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Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei

Canonizzazione di Bartolo Longo

San Bartolo Longo

*Canonizzazione di Bartolo Longo

È una giornata storica. L’annuncio tanto atteso in tutto il mondo dai devoti della Madonna di Pompei è arrivato: Bartolo Longo sarà canonizzato.

La notizia è stata ufficializzata, poco dopo mezzogiorno di oggi, nel consueto bollettino della Sala Stampa vaticana: «Papa Francesco – si legge tra l’altro nella nota – ha approvato i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi per la canonizzazione del Beato Bartolo Longo».
A lungo le campane del Santuario hanno suonato a festa mentre l’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, si è subito recato in Basilica per pregare dinanzi alla venerata Immagine della Madonna del Rosario e poi nella Cappella “Beato Bartolo Longo”, dove ha guidato la recita del “Te Deum” in un accorato rendimento di grazie dinanzi alle spoglie mortali del Fondatore.
Insieme al Prelato, si sono raccolti in preghiera i sacerdoti della Città mariana, i diaconi, le Suore domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei”, i Fratelli delle Scuole cristiane, i religiosi di altre congregazioni e ai numerosi pellegrini che, come ogni mattina, gremivano il Santuario.
Ed è festa, in modo speciale, nei Centri “Beata Vergine” e “Bartolo Longo”, nelle case famiglia del Centro “Giovanni Paolo II”, alla Mensa dei poveri “Papa Francesco” e in tutti i luoghi della carità pompeiana. Bartolo Longo è per tutti un padre.

*Comunicato dalla Sala Stampa Vaticana  

La notizia attesa dai fedeli di tutto il mondo. Il Beato Bartolo Longo sarà santo Lo annuncia la Sala Stampa vaticana che, nel bollettino di oggi, comunica che Papa Francesco ha approvato i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi per la canonizzazione del Fondatore del Santuario, delle Opere di carità e della stessa nuova Città di Pompei.
«Facciamo festa perché la canonizzazione del Beato Bartolo Longo è, ancora una volta, una dichiarazione d’amore che Dio fa all’umanità», ha detto l’Arcivescovo Prelato, Monsignor Tommaso Caputo, che appresa la notizia si è recato in Basilica per pregare dinanzi al Quadro della Madonna del Rosario e poi nella Cappella “Beato Bartolo Longo”, dove insieme ai sacerdoti e all’intera comunità, alla presenza anche delle autorità cittadine è stato cantato l’inno del “Te Deum” in un accorato rendimento di grazie dinanzi alle spoglie mortali del Fondatore.

*Le prime parole dell'Arcivescovo Tommaso Caputo  

Nella sua prima dichiarazione il Prelato esprime la gioia della famiglia del Santuario, la stessa gioia dei fedeli di tutto il mondo, devoti della Vergine di Pompei. Ma c’è anche tanta riconoscenza per Papa Francesco: nella Città mariana è continua la preghiera per il Santo Padre, soprattutto nella celebrazione dell’Eucarestia e nella recita del Rosario. «Ogni parola – dice Monsignor Caputo – sembra incapace di spiegare tutta la nostra commozione e la gratitudine per il Papa che, pur in un momento di sofferenza e dalla “cattedra” speciale dell’Ospedale Gemelli, ha voluto concedere a tutti i devoti della Madonna di Pompei, ovunque nel mondo, questa grande gioia. A Pompei amiamo il Papa in modo speciale e profondo e preghiamo per lui, certi che la Madonna del Rosario e Bartolo Longo, dal Cielo, ascoltino la nostra invocazione e il Santo Padre torni alla quotidianità del ministero petrino».
«Bartolo Longo – ricorda – fu beatificato il 26 ottobre 1980 e, già negli anni successivi, una moltitudine di persone ha espresso un’esigenza del cuore: vedere il Fondatore canonizzato.
In tanti hanno pregato intensamente secondo questa intenzione, in tanti si sono rivolti al Beato chiedendo la sua intercessione nei frangenti più difficili della loro vita. Il Santo Padre ha dato ascolto al popolo di Dio, che oggi fa festa». «La gioia – prosegue – non è tanto per Bartolo Longo. Egli è già in Cielo e contempla la visione beatifica del Padre. Cosa potrebbe desiderare di più? La gioia è per noi che abbiamo un nuovo Santo, una figura alla quale guardare e da imitare per raggiungere, un giorno, anche noi, il Paradiso. In ogni canonizzazione infatti si può distinguere il disegno di Dio.
Quanti sono i santi nascosti, quelli della porta accanto. Non arriveranno all’onore degli altari, ma sono santi agli occhi del Padre. La canonizzazione, il riconoscimento pubblico della santità di un uomo o di una donna, è invece strumentale alla volontà di Dio che, attraverso quei testimoni, ci dona un aiuto per darci la salvezza e la vita in pienezza, una gioia che niente e nessuno potrà più toglierci. Facciamo festa perché anche la canonizzazione del Beato Bartolo Longo è, ancora una volta, una dichiarazione d’amore che Dio fa all’umanità».
Per quanto Longo abbia terminato la sua esistenza terrena nel 1926, Longo è un santo modernissimo. A portare alla canonizzazione del Beato – spiega ancora Monsignor Caputo – la sua modernità: «Longo fu anticipatore dei tempi, modello di quella “Chiesa in uscita”, centrale nel magistero di Papa Francesco.
Quando si leggono i suoi testi si resta esterrefatti dalla modernità lessicale, ma ancora di più contenutistica. Egli ha una visione profetica, conosce bene l’umanità ed è consapevole delle prospettive. Opera, scrive, parla tra fine Ottocento e le prime tre decadi del Novecento, ma sembra un santo di oggi».

