni grazia, per darci, cioè, Gesù Cristo, Autore della grazia, della felicità e dell’amore; Gesù Cristo che è la Via, la Verità e la Vita. In quel giorno ovunque e in tutte le ore voi intreccerete le ghirlande delle mistiche rose, ovunque leverete a Maria un coro incessante di preghiere.
E le soavi onde di preghiere che si leveranno verso il Cielo alla Regina dei candidi trofei s’incontreranno con le dolci onde di misericordia, che scenderanno a torrenti dalla maestà del suo Trono.ù
*Orario dell'8 Maggio 1907
Al mattino
Ore 9,30 ant. - Recitazione del Rosario in comune.
Ore 10 ant. - Messa bassa con canto delle Orfanelle; - Comunione generale con colloquio del prelodato Ill.mo Mons. D. Errico Marano. - Inno a S. Michele Arcangelo, protettore e difensore del Santuario di Pompei, cantato da un coro di cento Orfanelle.
Ore 11,30 ant. - Esposizione del Divinissimo. mezzodì recitazione della SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI; la quale prece si ripete in tutti i luoghi della terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Ore 2 pom. - Ultima Messa nel Santuario.
A sera
Ore 7 pom. - Si recita il Rosario. - Poi si incominciano altre tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo durante la notte e durante Orario dell'8 Maggio.
mondo non solo durante la notte e durante il giorno dell'8 Maggio, ma ancora per tutte le grazie concesse dall'Ottobre insino a questo giorno faustissimo.
Canto delle Litanie e Benedizione.

"Ottobre 1907" L'Ora del Mondo

"Quel giorno a Pompei - 6 ottobre 1907"

*La Solennità
Ogni giorno che passa ne avvicina sempre più a quella gran Festa che la Chiesa, con l'intuito altamente poetico e teologico della sua liturgia, chiama Solennità: — la Solennità del Rosario della Vergine Maria celebriamo.
Così comincia la Chiesa Cattolica l'Uffizio divino nella festa della Prima Domenica di ottobre; e tutti i sacerdoti ripetono queste parole su tutta la superficie della terra, e l'ultimo canto che chiude la grande giornata del Rosario, il Magnificat vespertino con l'ultima antifona che leggono i Sacerdoti in quel giorno veramente ricordevole, finisce pure con la stessa parola: Solennità:

O Beata Madre e intemerata Vergine, gloriosa Regina del mondo, sentano il tuo potente soccorso tutti indistintamente quelli che celebrano la tua Solennità del SS. Rosario» e non solo nell'Uffizio, ma anche in tutte le Messe di quella grande giornata la parola Solennità del Rosario odono i fedeli del mondo, quando i Sacerdoti recitano le parole dell'Introito: - Rallegriamoci tutti nel Signore, nel celebrare la Solennità del SS. Rosario.

"Maggio 1908" L'Ora del Mondo

Presiede Sua Ecc.za Mons. Augusto Silj
A Valle di Pompei
Maggio, il mese in cui da ogni parte della terra traggono i fedeli alla Pompei Cristiana per offrire alla Vergine le mistiche rose della Santa Corona; maggio, il mese che ci ricorda le date più memorabili dell'epopea pompeiana, della meravigliosa storia dell'amore di Maria ai giorni nostri; maggio ritorna e ci invita a una primavera spirituale di pellegrinaggi, di confessioni e di comunioni ai piedi della Vergine, nella Valle di sua predilezione.
Dal nitido Trono scintillante aspetta Maria i suoi fedeli, la Madre aspetta i suoi figli!.. Ancora una volta verranno quelli che per tanti anni pellegrinarono alla Valle delle misericordie e insieme con essi verranno pellegrini nuovi a vedere questa Città avventurata ove la Fede, il Miracolo, la Carità hanno formato un monumento nuovo, sulla cui cima sta scritta la fatidica parola: Pax! La Pace! Ancora una volta le vie della Valle vedranno passare queste onde viventi di fede che sono i pellegrinaggi.
Li rivedremo quei solenni pellegrinaggi di Signore e di Signori che vengono dalle grandi chiese delle grandi Città, recitano a voce alta il Rosario e spiegano il vessillo della Croce, sdegnando ogni vile rispetto umano per professare a fronte alta le glorie della Religione avita. ù
Li rivedremo quei pellegrinaggi umili e poetici di contadini, di montanari che vengono coperti di polvere, come i soldati dalle grandi manovre, soldati anch'essi d'una idea, d'un sentimento, d'una fede, dopo aver camminato giorni interi e sempre a piedi, preceduti da una Croce e cantando laudi sacre con un ritmo così dolce che mette nell'anima una mesta soavità che si stempera spesso in lacrime di tenerezza. ù
Venite dunque, o pellegrini; la nostra buona e possente Signora, Colei del cui Nome è piena la terra, la Vergine di Pompei vi aspetta e v'invita. Offrite a Lei le rose della preghiera, ed Ella vi offrirà le rose delle sue grazie; il maggio sia per voi la primavera della pietà, e sarà pure per Maria la primavera delle misericordie.
*Le feste di Maggio 1908 a Valle di Pompei
La Veglia in preghiere
Commoventi e solenni sono riuscite le Feste di Maggio in Valle di Pompei.
Fin dalle ore 5 pom. del giorno 7, non appena schiuse le porte del Santuario, una folla immensa, in cui si mescolavano tutti i ceti sociali, invase il Tempio, per prepararsi alla Sacra Veglia. E questa folla cresceva sempre, ora per ora, minuto per minuto.Nella Chiesa gremita sembrava che non vi fosse più posto per alcuno; eppure ad ogni nuovo giunger di pellegrini la folla si stringeva, faceva posto, e anche i nuovi venuti avevano la consolazione di mirare rapiti l’Effigie prodigiosa, che, dall’alto, fra l’iridescenza delle pietre preziose, delle quali la riconoscenza dei fedeli l’ha ingemmata, sorrideva soave e misericordiosa.
Al cominciar della Veglia, verso le 9 della sera, nel Tempio non vi era più un cantuccio libero. Tutti erano stretti, pigiati, e molti in piedi; inginocchiarsi era impossibile. Pur nessuno avvertiva la stanchezza e l’incomodo. Tutti gli occhi erano fissi all’Immagine di Maria, tutti gli animi erano assorti nella fede e nella speranza della preghiera.
La Sacra Veglia ebbe principio con una dotta Conferenza di Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Pio Giuseppe Passerini, Vicario Apostolico dello Shen-si meridionale, in Cina. Egli, invitato da Sua Ecc.za Mons. Augusto Silj a prender parte alla Sacra Veglia, parlò a lungo della sua cara Missione, delle numerose grazie che la Vergine di Pompei ha largite ai suoi fedeli Cinesi, e delle onoranze che questi le rendono.
Dopo la Conferenza furono celebrati i solenni Vespri della Dedicazione del Santuario; e quindi l'intero Rosario di quindici poste fu alternato con il canto del Matutino e delle Laudi dell'Uffizio di S. Michele. Alle 11,45 il Rev. P. Emmanuele Lussiaa, dei Predicatori, con un commovente fervorino preparò i fedeli alla prima ora del giorno 8 Maggio, la giornata dei grandi trionfi della Vergine di Pompei. Alle ore 12 il rintocco delle campane a distesa annuncia che l'ora aspettata è giunta. Un'emozione viva di fervore fa battere più forte tutti i cuori; la preghiera diventa più fervida e solenne. Sua Ecc.za Mons. Passerini ascende l'Altare Maggiore, altri sei Sacerdoti si avviano agli Altari laterali del Tempio. È un momento solenne, reso ancor più solenne dal silenzio che regna nel Tempio, poco prima risonante di mille voci di preghiera. Una luce blanda illumina il Tempio, e sembra luce di Paradiso. Ora la preghiera è muta, e su in alto, nella volta della Chiesa, e fra le dorature della Cupola, par di udire il fruscio delle ali d'una legione di Angeli, discesi dal Cielo per onorare anch'essi la loro Signora nella magnifica Reggia che le hanno innalzata riconoscenti i figli degli uomini.
Il momento della Comunione fu, come sempre, un momento di commozione indescrivibile. Alla balaustra dell'Altare Maggiore, sui gradini di tutti gli Altari laterali si presentano i fedeli, e le schiere si succedono, si alternano, si affollano. Sfilano innanzi all'altare ricchi e poveri, vecchi, giovani, fanciulli; son vari i volti, ma una ne è l'espressione; son migliaia di cuori, ma uno n'è il palpito. Guardiamo Mons. Passerini: egli piange di contentezza; nell'intimo del suo cuore egli prega la Vergine che gli conceda di rivedere un tale mistico ardore, laggiù, nelle lontane plaghe della Cina, dove fra breve ritornerà in mezzo ai figli del suo apostolato. È passata un'ora, e ancora presso gli Altari si alternano le schiere dei comunicandi. O magnifico trionfo della fede e della pietà nella Valle di Maria!
*Il giorno 8 Maggio
Il giorno 8 Maggio fin dalle 5 del mattino vi furono Messe a tutti gli Altari. Il fervido Oratore della Vergine di Pompei, Mons. Errico Marano, celebrò la Messa delle ore 10, edificando i fedeli con uno dei suoi fervorini che sono sempre un gioiello di pia e delicata eloquenza.
Le Comunioni furono numerosissime. Nella notte e nel giorno furono consumate tremila particole. È un pensiero che, in questi tempi di scetticismo e di tiepidezza, nel nostro apostolato ci consola e insieme ci incoraggia.
Al suono delle campane di mezzodì un fremito, un entusiasmo, uno scoppio di lagrime tra la folla; dall'Altare Maggiore, da tutte le Cappelle del Santuario, dall'anti-sagrestia, e perfino dai portici della Facciata, s'incomincia la grande preghiera che avrà un'eco in tutto il Mondo, la Supplica alla SS. Vergine di Pompei.
Voci esili di fanciulli, voci maschie di uomini, voci tremule di vecchi, voci di implorazione, voci di speranza, voci di ringraziamento si uniscono in una voce sola; voce immensa, potente, che sulle ali della fede sale maestosa verso il Cielo:
- O augusta Regina delle Vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso,
Oh! a questa voce multipla, composta di parole, di lagrime e di singhiozzi, che dal Santuario di Pompei si eleva fino al Trono celeste di Maria, chi sa quante altre voci in quell'istante si uniscono da tutte le parti della terra e formano un coro sterminato che implora le misericordie della Madonna. E chi sa quante grazie la Vergine di Pompei concede in quest'istante su ogni plaga della terra! specialmente chi sa quante conversioni in questo giorno faustissimo. La Cronaca dell'Otto Maggio non la possono scrivere gli uomini, ma la scrivono invece gli Angioli nel Libro perenne della Vita.
*I pellegrinaggi e i visitatori illustri.
In questo mese di maggio ogni giorno sono giunti pellegrinaggi e pie comitive a Valle di Pompei. Non è passata una giornata sola, senza che nel Santuario sia risonata la preghiera unanime d'un gruppo di pellegrini venuti ad implorare la misericordia di Maria, oppure a ringraziarla di celesti favori già concessi. E spesso, nello stesso giorno, vari gruppi e in varie lingue hanno innalzato i loro inni di ringraziamento e di lode alla SS. Vergine del Rosario, dinanzi alla maestà del suo Trono di Pompei.
Sono venuti questi pellegrinaggi e queste comitive dalle più lontane regioni, come dai più vicini paesi; pellegrinaggi di nobili, di signori, di artigiani, di marinai, di poveri agricoltori, tutti animati dalla stessa fede e dallo stesso pio entusiasmo. Fra i pellegrinaggi i più semplici ma insieme i più commoventi sono quelli dei poveri contadini. Vengono dalla Campania, dagli Abbruzzi, dal Molise, dalle Calabrie, dopo dieci, dodici o quindici giorni di cammino, stanchi, sudati, coperti di polvere, abbronzati, bruciati dal sole. Appena giunti non pensano né a riposo, né a ristoro. Si inginocchiano nel mezzo della piazza, avanti al Santuario, le donne avanti, gli uomini indietro, e pregano a lungo, con lente e cadenzate salmodie, quasi volessero purificarsi con la preghiera prima di entrare nel Tempio.
In Chiesa stanno a lungo, sempre in ginocchio; ne escono senza volgere le spalle all'Altare, quasi a malincuore; e dopo aver mangiato un po' di pane, tornano nel Tempio a pregare, considerando perduto ogni istante della loro permanenza in Valle di Pompei, che non sia dedicato in preci alla Madonna, a piè del suo Trono. Quanta fede pura e fervente in quei poveri montanari e contadini! Oltre i pellegrinaggi, durante il Mese di Maggio, sono giunti a Valle di Pompei illustri pellegrini e visitatori di ogni parte del Mondo, dalla Cina, dalle Americhe, e da tutte le regioni di Europa. Tutti continuamente traggono a vedere questo magnifico spettacolo di Fede e di Civiltà che è Valle di Pompei. I Direttori di Istituti, che vogliono dare un giorno di svago e insieme di ristoro spirituale ai loro allievi, li conducono a Valle di Pompei; i colonnelli vi conducono tutto il Reggimento; le Direttrici di Pensionati vogliono che la prima Comunione delle loro educande sia fatta nel Santuario della nostra portentosa Regina. Tutti dopo essersi recati nel Tempio e dopo aver ascoltato devotamente la Santa Messa, hanno voluto visitare gli Istituti di Beneficenza fondati dal Comm. Bartolo Longo. Ed hanno avuto parole d'intima soddisfazione nell'ammirare gli ampi corridoi dell'Orfanotrofio femminile, i dormitori tutti bianchi, ariosi e soleggiati, le sale da studio e da lavoro, dove sono osservate le più moderne regole dell'igiene, e dove centotrenta Orfanelle, linde e svelte nella semplice veste giornaliera, ricoperta dal gran grembiule bianco, sono tutte intente allo studio, ed al lavoro di cucito, di rammendo, di ricamo, di sartoria per diventare esperte massaie, ed anche per apprendere un'arte che dia loro da vivere.
Quest'anno i visitatori hanno pure ammirato le nuove grandiose costruzioni dell'Ospizio Educativo Pontificio pei Figli dei Carcerati, - costruzioni, che faranno di questo Ospizio un vero monumento. E così nella Scuola Tipografica come nelle officine hanno pure visti con compiacenza, anzi con commozione, i piccoli Figli dei Carcerati, i quali, apprendendo ciascuno un'arte, si preparano ad affrontare da operai onesti e laboriosi le lotte della vita. Dopo la visita a queste Opere di feconda Beneficenza cristiana, i visitatori si sono recati pure nella villetta del Conte Francesco de Fusco per osservarvi il nuovo grandioso getto di acqua minerale valpompeiano, finora gli scienziati non hanno potuto spiegare il grazioso e curioso fenomeno del suo innalzarsi a circa trenta metri a periodi fissi, tornando poi subito alla sua altezza normale di metri quattro.
Intanto tutti quelli che vengono a Valle di Pompei vanno ad ammirare la nuova e bella sorgente. Entrano nella piccola villa, ammirano il gran getto d'acqua del diametro di tredici centimetri, che si polverizza in alto nella gloria del sole in milioni di atomi iridescenti, bevono dei gran bicchieri dell'acqua, che è fresca, pura, gassosa, di un sapore acidulo gradevolissimo.
A un tratto il getto si innalza, e sale, sale maestoso fino a trenta, trentadue metri. In alto si polverizza e ricade come una spuma leggera che si colora al sole di tutti i colori dell'iride. Istintivamente tutti applaudiscono, e s'allontanano soddisfatti, commentando in mille guise il magnifico fenomeno.