*Papa Leone XIV lo Canonizzerà nel mese del Rosario

Carissimi,
il 25 febbraio scorso la Sala Stampa vaticana ha annunciato che Papa Francesco, dalla sua camera all’Ospedale Gemelli, aveva approvato i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi per la canonizzazione del Beato Bartolo Longo. Alla gioia di quel grande annuncio, atteso sin dal 26 ottobre 1980, si aggiungeva una domanda trepidante: in quale giorno sarebbe stata celebrata la canonizzazione?
Ebbene, alle 9 di questa mattina (13 giugno ndr), nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Leone XIV ha presieduto la celebrazione dell’Ora Terza e il Concistoro Ordinario Pubblico per la canonizzazione di otto Beati, tra gli altri il nostro Bartolo Longo.
Il Bollettino quotidiano della Sala Stampa ha appena comunicato che il Papa ha decretato che il Beato Pier Giorgio Frassati, insieme al Beato Carlo Acutis, siano iscritti all’Albo dei Santi domenica 7 settembre 2025, mentre i Beati Ignazio Choukrallah Maloyan, Peter To Rot, Vincenza Maria Poloni, Maria del Monte Carmelo Rendiles Martínez, Maria Troncatti, José Gregorio Hernández Cisneros e Bartolo Longo siano iscritti all’Albo dei Santi domenica 19 ottobre 2025. Ecco la data attesa che, sin d’ora, in questo luogo simbolo, dove sono accolte le spoglie di Bartolo Longo, che tra qualche mese potremo invocare come San Bartolo, è inscritta nella storia provvidenziale e mirabile del Santuario di Pompei. Gratias agamus Domino Deo nostro.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio, il cui amore ha cambiato il cuore di un uomo che, da peccatore, è diventato santo.
Rendiamo grazie alla Madonna del Rosario, nostra Madre, che ogni giorno ha suggerito all’orecchio di Bartolo Longo le stesse parole rivolte ai servi di Cana: fai quello che Egli ti dirà!
Nella preghiera esprimiamo la nostra riconoscenza a Papa Francesco che, dal Cielo, oggi, fa festa con noi e ci benedice.
Nella preghiera sosteniamo il cammino di Papa Leone XIV, che, in un disegno provvidenziale, celebrerà la canonizzazione di Bartolo Longo.
Con la scelta del suo nome pontificale, il Santo Padre ha voluto richiamare Papa Leone XIII, il Papa che accompagnò i primi decenni della storia pompeiana guidando, fino alla sua morte, avvenuta nel 1903 (e il suo stemma è impresso sulla Facciata del Santuario), i passi del Fondatore e della Fondatrice, la Contessa Marianna Farnararo De Fusco. È un cerchio che si chiude, un segno nel quale sono evidenti la mano del Padre e l’azione dello Spirito, a cui basta un soffio lieve per suscitare meraviglia.
Bartolo Longo sarà canonizzato nel mese del Rosario e non potrebbe essere altrimenti. Tutto è grazia, tutto è grazia qui a Pompei, ma senza il Rosario la Valle “sconsolata”, come la chiamava Bartolo Longo, sarebbe rimasta tale, né il Santuario sarebbe stato costruito né le Opere di Carità avrebbero aperto le porte all’amore vissuto di centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze.
Nessuna casa può reggere senza le fondamenta così Pompei non può reggere senza la preghiera del Santo Rosario.
Da oggi iniziamo, dunque, il cammino di avvicinamento e di preparazione alla canonizzazione di Bartolo Longo. Saranno mesi impegnativi, anche sotto l’aspetto organizzativo, ma il primo nostro impegno sarà la preghiera. È pregando che ci si avvicina a quello storico giorno. Ricordiamoci sempre che la canonizzazione è un dono che Dio non fa a Bartolo Longo, il quale non potrebbe desiderare nulla di più. È in Paradiso e già gode della visione beatifica del Padre.
È piuttosto un dono che Dio fa alla Chiesa universale: i fedeli di tutto il mondo hanno un altro santo a cui guardare, un altro santo da imitare. Bartolo Longo, commentando il quinto mistero della gloria, l’Incoronazione di Maria Regina del Cielo e della Terra, scrisse queste parole: “Signora, convertimi da peccatore in santo: fa questo miracolo che ti darà più onore che se illuminassi mille ciechi e risuscitassi mille morti.
Tu sei potente presso Dio: basta dire che sei sua Madre, piena della sua grazia. Che cosa ti potrà negare?”. È la stessa preghiera che, oggi, rivolgiamo a Maria: convertici da peccatori in santi come hai fatto con Bartolo Longo, come hai fatto – permettetemi di dirlo con qualche mese d’anticipo – con il nostro San Bartolo!
Tommaso Caputo
 Arcivescovo di Pompei
e Delegato Pontificio