"Ottobre 1908" L'Ora del Mondo

Presiede Sua Ecc.za il Cardinale Gaetano De Lai

*Biografia del Cardinale Gaetano De Lai
Compì i primi studi nel ginnasio di Malo (detto il seminarietto). Entrato in seminario, vi frequentò le classi del ginnasio superiore, completò i corsi liceali e teologici a Roma. Si laureò con lode in filosofia, teologia, diritto canonico e civile, coronando il curriculum universitario con l'ordinazione a sacerdote il giorno 16 aprile 1876 (Pasqua). Il 25 giugno 1903 viene nominato pro-segretario della Congregazione del Concilio, l'11 novembre 1903 diviene segretario della stessa congregazione.
Papa Pio X lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 16 dicembre 1907, affidandogli la diaconia di San Nicola in Carcere; fu nominato successivamente segretario della Congregazione Concistoriale il 20 ottobre 1908. Fu uno dei cardinali più decisi nel combattere il modernismo e sostenne il Sodalitium Pianum di Umberto Benigni. Il 27 novembre 1911 fu nominato cardinale vescovo di Sabina e il successivo 17 dicembre fu ordinato vescovo da Pio X, co-consacranti il Cardinale Augusto Silj e il vescovo Agostino Zampini.
Il 7 agosto 1924 fu nominato amministratore apostolico di Poggio Mirteto. Il 2 giugno 1925 fu nominato cardinale vescovo di Sabina e Poggio Mirteto. Morì a Roma il 24 ottobre 1928 all'età di 75 anni, e fu sepolto nel suo paese natale Malo, presso il santuario di Santa Libera.
*Supplica prima domenica d’ottobre 1908
La solenne processione della Taumaturga Immagine della Vergine del Rosario di Pompi nella prima domenica di ottobre 1908
Fratelli e Sorelle sparsi per l'Orbe,
si avvicina il giorno in cui il Mondo darà una nuova apoteosi alla prodigiosa Immagine della nostra Regina di Valle di Pompei; si avvicina una nuova data solenne nella storia dell'Opera Pompeiana, data che resterà impressa a cifre d'oro nei fasti della Religione e della Patria.
Sin dal principio dell'anno, nel Calendario del Santuario di Pompei, vicino alla data della prima Domenica di Ottobre, Solennità del SS. Rosario, scrivemmo:- Solenne processione della Immagine prodigiosa della Vergine di Pompei nella ricorrenza del Giubileo sacerdotale del Sommo Pontefice Pio X.
Ed ora, con animo commosso, in cui si ridestano in folla e con impeto gli antichi affetti e gli antichi entusiasmi, rivolgiamo un appello a tutti voi, di cui ignoriamo forse il nome, ma certo non ignoriamo il cuore, a tutti voi che la Provvidenza ci ha dati compagni nelle Opere di Fede e di Beneficenza compiute in questa terra desolata, e vi ripetiamo il motto che tante volte da ogni parte vi ha raccolti sotto la bandiera del Miracolo e della Carità, intorno a Colei che è la Madre comune e la comune Regina:
- Fratelli e Sorelle, tutti, o con la presenza o almeno con lo spirito, a Valle di Pompei!
*L'intervento di Eminentissimi Principi di Santa Chiesa nella Processione dell'Immagine della nostra Regina
Alla grande festa del 4 Ottobre prenderanno parte non solo Eccellentissimi Presuli d'ogni regione d'Italia, ma anche Eminentissimi Porporati che per quel giorno solenne verranno a Pompei dall'alma Roma.
Essi appartengono alla Commissione Cardinalizia che il Santo Padre Pio X tra i Cardinali della Congregazione del Concilio ha nominata per l'immediata direzione spirituale e per l'amministrazione del Santuario di Pompei.
Infino ad oggi un sol Santuario in tutto il mondo era retto immediatamente dalle Congregazioni Romane, ed era il Santuario di Loreto, per il quale gli antichi Pontefici crearono una speciale Congregazione indicata col nome di Congregazione Lauretana. Oggi il Santo Padre Pio X, dopo che si è degnato di accettare il Santuario e tutte le Opere Pompeiane, ha voluto che anche il Santuario di Pompei avesse l'onore altissimo di esser retto immediatamente da una Congregazione Romana, e a tal uopo per la Basilica Pompeiana ha formata una speciale Commissione nella Congregazione del Concilio.
Essa è composta dal Presidente che è l'E.mo Cardinale Vincenzo Vannutelli, Prefetto della Congregazione del Concilio, dall'E.mo Cardinale Merry del Val, Segretario di Stato, dall'E.mo Cardinale Angelo di Pietro e dall'E.mo Cardinale Gaetano De Lai, ch'era prima Segretario della stessa Congregazione del Concilio.
Alcuni fra questi Eminentissimi Cardinali si recheranno a Pompei per la grandiosa Processione dell'Ottobre.
Così l'altissima dignità Cardinalizia, splendore della Chiesa di Roma, accrescerà col suo intervento la grandiosità dell'omaggio che nella ricorrenza del Giubileo Sacerdotale del S. P. Pio X renderemo in Valle di Pompei alla Regina delle Vittorie.
Abbiamo annunziato che la cerimonia del 4 Ottobre per la sua straordinaria solennità sarà onorata della presenza di un Legato a latere del Santo Padre.
Il Papa suol mandare i suoi Cardinali come legati a latere solo in avvenimenti o solennità che interessano intere nazioni, o che hanno un'attinenza col bene e con la gloria della Chiesa universale.
La presenza dunque d'un legato a latere nella Processione del 4 Ottobre è un fatto che resterà memorabile nella storia della Basilica Pontificia Pompeiana. Nel corso di trent'anni è già la terza volta che essa riceve quest'onore altissimo dai Sommi Pontefici. La prima volta fu nell'8 Maggio 1887 per la gran Festa dell'Incoronazione dell'Immagine, e la scelta cadde sull'Eminentissimo Card. Monaco La Valletta; la seconda volta fu nel 7 Maggio 1891 per la solenne Dedicazione del Santuario Pompeiano ed anche allora fu scelto l'Em.mo Card. Monaco La Valletta; il terzo legato a latere sarà inviato dal S. P. Pio X per la processione di quest’anno, e con nostra speciale soddisfazione apprendiamo che sarà l’E.mo Card. Gaetano De Lai.
*L’Ora è vicina
Fratelli e Sorelle sparsi per l’Orbe, l’ora in cui la Regina delle Vittorie incederà per la Valle di sua benedizione; quell’ora solenne in cui Ella si mostrerà pure Regina della terra passando tra due fitte ali di popolo d’ogni paese, circondata da Porporati e da Presuli; quell’ora, di cui già pregustiamo la grandiosità e la tenerezza, oramai è vicina e rapidamente si approssima! La Prima Domenica di ottobre ancora una volta l’Immagine della Vergine taumaturga di Pompei passerà in processione per la Città che Ella si ha edificata coi suoi prodigi. Qual cuore non esulta a questo dolcissimo annunzio? ù
Quale devoto della Madonna di Pompei non sente ridestarsi nell’anima le più liete speranze? Una Regina non discende a passare per mezzo ai suoi sudditi se non per colmarli di benefici; una madre non s’avvicina ai suoi figli che per diffondere fra essi le prove della sua tenerezza. Esultiamo! Mentre Maria incederà con magnifico corteo per la Metropoli dei Rosarianti del mondo, gli Angioli, che formano la guardia d’onore di lei nel Santuario Pompeiano, si spargeranno ovunque per l’Orbe, messaggeri delle benedizioni della celeste Madre, e porteranno la salute agl’infermi, il conforto ai gementi nelle prigioni, il pane quotidiano alle famiglie, il ravvedimento ai peccatori, la pace alle nazioni travagliate o da dissidi sociali, o da ambizioni di potenti. Fratelli sparsi per tutto l’Orbe, esultiamo! L’ora che si approssima è l’ora della misericordia di Maria!
*La Sacra Veglia
Fin dalle ore 5 p. m. del Sabato 3 ottobre il Tempio era già gremito, e nuovi fedeli giungevano ancora sempre più numerosi con la Ferrovia di Stato, con la Ferrovia Circumvesuviana, e con ogni sorta di carrozze e di veicoli. Di tratto in tratto un lento salmodiare si udiva dalla via provinciale verso Salerno o verso Napoli. Erano torme di pellegrini che giungevano dalle Puglie, dalle Calabrie, dal Molise, dopo interi giorni di viaggio, a piedi, stanchi, trafelati, polverosi, ma col gaudio nell'anima per la meta ormai raggiunta. Che importavano gli stenti, la fatica, la stanchezza di un lungo cammino? Essi erano giunti, e la dolcezza ineffabile di potersi prostrare ai piedi di Maria, nel Santuario dei suoi prodigi, faceva tutto dimenticare, tutto! Pareva impossibile che tanta folla di devoti potesse entrare nel Santuario già così gremito.
Eppure ad ogni giungere di treno, ad ogni giungere di pellegrinaggi una nuova turba di devoti si spingeva in chiesa. E pazientemente, senza una protesta, senza un lamento, quelli che avevano già conquistato un posto si stringevano, si addossavano gli uni agli altri, per far posto ai nuovi venuti. Così tutta la chiesa fu stivata, e chi avesse osservato il Tempio dall'alto non avrebbe visto che un insieme di teste umane, strette le une alle altre e con gli occhi estasiati all'Immagine benedetta della Madonna.
Alle 8 la gente arrivava ancora. Ma l'entrare in Chiesa era ormai impossibile; e coloro che giunsero dopo di quell'ora dovettero contentarsi di prender posto nelle Cappelle del SS. Redentore, di S. Caterina, di S. Tommaso, o sotto i portici della Facciata, dove centinaia di contadine, venute a piedi dalla Calabria, già da un pezzo inginocchiate pregavano fervidamente. Alle 8 e mezzo principiarono le Sacre Funzioni, così in Chiesa come sotto i Portici della Facciata. Col consueto fervore fu recitato il Rosario, intramezzato nelle sue tre parti dal canto dei Vespri del Rosario, del Mattutino e delle Laudi. A mezzanotte, nell'ora solenne tanto aspettata, il suono a distesa delle campane del Santuario dette l'annunzio che incominciava la grande giornata dedicata al Rosario. Momenti indescrivibili! Il canto delle Orfanelle, come armonia di Cielo, accompagnato dal suono dell'incomparabile Organo, si espandeva per la Chiesa, mentre i Sacerdoti chiamavano Gesù a discendere nell'Ostia per cibare mille e mille anime che sospiravano a Lui.
E il canto soave, e il suono armonioso, e il profumo dell'incenso e la prece ardente di diecimila cuori salivano fino al Trono della SS. Vergine del Rosario, che pareva sorridesse amorosa e benigna ai suoi figliuoli che la invocavano. Non si descrive il momento solenne della Comunione. Esso non trova riscontro che nel pio, ardente entusiasmo dei primi Cristiani, ai tempi delle persecuzioni, laggiù nelle Catacombe. Più di duemila persone si accostarono alla Sacra Mensa. A tale spettacolo di pietà e di fede l'Em.mo Cardinale De Lai si sentì commosso fin nel profondo dell'animo, e copiose lagrime bagnarono il suo volto. Alle ore due dopo la mezzanotte, mentre le Messe proseguivano ininterrotte, fu esposto il Santissimo e data la solenne Benedizione. Il Magnificat, cantato dalle Orfanelle e da tutta la moltitudine dei fedeli chiuse, come al solito, la pia e poetica funzione della notte.
La grande giornata del Rosario — 4 ottobre 1908.
*L'aspetto della Città
Circonfusa dai bagliori dorati del sole nascente, la candida cittadina di Maria aveva, nell'indimenticabile mattino del 4 ottobre, un aspetto di letizia e di festa.
Le vie ampie, tutte linde e pulite, erano adorne di festoni, pennoni e bandiere ondeggianti lievi alla brezza che veniva di lontano dal mare. Archi di trionfo fatti di verzura e di fiori si elevavano di tanto in tanto lungo il cammino. Alle finestre, ai balconi pendevano arazzi, e le mura erano tutte tappezzate di cartelli multicolori, con frasi inneggianti a Maria: Viva Maria — Viva la Vergine di Pompei - Viva la paciera dei popoli - Viva la Stella del mare - Viva la Regina dei fiori celesti - Viva l'Immacolata del Rosario.
Altri grandissimi cartelli portavano scritta la giaculatoria indulgenziata dal S. P. Pio X - Nostra Signora del Santo Rosario di Pompei, pregate per noi. L'Atrio dell'Orfanotrofio femminile era anch'esso tappezzato di tali scritte, e tutto adorno di fiori. Ivi era stato eretto anche un artistico altare, al quale doveva essere celebrata la Messa per le Società operaie che sarebbero intervenute alla Processione. Un altro altare, sontuoso e severo, era stato eretto sullo sfondo della Piazza della Nuova Pompei, nel centro delle case operaie. Dall'alto di quell'Altare Sua Em.za il Cardinal Legato doveva impartire la Benedizione papale.

"Maggio 1909" L'Ora del Mondo

*Orario dell'8 Maggio 1909
Al mattino
Ore 9,30 ant. - Recitazione del Rosario in comune. Ore 10 ant. — Messa bassa con canto delle Orfanelle; - Comunione generale con colloquio del prelodato Ill.mo Mons. D. Errico Marano. - Inno a S. Michele Arcangelo, protettore e difensore del Santuario di Pompei, cantato da un coro di cento Orfanelle. Ore 11,30 ant. - Esposizione del Divinissimo. A mezzodì recitazione della SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DEL ROSARIO DI POMPEI; la quale prece si ripete in tutti i luoghi della terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie. Ore 2 pom. - Ultima Messa nel Santuario.
A sera
Ore 7 pom. - Si recita il Rosario. - Poi si incominciano altre tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo durante la notte e durante il giorno dell'8 Maggio, ma ancora per tutte le grazie concesse dall'Ottobre insino a questo fausto giorno. Canto delle Litanie e Benedizione. Sabato - 15 Maggio. S. Giovanni Battista de la Salle.
Gran festa nell'Ospizio Educativo Bartolo Longo per i Figli dei Carcerati in Valle di Pompei in onore di San Giovanni Battista de la Salle, Fondatore dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che sono gli educatori dei medesimi Figli dei Carcerati. Messa solenne cantata dai Figli dei Carcerati nell'Oratorio del loro Ospizio - Panegirico del Santo, e solenne Benedizione, con musica eseguita dalla Banda musicale dei Figli dei Carcerati nel vastissimo Atrio del medesimo Ospizio.

"Ottobre 1909" L'Ora del Mondo

*Supplica prima domenica d’ottobre 1909
Le feste di ottobre nel Santuario di Pompei sono un inno di gloria e di riconoscenza a Maria; un inno di gloria e di riconoscenza al suo Rosario, per il quale mille e mille grazie Ella largisce a tutto il mondo. Quanti sono i fedeli devoti della Madonna si uniscano a noi in questo coro di esultanza e di lode, si uniscano a noi nella dolce giornaliera recita del Salterio Mariano, in modo che da ogni parte del mondo, in ogni ora del giorno, durante il mese a Lei consacrato salga alla Vergine Immacolata del Rosario la voce unanime dei suoi figliuoli che la glorificano con la prece che Ella stessa si è degnata insegnare ai figliuoli degli uomini.
Preghiamo per la Chiesa combattuta da tremende lotte, pel Sommo Pontefice Pio X, apostolo della Vergine del Rosario, per noi, per le nostre famiglie, e grazie spirituali e temporali come sorrisi di madre e come mistici fiori da Maria si diffonderanno a rallegrare la terra.
Sabato - 2 ottobre
Vigilia della solennità del Rosario di Maria - La veglia in preghiere
Questa notte si passa intera in sante preci ai piedi della prodigiosa Vergine nel Santuario di Pompei. Si cantano i primi Vespri del Rosario, e poi il Mattutino e le Laudi. Si recita il Rosario intero.
A mezzanotte, per singolar privilegio di Sua Santità Leone XIII, si celebra la Messa all'Altare Maggiore del Santuario e contemporaneamente a tutti gli Altari. Comunione generale.
Ora 1,30 a. m. Esposizione del Santissimo - Solenne Benedizione e canto del Magnificat. Seguono le Messe tutta la notte sino alle 2 pom. Dai primi vespri di oggi incomincia nel Santuario di Pompei ed in tutte le chiese delle Confraternite del Rosario il Perdono del Rosario, cioè l'Indulgenza Plenaria Toties Quoties.
Prima domenica, - 3 ottobre
Solennità del Santissimo Rosario
Ore 9,30 ant. recita del Rosario in comune. Ore 10. Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione generale. A mezzodì, recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei; la quale prece comune si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie Pompeiana.
*Indulgenze nella solennità del SS. Rosario
Tutte le Indulgenze delle prime Domeniche di ogni mese. - Ai Confratelli, se pentiti si confessano e si comunicano, Plenaria. Oggi nel Santuario di Pompei è il Perdono del Rosario, cioè l'Indulgenza Plenaria Toties Quoties. Tutti i fedeli, se pentiti, confessati e comunicati, in memoria della vittoria ottenuta sui Turchi dai Cristiani per intercessione di Maria Santissima, visiteranno devotamente la Cappella del Rosario (od anche la Statua esposta fuori di essa) dai primi vespri della vigilia fino al tramonto del sole della festa, ed ivi pregheranno, ecc. tutte le volte che ciò fanno, altrettante volte acquisteranno l’Indulgenza Plenaria.

"Maggio 1910" L'Ora del Mondo

Lo sguardo della Vergine di Pompei nell’Ora Solenne della Supplica
Illos tuos misericordes oculos ad nos converte
Ore di apparecchio
La notte è già quasi tutta trascorsa in preghiere. Nel Santuario scintillante di fulgide dorature, di gemme a profusione e di ceri brillanti anch'essi nella quiete del Tempio come gocciole d'oro, duemila persone strette, pigiate, incuranti di qualsiasi disagio, rapite quasi in un'estasi soavissima, hanno elevato l'anima loro al Cielo, hanno effuso il loro cuore in una prece ardente alla celeste Madre, che dall'alto del suo Trono li guarda benigna. Il Tempio è sembrato per la soavità della pace un piccolo paradiso, per l'ardore della fede e della preghiera un'antica Catacomba. Ogni ora è stata un rapimento nuovo. La recita dell'Uffizio col canto angelico delle Orfanelle, accompagnato dal suono, ora solenne ora dolcissimo, dell'Organo mondiale; la recita del Rosario, in cui gli alterni cori degli oranti hanno composte e intrecciate in mistiche ghirlande le rose della preghiera, per deporle ai piedi di Maria; l’augusto Sacrificio della Messa, celebrato contemporaneamente su ogni Altare del Santuario nella solenne ora della mezzanotte; la Comunione di quasi tutte le duemila persone che gremivano il Tempio; la Benedizione del Santissimo, il canto del Te Deum, hanno avvolto gli animi in un’atmosfera che non era terrena, in una dolcissima atmosfera di conforto, di letizia, di pace.
Ed ora le sacre cerimonie sono finite. Continuano solo le Messe a tutti gli altari del Santuario. Sono le tre del mattino del giorno 8 Maggio.
Pure nessuno esce dal Tempio. La folla è stretta, pigiata, molti sono in piedi, senza potere in alcun modo appoggiarsi. Eppure nessuno si muove... perché mai?
Lo sguardo di tutti è rivolto in alto, ove tra le gemme appare un’arcana radiosa visione, la visione dell’Immagine di Maria. Tutti in quella folla mirano la Madonna con un amore che s’accende nella fede e s’effonde nella preghiera; e Maria sembra ricambiare lo sguardo dei figli suoi con uno sguardo insieme amoroso e compassionevole, con uno sguardo di Madre e di Regina, con uno di quegli sguardi, la cui viva espressione di potenza e di bellezza più che con gli occhi si apprende col cuore.
È il Mistero del Golgota che in certa guisa si rinnovella. Gesù dalla Croce mirava la Madre sua, e Maria gli ricambiava l’ineffabile addolorata contemplazione d’amore. Per tre ore vissero di quei due sguardi che s’univano sì da formare uno sguardo solo, vibrante di tutta la carità con cui possa amare un Uomo-Dio e una Madre di Dio, quasi filo etereo che nell’ora dell’immolazione univa i loro Cuori. Nello sguardo di Gesù Maria comprendeva, come sa comprendere un cuore di Madre, tutto lo strazio del Figlio; e d’altra parte nello sguardo di Maria Gesù trovava l'unica consolazione ai dolori che gli davano la Croce e la perfidia degli uomini.
Similmente oggi nel Tempio di Pompei migliaia di fedeli, figliuoli ancor essi di Maria, affidati al suo Cuore dallo stesso Morente del Golgota, mirano mesti e supplichevoli la celeste Madre, rivelandole con l'occhio supplichevole le infermità del corpo, le miserie dell'anima, gli strazi del cuore, le croci che portano nella vita e sotto le quali temono d'avvilirsi e soccombere. E Maria ricerca con gli occhi suoi le loro pupille addolorate, e mirandoli con quella tenerezza compassionevole, che ha solo l'occhio d'una madre, dà forza ai deboli, perseveranza ai forti, e a tutti fa intendere che solo curvi ma non affranti sotto il peso della Croce, sostenuti da una forza divina nel grande sacrifizio, da questa terra di prova si può ascendere verso le vette del Paradiso, tripudianti di letizia, raggianti di pace...
E i credenti rinvigoriti da quello sguardo di Maria si riconfortano e sperano... Illos tuos misericordes oculos ad nos converte.
Giunge intanto il giorno. Ma la stanchezza non vince i devoti, i quali non lasciano i loro posti, benché l'affluire di nuovi pellegrini renda sempre più disagiato il trattenersi in chiesa.
Il tempo passa veloce nel raccoglimento spirituale. Le Messe si susseguono; le Comunioni continuano frequenti; le soavi note dell'Organo, insieme al canto delle Orfanelle, si spandono melodiose per la navata; Gesù nella bianca Ostia è esposto dinanzi ai figli suoi... poi a un tratto le campane del Santuario scuotono coi lieti rintocchi la trepidante Valle, un soffio potente sembra diffondersi pel Tempio, i volti si trasfigurano, uno scoppio di lagrime unanime sgorga dall'anima della folla insieme con la preghiera; la moltitudine prega con un sol cuore, con una sola voce, con un sol pianto... fratelli, in alto i cuori, in alto assai... è mezzogiorno, è l'ora del Mondo!
La grande ora della Supplica
Chi non è mai stato nel Santuario di Pompei nel mezzodì dell'Otto Maggio o della Prima domenica di ottobre non potrà mai immaginare che cosa sia quell'ora, quell'istante in questa terra consacrata alle più alte manifestazioni del soprannaturale dai prodigi della Madre di Dio. Un apparecchio di sedici ore ha preceduto l'istante solenne. Le anime si sono riconciliate con Dio, si sono unite a Lui nella Comunione, si sono elevate in un'ardente e fiduciosa preghiera; ed ora dalle labbra, per cui è passato tanto soffio di vita spirituale, esce la Supplica, la solenne e collettiva preghiera che con tutte le forze della fede e della speranza si volge al cuore di Maria; quella Supplica in cui il canto s'alterna col gemito, la letizia col pianto, l'inno con l'elegia; quella Supplica che in questo stesso istante troverà un'eco immenso, unanime nei cuori di migliaia e migliaia di fedeli d'ogni parte della terra. Nel Santuario quelle tremila voci, risonanti come una voce sola, formano una manifestazione di fede, solenne nella storia cristiana. Ciascuna di quelle voci esprime un sentimento diverso, eppure tutte si fondono in una sola ardente invocazione. Udite!... Le voci implorano: - Deh! da questo trono di clemenza, ove sedete Regina, volgete o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa: e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita …E segue la Salve Regina: - O salve, Regina del Cielo, salve o Madre di misericordia; orsù dunque, nostra Avvocata, volgi a noi quei tuoi sguardi pietosi... E la preghiera diventa più calda di fede, e la voce unanime delle tremila persone si alza, come se si alzasse un'onda del mare … Illos tuos misericordes oculos ad nos converte! Gli occhi, già levati dal libro, sono volti di nuovo in alto e si fissano sull'Immagine di Maria. È miracolo?...

                             

È realtà?... È vero ciò che vediamo?... Più che degli occhi è forse una visione della fede?... Non sappiamo. Non vogliamo pronunziarci. Domandatelo a quanti in quei momenti si sono trovati nel Santuario di Pompei. Gli occhi della Madonna guardano. È uno sguardo lungo, compassionevole, soavissimo. È uno sguardo che scende sin nei cuori e fa lagrimare di pentimento, di speranza, di dolcezza. Si racconta che l'artista che scolpì la bellissima statua dell'Immacolata di Lourdes più volte gettò via il suo scalpello, disperando di poter ritrarre la Madonna, così come l'aveva veduta Bernadetta. Così nel Santuario di Pompei. Nessun pittore è riuscito a riprodurre gli occhi della Madonna come sono nella prodigiosa Immagine. Nelle più esatte riproduzioni gli occhi forse son quelli; ma non hanno quello sguardo.... Oh! quello sguardo specialmente nell'ora della Supplica!... Il pennello non lo riproduce, né la penna può descriverlo.