*Santo il 19 ottobre 2025

Bartolo Longo santo!
Domenica 19 ottobre 2025, in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha canonizzato il Beato Bartolo Longo, Fondatore del Santuario, delle Opere di carità, della stessa nuova Città di Pompei e della Congregazione delle “Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei”. Insieme a lui sono stati proclamati santi il Vescovo martire armeno Ignazio Maloyan; il primo santo della Papua Nuova Guinea, il martire Pietro To Rot; la religiosa veronese Vincenza Maria Poloni; la religiosa venezuelana Carmen Rendiles Martínez; la religiosa lombarda Maria Troncatti, missionaria tra gli indios dell'Ecuador; il medico dei poveri, José Gregorio Hernández Cisneros, venezuelano, la cui vita ricorda tantissimo quella di San Giuseppe Moscati, il quale - com'è noto - strinse una profonda amicizia con Bartolo Longo.
Oltre mille i pellegrini che si sono recati a Roma grazie a un treno speciale organizzato dal Santuario. Tra loro hanno viaggiato anche fedeli polacchi, alcune suore vietnamite e fedeli del Nord Italia. Al viaggio di fede hanno partecipato sacerdoti, suore e religiosi della diocesi mariana e tutti gli ospiti delle case famiglia e delle opere di carità fondate dal nuovo Santo.
Anche i giovani strumentisti del Complesso Bandistico “Bartolo Longo-Città di Pompei” hanno raggiunto Piazza San Pietro per partecipare alla celebrazione presieduta da Papa Leone XIV, suonando prima dell’inizio e al termine del rito alcune melodie in onore di Bartolo Longo. Ad accompagnarli sono stati i loro maestri, gli educatori, i Fratelli delle Scuole Cristiane e i volontari dell’Associazione “La Salle” che da sempre offrono il loro prezioso aiuto al Centro Educativo “Bartolo Longo”.
E mentre i pellegrini affollavano Roma, a Pompei migliaia di fedeli hanno seguito il rito attraverso maxischermi installati in Basilica. Nella sua omelia, Papa Leone XIV si è soffermato sul passo del Vangelo secondo Luca proclamato oggi. Gesù pone una domanda: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». «Le domande di Gesù - ha commentato il Santo Padre - sono un vigoroso invito alla speranza e all’azione: quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede nella provvidenza di Dio?
È questa fede, infatti, che sostiene il nostro impegno per la giustizia, proprio perché crediamo che Dio salva il mondo per amore, liberandoci dal fatalismo.
Chiediamoci dunque: quando sentiamo l’appello di chi è in difficoltà, siamo testimoni dell’amore del Padre, come Cristo lo è stato verso tutti? Egli è l’umile che chiama i prepotenti a conversione, il giusto che ci rende giusti, come attestano i nuovi Santi di oggi: non eroi, o paladini di qualche ideale, ma uomini e donne autentici». «Questi fedeli amici di Cristo – ha proseguito il Pontefice – sono martiri per la loro fede, come il Vescovo Ignazio Choukrallah Maloyan e il catechista Pietro To Rot; sono evangelizzatori e missionarie, come suor Maria Troncatti; sono carismatiche fondatrici, come suor Vincenza Maria Poloni e suor Carmen Rendiles Martínez; col loro cuore ardente di devozione, sono benefattori dell’umanità, come Bartolo Longo e José Gregorio Hernández Cisneros. La loro intercessione ci assista nelle prove e il loro esempio ci ispiri nella comune vocazione alla santità.
Mentre siamo pellegrini verso questa meta, preghiamo senza stancarci, saldi in quello che abbiamo imparato e crediamo fermamente (cfr 2Tm 3,14). La fede sulla terra sostiene così la speranza del cielo». Al termine della Messa solenne l’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, che ha concelebrato in Piazza San Pietro, ha espresso la gioia di tutta la famiglia del Santuario e dei devoti della Madonna del Rosario: «Bartolo Longo è santo! Ci sono giorni e occasioni nei quali davvero le parole non bastano, né, d’altra parte, esistono vocaboli adatti a esprimere tutta l’incontenibile felicità che ricolma il cuore di ognuno di noi.
Egli, dal Paradiso, ci guarda e ci benedice. Siamo suoi figli e vuole che tutti noi, un giorno, possiamo fare festa con lui al cospetto della visione beatifica del Padre e tra le braccia amorevoli della Madonna. Nell’omelia, Papa Leone XIV ci ha parlato di Bartolo Longo e degli altri sei nuovi santi come uomini e donne di preghiera e di fede. Imitiamoli! Non dimentichiamo mai di pregare. Senza la preghiera Bartolo Longo non avrebbe mai potuto costruire il Santuario, aprire le Opere di carità, fondare una nuova Città dov'era solo una Valle sconsolata.
All'Angelus, Leone XIV ha parlato della giornata di oggi come di una "festa della santità". Migliaia di pellegrini sono partiti da Pompei e da altre località per gioire con San Bartolo, che dal Cielo ci guarda e ci benedice. Ci vuole tutti santi!». Infine, nella tarda serata di un giorno che resterà nella storia, i pellegrini provenienti da Roma hanno fatto rientro nella città mariana e si sono recati in Santuario dove l’Arcivescovo Caputo ha guidato la recita del “Te Deum”, preghiera di ringraziamento per il dono della santità del Fondatore del Santuario. L’evento ha rappresentato un’intensa occasione di comunione ecclesiale e di gratitudine al Signore per la figura e l’opera di San Bartolo Longo, testimone di fede e apostolo del Rosario e della carità.
Dopo il momento di preghiera, si è tenuto il rito di chiusura del Quadro della Madonna di Pompei e lo spettacolo di fuochi pirotecnici in onore del nuovo Santo.