"Ottobre 1910" L'Ora del Mondo

*Le feste di ottobre nel Santuario di Pompei

Sabato - 1° ottobre.
Comincia nel Santuario di Pompei e in tutte le Chiese dell'Orbe il Mese di ottobre consacrato al SS. Rosario.
Ogni mattina, alle 9,30, recita del Rosario in comune.
Ore 10. - Messa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle, Comunione generale e Benedizione. Recita della Preghiera alla Vergine del Rosario di Pompei per tutto il mese di ottobre.
Indulgenza di sette anni per ogni giorno, e Indulgenza Plenaria una volta nel mese ai fedeli, se, confessati e comunicati, pregheranno per le consuete prescritte preghiere.
Vigilia della Solennità del Rosario di Maria – La Veglia in preghiere.
Per disposizioni dettate dalla prudenza, in vista delle condizioni della salute pubblica in alcune provincie dell’Italia Meridionale, quest'anno è sospesa la veglia in preghiere.
Prima domenica - 2 Ottobre.
Solennità del Santissimo Rosario.
Ore 9,30 ant. Recita del Rosario in comune.
Ore 10. Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione generale.
A mezzodì, recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei; la quale prece comune si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Madonna di Pompei.
Indulgenze della Solennità del SS. Rosario.
Tutte le Indulgenze delle prime Domeniche di ogni mese. - Ai Confratelli del Rosario, se pentiti si confessano e si comunicano, Indulgenza Plenaria. Nel Santuario di Pompei si guadagna inoltre il Perdono del Rosario, cioè l'Indulgenza Plenaria Toties Quoties.
*La Supplica: duemila voci in una voce sola
Il Mese di ottobre in Valle di Pompei.
Ci sta ancora innanzi agli occhi il mirabile spettacolo di fede e di pietà che Valle di Pompei ha offerto al mondo durante il Mese di ottobre.
In questa mondiale Basilica ogni giorno dell'anno le mistiche rose del Rosario sono deposte ai piedi del Trono di Maria dalle sue Orfanelle, che uniscono la loro prece alla prece dei mille e mille pellegrini che qui convengono da ogni parte della terra. Ma nel mese di Ottobre la prece si cara alla nostra Immacolata Regina è più fervida; più numerosi sono i figliuoli devoti che da vicini e da lontanissimi luoghi vengono a visitare la Madre loro nella sua Reggia terrestre; e il Santo Rosario, là presso il Trono di Maria, nella terra di sua misericordia e nel mese delle sue grazie, in quel fremito d'entusiasmo che si comunica di cuore in cuore quando siamo in molti a pregare - il Santo Rosario ha dolcezze nuove sulle labbra tremanti di emozione, ha una più intima eco nelle anime rapite degli oranti, mentre i loro sguardi non sanno distaccarsi dall'Immagine della Madonna, dai suoi occhi dolcissimi, esprimenti la più soave bontà. Amorosi sguardi di Maria, quanti occhi avete fatto lagrimare di pentimento e di dolcezza; quanti cuori duri più che selce avete ammolliti e tratti a Voi, in questo mese di ottobre!
Quasi a compensare la SS. Vergine di non averle potuto consacrare la Notte Santa in preghiere nella vigilia della sua Solennità del Rosario, negli altri giorni del mese a lei dedicato, le preci dei suoi figliuoli son salite a lei più fervide e fiduciose. La Supplica fuse duemila voci in una voce sola, voce poderosa e insieme supplichevole, voce di invocazione, di amore, di ringraziamento, di pianto. La Prima Comunione delle Orfanelle, delle fanciulle dell'Oratorio femminile festivo, e delle giovanette di civili famiglie, che avevano fatto il loro ritiro nell'Orfanotrofio femminile assieme alle nostre Orfanelle, riuscì come ogni anno commovente; e commoventissima quella dei Figli dei Carcerati, dei fanciulli dell'Oratorio festivo e dei giovanetti di civili famiglie, che avevano fatto sette giorni di preparazione nell'Ospizio Educativo.
Chiuse il ciclo delle Feste di Ottobre la solenne Processione del Santissimo, che dal Santuario in ricco Ostensorio fu portato all'Ospizio Educativo dall'Ecc.mo Mons. Augusto Silj, accompagnato dal Clero; dalle Orfanelle; dalle Suore Terziarie Domenicane, loro Maestre; dai Figli dei Carcerati, coi loro Maestri i Carissimi Fratelli delle Scuole Cristiane; dalle fanciulle dell'Oratorio festivo, e dai fanciulli dell'Oratorio maschile; dalla Società di Mutuo Soccorso Pio X, istituita da Sua Ecc.za Mons. Silj fra gli impiegati e operai del Santuario; dal nuovo Circolo giovanile cattolico valpompeiano, fondato e diretto dal Vice Segretario della Delegazione Pontificia, D. Giuseppe De Angelis; e finalmente da tutti gli impiegati e operai del Santuario.
Il mese di ottobre è finito, ma nel Santuario di Pompei la gente invece di diminuire s'accresce. Molti che durante l'Ottobre non son potuti venire a visitare la Madonna stanno ora venendo al Santuario, sia per dare alla Vergine l'annuale omaggio della loro pietà, sia per ringraziare dello scampato gravissimo pericolo. Chi può dire quanti in questi mesi si sono raccomandati alla Madonna di Pompei e da lei sono stati liberati dal triste morbo a Napoli, in Terra di Lavoro, nelle Puglie, dovunque? Intere famiglie riconoscono dalla Madonna di Pompei l'essere stati immuni dal contagio, mentre erano vicine a centri d'infezione; moltissimi suoi devoti dopo essere ricorsi a Lei nell'ora trepida del divino flagello, sentono il bisogno di presentarle da vicino, presso il suo Trono di Pompei, l'inno della gratitudine. Ecco perché il novembre ci sembra quasi quest'anno un secondo ottobre, e si presenta come una meravigliosa fioritura autunnale delle rose di Maria.
Anche quando questo straordinario movimento di pellegrinaggi sarà finito, nel Santuario di Pompei insieme con le Orfanelle, coi Figli dei Carcerati e coi visitatori, che mai non mancano in alcun giorno dell'anno, seguiteremo a recitare in comune, mattina e sera, il santo Rosario. Tutti coloro che sono devoti della Madonna seguano il nostro esempio. La SS. Vergine in tutto il mese di ottobre in ogni chiesa ha inteso risuonare le voci alterne del Rosario. Le stesse voci devono ora sentire in ogni giorno dell'anno, in tutte le famiglie. Ogni sera, dovunque, si vedano chinate insieme le teste canute e le bionde teste infantili, le fronti virili e le pure fronti adolescenti, mentre s'intona il Rosario alla Madonna. Ogni casa così sarà tramutata in un Tempio, e lo sguardo misericorde della nostra Immacolata Regina, posandosi su tutti voi, o nostri fratelli, v'impetrerà la forza nelle battaglie della vita, la serenità della coscienza dinanzi alla morte.
Valle di Pompei, 1° novembre 1910. - Avv. Bartolo Longo

"Maggio 1911" L'Ora del Mondo

Presiede il Rev.mo Mons. Celli
Le Feste di Maggio nel Santuario di Pompei
La veglia in preghiera
A coloro i quali, sedotti da boriosi maestri d’incredulità, van dicendo che la fede nel soprannaturale diminuisca e tenda a scomparire dalla terra, noi vorremmo rispondere non con un ragionamento ma con un invito: - Venite a passare un mese di Maggio a Valle di Pompei. E questo mese di soggiorno nella candida cittadina di Maria vi convincerà coll’evidenza dei fatti che la fede non è spenta nei popoli, e che gli indifferenti, gli scettici, gli atei, non sono che una minuscola minoranza nella imponente massa dei credenti. Vedrete nel Mese di Maggio giungere a Valle di Pompei migliaia e migliaia di persone di ogni parte della terra, anche di lontanissime regioni; come non se ne vedono giungere nei luoghi più celebri. Che mai li attira a Valle di Pompei, a questa Valle che è una piccola cittadina, senza allegri ritrovi, senza teatri, senza singolari bellezze della natura, senza memorie di antiche e gloriose civiltà, insomma senza alcuna umana attrattiva?
Per chi ama l'allegria, il movimento, il lusso cittadino, ad un'ora di distanza da Valle di Pompei è Napoli, ove, dal cielo quasi sempre in una festa di luce al marinaio cullato a Mergellina nella fragile barchetta sul placido golfo, tutto canta il più fantasioso inno della vita. Per chi ama gli incanti del mare e delle colline, in aspetti sempre vari e sempre nuovi, a mezz'ora da Valle di Pompei sono Castellammare e Sorrento, le due perle del Tirreno. Per chi ama gli studi archeologici, a dieci minuti dalla nostra Valle è Pompei, l'antica doviziosa cittadina romana, che nelle sue rovine e nei suoi ruderi ricorda tutta un'epoca di grandezza e di depravazione. Infine per chi ama la solitudine e la tranquillità fra meravigliose bellezze di natura a poca distanza da Valle di Pompei è la costiera amalfitana, dove innumerevoli ville invitano alla dolcezza del sogno e del riposo. Eppure più che da Napoli, da Sorrento o Castellammare, da Pompei, da Amalfi migliaia di persone, d'ogni ceto sociale e d'ogni parte del mondo, sono irresistibilmente attratti da questa piccola terra meravigliosa, Valle di Pompei.
Che cosa mai li attira? Li attira la Fede; - la fede nel soprannaturale, la fede nella celeste Regina, che si è compiaciuta di porre uno dei più eletti troni di sua misericordia in questa Valle guardata dal Vesuvio, ove centomila suoi fedeli le hanno eretto un Trono di marmi e di oro, a testimonianza di grazie e di prodigi. Questo Santuario e null'altro è la mèta dei pellegrini del mondo. In esso li attende Maria, la Madre loro. Per contemplare il suo dolce viso, per bearsi del suo sguardo, per presentarle le loro suppliche, per inginocchiarsi ai piedi del suo Trono per esporle i loro spirituali e temporali bisogni, essi son venuti con mille disagi da luoghi lontani. Ed ora pregano a lungo, singhiozzano, guardano l'Effigie della Madre loro, e Maria sembra guardarli con uno sguardo lungo, compassionevole, con uno sguardo che promette conforti celesti. Più numeroso che negli anni precedenti è stato quest’anno il concorso dei visitatori.
Il giorno 7 Maggio fin dal mattino le vie e le piazze di Valle di Pompei erano gremite di pellegrini che salmodiando si dirigevano al Tempio. Alle ore 2 pom., quando si dovette chiudere la Chiesa per preparare le funzioni della Veglia, la folla dei devoti non volle lasciare la piazzetta avanti al Santuario. Parecchie centinaia di fanciulle, di donne del popolo, di contadine, di signorine e di signore, si inginocchiarono sotto i portici e sulle scalinate della facciata, e recitando il Rosario, cantando inni pii, pregando fervidamente, sempre in ginocchio, trascorsero le ore dalle 2 alle 5 pom., finché la Chiesa non fu riaperta.
Dietro di esse gli uomini di loro famiglie alcuni in piedi, altri anch’essi genuflessi, a capo scoperto, piamente rispondevano all'alternarsi dei Pater e delle Ave della mistica Corona. Spettacolo davvero commovente di pubblica e semplice fede!
Alle 9 pom. la Chiesa era affollatissima e nuovi devoti giungevano ancora. Non bastando le sedie per tutti, molti erano in piedi, molti stretti nella folla sempre crescente, molti in posizione incomoda. Tuttavia non un cenno di fastidio, non un volto assonnato, neppure tra i fanciulli. Con fervore furono recitate le Quindici Poste del Rosario, intermezzate dai Solenni Vespri della Dedicazione e dal Mattutino in onore di S. Michele Arcangelo. Il suono grave e maestoso dell’Organo si spandeva lento per la navata del Santuario, e l’angelico canto delle Orfanelle sembrava in quelle mistiche ore come un coro di angeli che lieve accompagnasse con armonie celesti il canto degli uomini nel Tempio di Colei che è Regina del Cielo e della terra. Così giunse la mezzanotte, l’ora tanto attesa da quanti desideravano unirsi col Figliuolo di Maria nascosto sotto il bianco velario delle specie eucaristiche, bianco velario simbolo di purezza e di pace.
Il Rev.mo Mons. Marano disse brevi ed eloquenti parole di apparecchio all'ora solenne, e a mezzanotte precisa il Rev.mo Mons. Celli all'Altare Maggiore e altri Sacerdoti a tutti gli altri Altari del Santuario cominciarono il Santo Sacrificio della Messa. Circa millecinquecento furono le Comunioni; e gli occhi dei fortunati che custodivano Gesù nel cuore, pieni di dolcissime lagrime erano rivolti all'Effigie prodigiosa, quasi per dirle: - Tu sei Madre e il tuo Figliuolo è in noi. Ecco la nostra speranza, ecco la nostra forza; ecco il nostro Paradiso, finché non ci sarà dato bearci della vostra vista in Cielo. Alle ore 2 ant. la solenne Benedizione pose fine alle sacre Cerimonie della Veglia; ma le Messe continuarono ininterrotte a tutti gli Altari durante il corso della notte, e i fedeli non vollero lasciare la Chiesa, rimanendo ginocchioni, preganti, dimentichi di tutto, intenti solo al celestiale incanto dell'Immagine di Maria, che tra il fulgore dei ceri, tra nuvole d'incenso, misericordiosa sembrava guardare con infinito affetto di Regina e di Madre i suoi figliuoli.
Il giorno 8 Maggio - La Supplica
L'alba dell'8 Maggio trovò tutta una folla di pii pellegrini nel Santuario, pieni di fede e immersi nella preghiera. E intanto con la Ferrovia dello Stato e con la Ferrovia Circumvesuviana, e con ogni specie di veicoli nuovi fedeli giungevano ancora, sempre più numerosi. A stento si riusciva a trovare qualche posto nel Santuario.  Ma dopo le 10, nell'ora della Messa con Colloquio e Comunione generale, celebrata dal Rev.mo Mons. Marano, l'entrare nel Santuario divenne impossibile. Tutti i posti, fin sopra gli altari, fin dietro l'abside erano occupati. La folla invase la Cappella di S. Caterina, l'altra di S. Tommaso e i corridoi attigui, e agli altari di queste Cappelle furono celebrate Messe in continuazione. Nelle Messe del mattino dell'8 Maggio furono fatte circa altre millecinquecento Comunioni. Sicché fra la notte e la mattina dell'Otto Maggio nel Santuario di Pompei circa tremila persone si accostarono alla Mensa degli Angeli. Alle 11,30, avvicinandosi il momento solenne della Supplica, la folla fece nuovo impeto per entrare in qualsiasi modo nel Tempio. Ma l'impeto si ruppe come contro una muraglia. I fedeli nel Santuario erano così stivati, che sarebbe stato impossibile a chiunque l'aprirsi un passaggio fra essi. I ritardatari dovettero rassegnarsi ad occupare le altre Cappelle, e i portici della Facciata. Le 12 intanto scoccavano, e da tremila fedeli, con una voce sola, dentro e fuori del Santuario, fu cominciata la recitazione della Supplica alla potente Regina delle Vittorie. Sono già sessanta volte che abbiamo recitata la Supplica nell'8 Maggio e nella 1ª domenica di ottobre, insieme con i nostri fratelli nel Tempio Pompeiano; eppure quell'ora, quell'istante ci riescono sempre nuovi. Voci di preghiera, voci di pianto, voci di lode, di domanda, di ringraziamento, si fondevano in una voce sola non più umana, cominciando la solenne preghiera: – O augusta Regina delle Vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli. Le voci tremule, man mano si rafforzavano, sui volti degli oranti cadevano copiose le lagrime, qualche singhiozzo spezzava le parole... E la prece continuava, fervorosa. Principiava la seconda strofa. Nelle voci un po' abbassate, come pel tremito d'un'angosciosa confessione, si sentiva lo schianto del cuore del peccatore: – E vero, è vero, che noi pei primi benché vostri figliuoli coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro cuore.
Ma le voci si rialzano poi confidenti nella terza strofa in un impeto di speranza e di amore: - Che vi costa o Maria l'esaudirci? Che vi costa il salvarci? E in tutti gli occhi, lucidi di pianto, brilla la confidenza, il completo abbandono fra le amorose braccia di Maria. La recita dell'ultima parte della Supplica ha poi la dolcezza di una musica celeste. Non più lo schianto del colpevole che chiede grazia, non più il singhiozzo di chi si raccomanda e spera. Tutti i figliuoli sono già abbandonati fra le braccia amorevoli della Madre loro, e con confidenza di figli la pregano di benedirli: - Un'ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina... concedete a noi l'amore vostro costante... No, non ci leveremo dalle vostre ginocchia finché non ci avrete benedetti... Benedite, o Maria, il Sommo Pontefice... O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, Vincolo di Amore che ci unisci agli Angeli, Torre di salvezza negli assalti d'inferno, Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia: a te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei. ù
Le ultime parole si spensero come in un mormorio. E gli occhi dei fedeli rimasero fissi negli occhi della Santissima Vergine, che, oh! ne siamo certi - non fu una nostra illusione - si chinarono lentamente, benedicendo con un lungo sguardo i figli suoi.

                           

(Valle di Pompei, 25 Maggio 1911)

"Ottobre 1911" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"

Le feste di ottobre nel Santuario di Pompei
Fra le preghiere che ascendono a Dio come incenso di propiziazione una delle più potenti è certo il Rosario. Preghiera particolarmente cara al cuore di Maria, preghiera insegnata da Lei stessa all'umanità che spera e che crede, essa commuove il Cuore di Maria e quel Cuore, ardente di più vive fiamme di carità per noi, ripete dinanzi al Trono di Dio una sola invocazione: Perdono e pace! Il Santuario di Pompei, promovendo ovunque il Rosario, procura perciò un grande beneficio alla società contemporanea; con la voce d’una preghiera universale esso trattiene i divini castighi.
Lo affermano i documenti; la Vergine di Pompei salvò da certa morte le famiglie dei suoi devoti, di coloro che le recitavano ogni giorno il Rosario, ed anche di coloro per cui pregavano parenti ed amici, vicini o lontani.
I devoti della nostra clemente Regina devono quindi ogni giorno aumentare di numero; essi sparsi per ogni parte dell’orbe, debbono incontrarsi nella preghiera, debbono in ogni ora del giorno implorare pietà dalla Madre loro con la recita della Santa Corona; e questa prece continua, incessante, deve ottenerci da Dio per intercessione della SS. Vergine, la conversione dei peccatori e la salvezza della società contemporanea.
Oh sì, fratelli, non ci stanchiamo; alla lega formata da Satana fra i peccatori, opponiamo più forte e compatta la lega della preghiera, la lega dei devoti figliuoli della Vergine di Pompei, che non si vergognano di recitarle in pubblico e in comune il Santo Rosario.
Ottobre, il mese sacro al Rosario di Maria, è vicino. Sia questo mese tutto una santa riparazione al Signore per le offese recategli dai peccati del mondo.
Se il peccato orribile della bestemmia ha invaso la nostra povera bella Italia, tanto che ormai bestemmiano pur le donne e i fanciulli, noi ad ogni bestemmia opporremo cento fervorose giaculatorie in onore di Gesù e della SS. Vergine; e se dovunque il Signore sarà offeso coi più gravi peccati, noi a questi peccati opporremo una fervida e potente preghiera, il Rosario di Maria, quel Rosario che in ogni sua Ave Maria implorerà pietà per noi e pei fratelli traviati.
Ovunque si reciti con slancio di fede e con lagrime di compunzione il Rosario di Maria, ma in modo speciale le schiere dei Rosarianti in questo bel mese s’aumentino nel Santuario di Pompei, che è il padiglione delle grazie di Maria e il baluardo della divina misericordia.
Venite tutti dunque a Valle di Pompei alla Supplica di ottobre, con queste sante intenzioni; venite voi fortunati che dovete ringraziar la Vergine per celesti favori già ottenuti, e voi che tali favori implorate.
Noi siamo tutti fratelli nella Fede che ci unisce, il Tempio di Pompei è la nostra casa, la SS. Vergine che dall’alto del suo Trono ci benedice è la Madre nostra.
Uniamoci dunque tutti nella casa nostra, ai piedi della Madre comune e insieme recitiamole la Supplica; chiediamole grazie per chi piange, acciocché siano leniti i suoi dolori; chiediamole grazie per chi pecca, acciocché si converta e viva. Valle di Pompei, 15 Settembre 1911, Ottava della Natività di Maria           
(Avv. Bartolo Longo)