*Uno storico mese di ottobre - 2025  

Inizia il mese di ottobre nell’attesa della canonizzazione di Bartolo Longo
Pompei si prepara a vivere con profonda intensità spirituale l’ottobre mariano, tradizionalmente dedicato alla preghiera del Rosario e che, quest’anno, sarà illuminato da un evento straordinario: la canonizzazione del Fondatore Bartolo Longo. La città, cuore pulsante della devozione mariana, accoglierà migliaia di fedeli che giungeranno da ogni parte d’Italia per unirsi alle celebrazioni che scandiranno questo mese di fede e di grazia. Come tradizione, a partire dal 1° ottobre, avrà inizio il “Buongiorno a Maria”.
L’appuntamento con la preghiera, con cui i fedeli affidano alla Madonna il nuovo giorno che inizia, è dal lunedì al sabato alle 6.30, in Basilica. Il “Buongiorno a Maria” e la santa Messa delle 8.30, sono trasmesse in diretta da Tv2000, l’emittente della Conferenza Episcopale Italiana visibile sul Canale 28 del digitale terrestre, 157 di Sky e 18 di tivùsat.
Il 3 ottobre, alle 18, ci sarà la Discesa del Quadro e la recita del Rosario, seguita dalla santa Messa delle 19. Il giorno successivo, il 4, vigilia della Supplica, alle 20 inizierà veglia mariana. Alle 24 l’Arcivescovo Tommaso Caputo presiederà la santa Messa, poi, la veglia proseguirà fino alle 5 del mattino. Domenica 5, Festa del Beato Bartolo Longo, ci sarà la Supplica. Il rito solenne, che avrà inizio alle 10.30 con la santa Messa, si svolgerà nella Piazza dedicata al Beato. A presiedere la celebrazione eucaristica e la Supplica sarà Monsignor Vincenzo Pisanello, Vescovo di Oria, la diocesi che ha dato i natali al Beato Bartolo Longo. L’intero rito sarà trasmesso in diretta tv, a partire dalle 10.30, da Canale 21 (Canale 10 del digitale terrestre, 19 nel Lazio, in streaming sul canale youTube o su canale21.it). La giornata terminerà, alle 21, con l’offerta dell’incenso alle reliquie del Beato e lo spettacolo pirotecnico, in Piazza Bartolo Longo, offerto dagli “Amici di Bartolo Longo”. Monsignor Giuseppe Pisanello è nato a Galatina il 3 maggio 1959. Ha ottenuto ha maturità scientifica al liceo di Galatina. Alunno del Pontificio Seminario Romano Maggiore (1978), ha frequentato l’Università Gregoriana e all’università Lateranense ha conseguito il Dottorato in Utroque iure. È stato ordinato sacerdote il 23 giugno 1984. Negli anni del suo ministero presbiterale ha svolto numerosi incarichi. È stato eletto alla sede vescovile di Oria il 23 gennaio 2010 ed ordinato vescovo l’8 aprile 2010, nella Cattedrale di Otranto.
Ha fatto il suo ingresso ufficiale nella Diocesi di Oria il 24 aprile 2010. In attesa del grande evento, durante il quale ognuno affiderà a Maria in maniera speciale la propria vita e quella dei propri cari, ci si preparerà partecipando alle tante celebrazioni, ai momenti di preghiera, di riflessione e di comunione che si susseguiranno in Basilica.
Anche nei giorni a seguire, altri importanti appuntamenti scandiranno l’ottobre mariano di Pompei. Martedì 7, Solennità della Beata Vergine del Rosario, gli studenti delle scuole primarie e secondarie della città, al mattino parteciperanno alla santa Messa e offriranno un omaggio floreale al Monumento del Beato Bartolo Longo posto nella omonima Piazza cittadina.
La giornata si concluderà con la santa Messa alle 19, in Basilica. Da venerdì 10 a sabato 18, inizierà il Novenario in preparazione alla Canonizzazione di Bartolo Longo: alle 18 si reciterà il Santo Rosario, “Il Rosario via di Santità e preghiera per la Pace”, mentre, alle 19, ci sarà la santa Messa e la Chiusura del Quadro. Sabato 11, ancora, alle 19.45 sarà recitato il Santo Rosario per la Pace in comunione con Papa Leone XIV. Il 19 ottobre, in Piazza San Pietro a Roma, si svolgerà la cerimonia di Canonizzazione di Bartolo Longo, celebrata da Papa Leone XIV. Per l’occasione, il Santuario ha organizzato un treno speciale per i fedeli che vorranno recarsi a Roma.
Il ritrovo è alla Stazione Trenitalia della città mariana alle 3. Per il rientro da Roma il ritrovo è, invece, alla stazione Roma San Pietro alle 17.30. La quota di partecipazione è di 30 € e comprende il viaggio e il kit del pellegrino (pranzo libero). Le iscrizioni sono aperte fino al 12 ottobre o fine esaurimento posti ed è possibile effettuarle sul sito del Santuario o recandosi di persona all’Ufficio Rettorato del Santuario.
Per i fedeli che resteranno a Pompei e per i pellegrini che raggiungeranno la città *mariana per partecipare, uniti nella preghiera, al momento in cui Bartolo Longo sarà proclamato Santo, saranno installati alcuni schermi tv all’interno della Basilica, dai quali, a partire dalle 10, sarà possibile seguire il rito celebrato in Piazza San Pietro dal Santo Padre Leone XIV. Intanto, all’Altare Maggiore, saranno celebrate sante Messe alle 6, alle 7 alle 8.30, alle 13, alle 16, alle 17, alle 19, alle 20 e alle 21. Non saranno, invece, celebrate messe all’interno della Cappella Bartolo Longo. La giornata si concluderà alle 22.15 con l’omaggio a San Bartolo e il rito della Chiusura del Quadro.