"Maggio 1912" L'Ora del Mondo

Presiede Sua Eminenza Cardinal Pietro Gasparri, Legato a latere di Sua Santità
Biografia del Cardinale Pietro Gasparri
Pietro Gasparri (Capovallazza di Ussita, 5 maggio 1852 – Roma, 18 novembre 1934) fu cardinale, arcivescovo cattolico italiano, diplomatico e Segretario di Stato della Santa Sede. Nato da Bernardino Gasparri e Giovanna Silj, ultimo di nove figli in una famiglia di piccoli possidenti dello Stato Pontificio, fu avviato al seminario minore di Nepi sotto la guida dello zio materno, mons. Pietro Silj. Nel 1870 entrò nel seminario pontificio romano e studiò filosofia, teologia e diritto civile e canonico al Pontificio Ateneo di Sant’Apollinare, laureandosi in tutti e tre i rami. Fu ordinato sacerdote il 31 marzo 1877 a Roma dal card. Raffaele Monaco La Valletta Wikipedia. Dopo incarichi di insegnamento e di segretario del card. Teodolfo Mertel, fu Arcivescovo titolare di Cesarea di Palestina (1898–1907) e Internunzio apostolico in Bolivia, Perù ed Ecuador (1898–1901). Nel 1907 fu creato cardinale da papa Pio X. Fu Cardinale Segretario di Stato dal 1914 al 1930, sotto i papi Benedetto XV e Pio XI, e plenipotenziario nei Patti lateranensi del 1929, che regolano i rapporti tra Santa Sede e Regno d’Italia. Morì a Roma il 18 novembre 1934 all’età di 82 anni e fu sepolto a Ussita.
Orario del 7 Maggio 1912
In questo giorno i Sacerdoti tanto del Santuario quanto gli avventizi sono tenuti a celebrare la Messa della Dedicazione della Basilica Pompeiana. Ore 10 ant. - Pontificale solenne dell’Em.mo Cardinale, Legato a latere, il quale indosserà la Pianeta donata da S. S. Leone XIII e che fu indossata per la prima Messa all’Altare Maggiore dall’Em.mo Cardinale Monaco La Valletta. L’Em.mo Cardinal Legato celebrerà il solenne Pontificale secondo le intenzioni del S. P. Pio PP. X. (Si avverte che alle ore 1,30 pom. si chiuderà il Santuario).
Per la Sacra Veglia nel Santuario non vi saranno biglietti d’ingresso, né tribune riservate. Ore 7 pom. - Recitazione del Rosario - Si dà termine solennemente alla terza Novena alla Vergine di Pompei per impetrare le grazie - Canto delle Litanie e Benedizione. Ore 8,40 pom. - Comincia la Sacra Veglia - Recitazione della prima parte del Rosario - Misteri Gaudiosi. Ore 9 pom. - Solenni Vespri della Dedicazione del Santuario, cantati dalle Orfanelle con accompagnamento del grande Organo, e da tutti i fedeli convenuti nella Basilica. Ore 10,30 pom. - Seconda parte del Rosario - Misteri Dolorosi. Ore 10,45 pom. - Recitazione in comune dell’Ufficio in onore di San Michele Arcangelo. Ore 11,30 pom. - Recitazione dell’ultima parte del Rosario - Misteri Gloriosi. Ore 11,45 pom. - L’illustre e piissimo oratore della Vergine di Pompei Mons. D. Errico Marano, Protonotario Apostolico e Preposto dei Pellegrini in Napoli, funzionerà come al solito, nella Veglia sacra, e dirà fervorose parole di apparecchio alla prima ora del giorno 8 Maggio 1912, giornata di grandi ricordi e di grandi misericordie. A mezzanotte. - Messa bassa all’Altare Maggiore, e contemporaneamente una santa Messa a tutti gli altri Altari del Santuario. Canto delle Orfanelle - Comunione generale.
Per concessione speciale del Sommo Pontefice, tutti i fedeli che si trovano nel Santuario di Pompei alle Messe di Mezzanotte possono farsi la santa Comunione. La sera del 7 Maggio e la sera dell'8 Maggio la Facciata monumentale del Santuario sarà artisticamente illuminata a luce elettrica. Saranno illuminate ancora le Piazze, le vie, le case della Valle di Maria.
*L'arrivo di Sua Eminenza il Cardinale Legato a latere di Sua Santità - Domenica 5 Maggio
Il preludio alla Festa
Uno speciale Legato di Sua Santità Pio X, scelto nel Sacro Collegio dei Cardinali, era stabilito intervenisse alla solenne Processione dell'8 Maggio. Il prescelto fu l'Em.mo Cardinal Pietro Gasparri, cugino dell'Ecc.mo Mons. Augusto Silj.
L'illustre Porporato giunse in questa cittadina nelle ore pomeridiane del giorno 5, domenica.
Nella sala di prima classe della Stazione delle Ferrovie di Stato, trasformata in un parterre fiorito, erano ad attenderlo Sua Ecc.za Mons. Augusto Silj; il Comm. Bartolo Longo; il Sindaco di Scafati e il Rappresentante del Sindaco di Torre Annunziata; le Autorità militari e civili; il P. Anastasio Idigoras, Vicario dei Domenicani; i Figli dei Carcerati del Pontificio Ospizio Educativo Bartolo Longo col loro Concerto musicale e i loro Istitutori, i Carissimi Fratelli delle Scuole Cristiane; l' Associazione di Mutuo Soccorso Pio X, l' Associazione SS. Salvatore e S. Bartolomeo e il Circolo giovanile S. Augusto, con le Bandiere; tutti gl' impiegati e gli operai dipendenti dal Santuario; e molta popolazione della città e dei paesi circonvicini.
L'apparire del treno fu salutato da una Marcia sonata dal Concerto musicale dei Figli dei Carcerati, mentre da uno sportello si affacciava il volto austero e commosso dell'Eminentissimo Principe di Santa Chiesa.
Tra fragorosi battimani, tra grida festose di: Viva il Papa, Viva il Cardinale, e stretto dalla folla che cercava baciargli la mano, Sua Em.za il Card. Gasparri percorse il breve tratto dal treno alla Sala di aspetto, ove gli furono presentate le Autorità civili.
Intanto gli operai del Santuario, pieni di entusiasmo, avevano staccati i cavalli dalla carrozza che attendeva nel piazzale della Stazione, e ne avevano calati i mantici. Sicché quando l'Eminentissimo Cardinale, uscendo dalla Sala di aspetto, volle avviarsi al Santuario, benché ciò ripugnasse alla sua modestia e cercasse schermirsene, dovette cedere alle gentili insistenze e permettere che la carrozza, nella quale prese posto insieme all' Ecc.mo Mon-
signor Silj, al Comm. Bartolo Longo e al Sindaco di Scafati, fosse tirata a braccia lungo la Via Sacra, tutta adorna di fiori, di pennoni e di scritte inneggianti alla Madonna, al Papa, al Legato della Suprema Autorità Pontificia. Fu un percorso trionfale. Dai marciapiedi della via e delle piazze la folla plaudiva, dai balconi piovevano a profusione fiori e cartellini colorati con brevi motti beneauguranti. E dai giardini veniva acuto l’odore dei fiori d’arancio e delle rose in fiore, e nell’aria stessa, nel nostro bel cielo partenopeo, sembrava spirare un incanto di gioia pura e serena. All’ingresso del Santuario, Sua Eminenza il Cardinal Gasparri fu ricevuto dal Clero, e dai Rev.di Padri Domenicani officiatori della Basilica, mentre il canto delle Orfanelle, accompagnato dal liturgico Organo monumentale, si espandeva soavissimo sotto le volte della Chiesa.
L’Eminentissimo Card. Gasparri fissò gli occhi, visibilmente commosso, sull’Immagine benedetta di Maria, e con lo sguardo sempre fisso su quel volto celeste, procedette verso l’Altare. Ivi si inginocchiò piamente e pregò a lungo. Ritiratosi poi nell’appartamento destinatogli, l’Em.mo Cardinal Gasparri volle subito consegnare all’Ecc.mo Mons. Silj il dono che Sua Santità Pio X inviava al Santuario, come ricordo e suggello della fausta prossima ricorrenza: un’artistica stupenda Pisside d’argento dorato massiccio, cesellata di mistiche figure simboliche ed allegorie eucaristiche, e ornata con pietre preziose, che rendono veramente prezioso il munifico dono del Papa.
*La Processione
Appena terminato l'Inno, si moverà l'Immagine, sempre preceduta dal Clero e circondata dai Cavalieri della Madonna e da guardie civiche di Scafati e Torre Annunziata in gran tenuta. Seguiranno immediatamente le Autorità civili. Chiuderanno il corteo le Orfanelle della Vergine di Pompei, le fanciulle dell'Oratorio festivo, le Associazioni femminili e il popolo di ogni paese. Lungo tutto il percorso, dai balconi e dalle finestre, adorni di arazzi, verranno gittati a profusione fiori e cartellini multicolori, con iscrizioni inneggianti alla dolce nostra Regina; mentre un coro di Sacerdoti cantori intoneranno salmi e inni della Chiesa in onore di Maria Vergine, che, stampati in appositi libretti, verranno distribuiti ai componenti la solenne Processione. ù