*Bartolo Longo la santità che si fa storia  

(Autore: Angelo Scelzo)
Alle 17 di venerdì 10 ottobre 2025, nella Sala “Marianna De Fusco” del Santuario di Pompei, è stato presentato il libro che Angelo Scelzo, da oltre quarant’anni direttore de “Il Rosario e la Nuova Pompei”, e che ha dedicato all’apostolo del Rosario che, domenica 19 ottobre, papa Leone XIV proclamerà santo.
Dopo il saluto introduttivo dell’arcivescovo Tommaso Caputo, sono intervenuti: Roberto Napoletano, direttore de “Il Mattino”, Fabio Zavattaro, già vaticanista del Tg1, don Francesco Asti, preside della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale, Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, e Alfonso Pirozzi, redattore dell’Ansa. L’incontro è stato moderato da Matteo Bruni, direttore della sala stampa della Santa Sede.

*Il Cardinale Parolin - Legato Pontificio per le celebrazioni del 13.11.2025  

È un anno straordinario per il Santuario di Pompei che, mentre attende con trepidazione domenica 19 ottobre quando sarà canonizzato il Fondatore, il Beato Bartolo Longo, si prepara a celebrare anche i 150 anni dall’arrivo del Quadro della Madonna del Rosario nell’allora Valle “sconsolata”, avvenimento storico del 13 novembre 1875.
Con riferimento all’importante ricorrenza, che ha segnato l’inizio della storia della Nuova Pompei, il Bollettino della Sala Stampa vaticana ha annunciato che il Santo Padre Leone XIV ha nominato il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, legato pontificio per la celebrazione che il Porporato presiederà in Santuario giovedì 13 novembre. L’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, alla presenza del sindaco della Città mariana, Carmine Lo Sapio, ha dato l’annuncio al clero, ai religiosi, ai diaconi e ai fedeli laici in un breve momento di preghiera presieduto all’Altare Maggiore, proprio dinanzi al Quadro della Madonna. «Il 13 novembre 1875 - ha detto - è una data fondamentale della nostra storia e, per questo, ogni anno, il Quadro della Vergine scende dal suo Trono per essere esposto alla venerazione dei fedeli, che possono ammirarne da vicino la bellezza.
Quel giorno tutto ha avuto inizio. Sono passati centocinquant’anni da allora, e celebrare nella centralità dell’Eucarestia e nella preghiera quest’importante anniversario è il nostro modo di dire grazie a Dio e all’“onnipotente per grazia”, la Vergine Maria. Il Papa ha nominato come Legato Pontificio il suo primo e più stretto collaboratore, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, che già nel 2014 celebrò la Supplica dell’8 maggio, visitando le Opere di carità e inaugurando la Mensa dei poveri “Papa Francesco”».