Il lungo corteo percorrerà così parte della via Provinciale verso Torre Annunziata, poi infilerà la Via Sacra. Giunta all' Ospizio dei Figli dei Carcerati, passando sotto un grande arco di trionfo, dal gran portone delle Officine entrerà nel grandioso pianetto convertito in una immensa Cappella. Sfilando sempre a destra, le Associazioni formeranno un quadrato attorno al cortile. Nel mezzo procederà sola l'Immagine benedetta preceduta dal Clero e dalle Autorità.
Posato il Quadro sull'Altare, i duecento fanciulli ripeteranno l'inno trionfale alla Regina del Rosario. Quindi esposto il Santissimo, Sua Eminenza il Cardinale Legato a latere comincerà la lettura della Supplica, cui faranno eco migliaia di fedeli, e anche gli Angeli, che dalla volta della Cappella che sarà la volta stessa del Cielo, osserveranno rapiti gli onori resi dai mortali alla loro e nostra Regina. Sarà un momento di gioia celeste, al cui solo pensiero già pregustiamo gioie di Paradiso.
Pregheremo in quell'istante pei nostri fratelli lontani, e specialmente, con vivissimo fervore di fede, pei nostri soldati, combattenti in Africa e per tutte le famiglie afflitte e bisognose di grazie, e per la conversione dei nostri fratelli traviati, acciocchè la SS. Vergine conceda le sue grazie a tutti, ed ai popoli la sospirata pace. Appena spentasi nell'aria l'ultima eco della Supplica, i Figli dei Carcerati intoneranno il Tantum ergo, e Sua Eminenza il Cardinale Legato a latere impartirà la solenne Benedizione.
Fra i canti di giubilo, fra le grida di implorazione e di osanna, fra la pioggia di fiori l'Immagine riprenderà il cammino percorso e si fermerà sull'Altare eretto nella piazza della Nuova Pompei, nel punto stesso ove venticinque anni prima veniva incoronata.
Quivi l'Em.mo Cardinal Legato eseguirà il Rito Commemorativo della Incoronazione, e incenserà l'Immagine, mentre le Orfanelle con un canto dolcissimo, che sembrerà canto di angioli, canteranno il festoso e sublime Inno della Chiesa Regina Coeli, laetare - Rallegrati, o Regina del Cielo.
A questo trionfali note tutte le campane di Valle di Pompei suoneranno a festa; centinaia di razzi saranno levati da tutte le colline circostanti la Valle Pompeiana; uccellini e colombi, sciolti dai lacci, svolazzeranno per l'aria, le bandiere di tutte le Associazioni s'inchineranno in omaggio, la terra grata di venticinque anni di grazie e di miracoli con un immenso scoppio di entusiasmo saluterà la Regina, la Signora del Paradiso. Infine Sua Eminenza il Cardinale legato a latere impartirà a tutti i presenti la Benedizione papale con la Indulgenza plenaria. In quell'istante l'Immagine prodigiosa sarà innalzata a braccia in alto. Tutte le Musiche la saluteranno con marce di trionfo, mille e mille cuori voleranno a Lei, mille e mille labbra la imploreranno: Maria... Maria... Regina nostra... Madre nostra cara.... In Te salute... in Te speranza.... Tu la Stella del mare ai naufraghi di questa vita.... Tu la Signora della pace... A Te Maria raccomandiamo i nostri figli, i fratelli che combattono, che stanno in mezzo a mille pericoli... Dolce Maria... Santa Maria... Prega per noi... Regina, Madre nostra, Prega! E più che le labbra, parleranno gli occhi ardenti, luccicanti di lagrime, che si fisseranno amorosi su la cara Effigie, mentre, fra le laudi e gli osanna, farà ritorno nel suo Santuario fra il canto di mille voci che intoneranno il Magnificat.
Dolce Maria, in quell'istante solenne mostrati a noi propizia. Guardaci tutti col tuo sguardo misericordioso, aiutaci, salvaci. Fa che a quanti saremo a te dintorno sia concessa la pace in terra, sia concesso un giorno di ritrovarci sotto il tuo manto celeste, in Cielo.
*La grande giornata dell’8 Maggio 1912
L’aspetto della Città
Un chiarore roseo verso i monti ad oriente annunzia che il sole è per sorgere, e con esso la nuova giornata. Una nebbia sottile fluttua in masse biancastre nella purezza del cielo, squarciandosi a tratti e perdendosi man mano in larghe frange verso il lontano [...]
orizzonte. E oggi l'8 Maggio, la grande giornata mariana in Valle di Pompei. La città è in festa. Le mura scompariscono sotto grandi cartelli multicolori con motti inneggianti a Maria. Grandi manifesti riproducono a grossi caratteri l'Inno alla Vergine di Pompei, che dovrà essere cantato dai Figli dei Carcerati e dai fanciulli salesiani di Castellammare. Le vie, le piazze sono adorne di pennoni, festoni, bandiere; dai balconi pendono arazzi e tappeti.
La folla aumenta sempre. Di mezz'ora in mezz'ora giungono treni della Ferrovia di Stato e della Circumvesuviana; vetture tramviarie da Salerno, automobili, omnibus, carrozze, veicoli di ogni forma; e sempre nuova folla si riversa dovunque. Entrare in Chiesa è impossibile, nè si può nemmeno arrivarvi, tanto è fitta la calca innanzi al Tempio.
I nuovi arrivati si dispongono lungo i marciapiedi delle vie e delle piazze, per le quali dovrà passare la Processione, invadono le vie e le piazze stesse, poi tutto il pianetto dell'Ospizio, dove dovrà recitarsi la Supplica.
Le finestre, i balconi, le terrazze, i tetti, sono brulicanti di gente varia per età, sesso, e per vesti multiformi e pittoresche. Alcuni giovani si aggrappano sugli alberi e siedono sui rami.
E nuova gente e nuova folla giunge ancora. Come potrà sfilare la Processione? A chi guarda le strade e le piazze, invase completamente in tutti i punti, l'uscita della Processione apparisce se non impossibile, almeno difficile. Sullo sfondo delle vie si vedono i pennacchi rossi e bianchi dei carabinieri a cavallo; altri carabinieri e guardie sono sparsi nei punti principali. Ma più che sulla forza pubblica bisogna oggi contare sulla devozione dei fedeli verso la Vergine. La Madonna penserà ad aprirsi da sè un varco tra la folla che sembra non possa dividersi. È la Madre che viene tra i figli suoi. E i figli sapranno degnamente accoglierla e onorarla.Alle ore 10 vi sono a Valle di Pompei sessantamila persone!
*Celebrazione delle Messe il mattino dell'8 Maggio
La terza nella temporanea Cappella del gran Pianetto militare dell'Ospizio Educativo
I - Nel Santuario
All'Altare Maggiore. - Dalla mezzanotte alle ore 9 antim. all'Altare della Vergine di Pompei, ch'è il maggiore della Basilica, le sante Messe saranno celebrate senza interruzione. Dalle ore 9 ant. fino alle ore 10,30 presteranno servizio di onore all'Altare maggiore i ventiquattro Cavalieri della Madonna. All'Altare di S. Caterina da Siena. - Messa ogni ora. – Nella Cappella di S. Caterina da Siena sarà anche riposto il Santissimo Sacramento per tutti quelli che in qualunque ora vogliono farsi la Santa Comunione; epperò vi sarà un Sacerdote per amministrare in qualunque ora il Sacramento dell'Eucaristia e per ascoltare le Confessioni.
II - Nella Cappella eretta nell'Atrio dell'Orfanotrofio femminile a fianco del Santuario
Ore 9 antim. - Messa bassa per comodo delle Società operaie, Confraternite, ecc. che prenderanno parte alla Processione. Ore 2 pom. - Ultima Messa.
III - Nella Chiesa interna dell'Ospizio Educativo pei Figli dei Carcerati
Nell'Oratorio interno dell'Ospizio Educativo dei Figli dei Carcerati saranno celebrate il mattino dell'8 Maggio parecchie Messe, a cominciare dalle 7 ant. fino alle 2 pom., per comodo dei pellegrini che scendendo dalla Ferrovia di Stato non potranno forse penetrare nel Santuario per confessarsi e comunicarsi. Epperò in quest'Oratorio dei Figli dei Carcerati vi saranno due confessori fissi per ascoltare le confessioni, e tre sacerdoti per somministrare la santa Comunione a qualunque ora, conservandosi in questa Cappella il Santissimo Sacramento.
IV - Nella temporanea Cappella eretta nel nuovo gran pianetto militare dell'Ospizio Educativo pei Figli dei Carcerati
Ore 10 antim. - Prima Messa. Ore 2 pom. - Ultima Messa.
L'ultima Messa nel giorno 8 Maggio
Dal presente orario risulta che dopo la processione, cioè circa le ore 2 pom. saranno celebrate contemporaneamente tre sante Messe, cioè:
La prima nell'Atrio dell'Orfanotrofio femminile onde è mossa la processione delle Società Operaie e delle Confraternite.
La seconda nella Cappella dell'Ospizio dei Figli dei Carcerati per i Figli dei Carcerati.

"Ottobre 1912" L'Ora del Mondo

Le prossime feste di ottobre nel Santuario di Pompei
L’anno presente 1912 resterà memorabile nella storia della Pompei Cristiana con questo titolo: primo giubileo dell’Incoronazione della Madonna di Pompei. Le solenni feste di Maggio, feste senza riscontro nella stessa storia meravigliosa della Valle di Maria, feste a cui presero parte più che centomila pellegrini venuti da ogni parte della terra, sembrarono la voce di Dio e dell’umanità che sotto la purezza del cielo italico, a poca distanza dalla Roma dei Pontefici, e di fronte ai
delubri infranti dell’antica civiltà pagana, ancora una volta salutava Maria qual Regina universale, Regina di grazie e di misericordie. Le grandi voci però hanno degli echi maestosi e sonori; e però le Feste del Maggio - voci di Dio e dell’umanità - avranno un’eco grandioso nelle straordinarie Feste del prossimo ottobre sacro ai trionfi della Regina delle Vittorie, il mese in cui a mille a mille si schiudono, profumate d’amore, le rose della Corona di Maria, il mese in cui la Madonna allarga il manto delle sue misericordie e ne fa discendere sull’umanità languente più copiose le sue grazie e i suoi prodigi; l’ottobre dovrà essere quest’anno l’eco del Maggio e dovrà così chiudere con rinnovato fervore l’omaggio che il mondo intero ha reso alla Vergine di Pompei nel primo giubileo dal dì in cui in questa Valle con magnifica pompa Ella fu incoronata Regina.
O fratelli che amate la Madonna di Pompei, o voi che aspettate per la chiusa di quest’anno giubilare grazie e misericordie, o voi che avete l’animo ancora vibrante d’entusiasmo per aver assistito all’indimenticabile Processione, e voi che con rimpianto pensate di non essere stati presenti a quella solenne apoteosi, venite tutti a Valle di Pompei nel prossimo ottobre: la Madonna vi aspetta, Ella vi aspetta per colmarvi dei suoi favori celesti, Ella vi aspetta per darvi, prima che finisce l’anno dei suoi più meravigliosi trionfi, la dolce e potente benedizione di madre.
Pellegrino, non temere di lasciare la quiete della tua famiglia o la folla dei tuoi affari, non temere di affrontare un lungo e forse disagevole viaggio. Tutto è poco quello che si fa per la Madonna, e tutto è compensato da lei con grazie che le labbra non ardiscono neppure di chiedere e che il cuore non ardisce neppure di sperare. Come negli anni precedenti, l'ottobre sarà un intreccio di feste religiose e di feste civili, rispondenti all'indole dell'Opera Pompeiana, che molte volte abbiamo definita Opera cristiano-sociale.
Il ciclo delle Feste comincerà nella notte tra il 5 e il 6 Ottobre con la Sacra Veglia, in cui noi, emuli degli antichi Cristiani, romperemo i silenzi notturni con inni e lodi alla Madonna, quasi tardandoci che incominci la giornata commemorativa dei suoi trionfi, la misericordiosa giornata delle sue grazie. Ancora una volta i figli veglieranno intorno alla Madre offrendole rose ed armonie, congiungendo il canto dell'innocenza a quello del pentimento, la preghiera che implora a quella che ringrazia. E si chiuderà poi questo ciclo di Feste con la Processione solenne del Santissimo Sacramento nella Domenica 27 ottobre.
Come nel principio di maggio abbiamo portato in Processione la Madonna, così nella fine dell'ottobre porteremo in trionfale Processione Gesù Cristo vivente nel Sacramento dell'Altare. È legge che dalla Vergine si vada a Gesù, e però ogni omaggio alla Madonna deve chiudersi con un omaggio a Gesù Redentore. Aspettiamo che per quel giorno migliaia di pellegrini, venuti da ogni parte, formano il corteo di gloria di Gesù, un corteo in cui dall'immensa folla si canti e si preghi con parole il cui ritmo sia quello della fede e dell'amore. Così rendendo gloria a Gesù Cristo, che per primo ha incoronata in Paradiso la Madre sua Maria, si chiuderà solennemente, nella Valle dei novissimi trionfi mariani, il primo Giubileo dell'Incoronazione della prodigiosa Vergine di Pompei.
Domenica - 6 ottobre - Solennità del Santissimo Rosario

Ore 9,30 ant. Recita del Rosario in comune. Ore 10. Messa bassa con accompagnamento del grande Organo e canto delle Orfanelle; Comunione generale. A mezzodì, recita in comune della preghiera del mondo: La Supplica alla potente Regina del Rosario di Pompei; la quale prece comune si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Madonna di Pompei.
Da oggi nel Santuario Recitazione delle Tre Novene di ringraziamento alla SS. Vergine di Pompei per le grazie largite a tutto il mondo dal di 8 Maggio fino a tutt'oggi. Indulgenze della Solennità del SS. Rosario. Tutte le Indulgenze delle prime Domeniche di ogni mese. - Ai Confratelli del Rosario, se pentiti si confessano e si comunicano, Indulgenza Plenaria. Nel Santuario di Pompei si guadagna inoltre il Perdono del Rosario, cioè l'Indulgenza Plenaria Toties Quoties.

"Maggio 1913" L'Ora del Mondo

Orario dell'8 Maggio
Al mattino
Ore 9,30 ant. - Recitazione del Rosario in comune.
Ore 10 ant. - Messa bassa col canto delle Orfanelle; Comunione generale con colloquio; Inno a S. Michele Arcangelo, protettore e difensore del Santuario di Pompei, Coro di cento Orfanelle.
Ore 11,30 ant. - Esposizione del Divinissimo.
A mezzodì
Recita in comune della preghiera del mondo: LA SUPPLICA ALLA POTENTE REGINA DI POMPEI; la quale prece comune si ripete in tutta la terra, ovunque è venerata la prodigiosa Effigie.
Ore 2 pom. - Ultima Messa nel Santuario.
A sera

Ore 7 pom. – Recitazione del Rosario. - S'incominciano le tre Novene di Ringraziamento alla SS. Vergine del Rosario di Pompei per tutte le grazie concesse nel mondo non solo in questa notte e in questo giorno 8 Maggio, ma ancora per tutte le grazie concesse dalla solennità di ottobre passato insino a questo giorno faustissimo. ù
Canto delle Litanie, e Benedizione.


"Ottobre 1913" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1914" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1914" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1915" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1915" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1916" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1916" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1917" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1917" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1918" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1918" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1919" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1919" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1920" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1920" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1921" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1921" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1922" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1922" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1923" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1923" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Maggio 1924" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


"Ottobre 1924" L'Ora del Mondo
"Quel giorno a Pompei"


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