*Comunicato Stampa sul Legato Pontificio  

150° dall’arrivo a Valle di Pompei del Quadro della Madonna del Rosario Papa Leone nomina il Cardinale Pietro Parolin legato pontificio per la celebrazione del 13 novembre È un anno straordinario per il Santuario di Pompei che, mentre attende con trepidazione domenica 19 ottobre quando sarà canonizzato il Fondatore, il Beato Bartolo Longo, si prepara a celebrare anche i 150 anni dall’arrivo del Quadro della Madonna del Rosario nell’allora Valle “sconsolata”, avvenimento storico del 13 novembre 1875.
Con riferimento all’importante ricorrenza, che ha segnato l’inizio della storia della Nuova Pompei, il Bollettino della Sala Stampa vaticana ha appena annunciato che il Santo Padre Leone XIV ha nominato il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, legato pontificio per la celebrazione che il Porporato presiederà in Santuario giovedì 13 novembre.
L’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, che, alla presenza del sindaco della Città mariana, Carmine Lo Sapio, ha dato l’annuncio al clero, ai religiosi, ai diaconi e ai fedeli laici in un breve momento di preghiera presieduto all’Altare Maggiore, proprio dinanzi al Quadro della Madonna, esposto sul suo Trono, ha espresso al Papa tutta la gratitudine della grande famiglia del Santuario: «È davvero un anno straordinario per il Santuario di Pompei che, mentre attende con trepidazione domenica 19 ottobre quando sarà canonizzato il Fondatore, il Beato Bartolo Longo, si prepara a celebrare i 150 anni dall’arrivo del Quadro della Madonna del Rosario nell’allora Valle “sconsolata”, avvenimento storico del 13 novembre 1875.
E il Bollettino della Sala Stampa vaticana ha appena annunciato che il Santo Padre Leone XIV ha nominato l’Em.mo Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, a Legato Pontificio, alle celebrazioni del prossimo 13 novembre 2025 presso il Santuario di Pompei, in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’arrivo a Valle di Pompei dell’Icona della Vergine del Rosario, evento che segnò la nascita del Santuario e della nuova Città. È un annuncio che ci riempie di gioia e che giunge oggi, 12 settembre, ricorrenza del Santissimo Nome di Maria.
Come Bartolo Longo scrive nella Supplica: al nome di Maria “si rallegrano i cieli e tremano gli abissi”. L’8 maggio scorso, Papa Leone XIV, appena eletto al soglio di Pietro, ha voluto ricordare ai fedeli di tutto il mondo che era «il giorno della Supplica della Madonna di Pompei», affidando la “nuova missione”, “tutta la Chiesa” e “la pace nel mondo” “a Maria, nostra Madre”.
l 13 novembre 1875 è una data fondamentale della nostra storia e, per questo, ogni anno, il Quadro della Vergine scende dal suo Trono per essere esposto alla venerazione dei fedeli, che possono ammirarne da vicino la bellezza. Quel giorno tutto ha avuto inizio. Sono passati centocinquant’anni da allora, e celebrare nella centralità dell’Eucarestia e nella preghiera quest’importante anniversario è il nostro modo di dire grazie a Dio e all’“onnipotente per grazia”, la Vergine Maria.
Il Papa ha nominato come Legato Pontificio il suo primo e più stretto collaboratore, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, che già nel 2014 celebrò la Supplica dell’8 maggio, visitando le Opere di carità e inaugurando la Mensa dei poveri “Papa Francesco”. È un segno della continua benevolenza e della grande premura che il Santo Padre ha per Pompei. Noi preghiamo ogni giorno per Papa Leone, in modo speciale nella recita del Santo Rosario. Nel meditare i misteri, ne affidiamo la vita e il ministero alla Madonna di Pompei.
È a lei, proprio dinanzi alla sua amata Immagine, che oggi, ancora una volta, ci rivolgiamo e, unendo la nostra alla voce del Santo Padre, invochiamo una grande grazia: la pace, la pace per il mondo intero!». Un legame specialissimo unisce il Santuario mariano alla Sede di Pietro sin dai tempi di Papa Leone XIII. Bartolo Longo scrisse la Supplica alla Regina del Santissimo Rosario (recitata per la prima volta il 14 ottobre 1883) proprio aderendo all’invito che, nella sua enciclica Supremi Apostolatus Officio (1° settembre 1883), aveva rivolto ai cattolici, esortandoli a reagire ai mali del mondo contemporaneo, e indicando nella preghiera del Rosario uno strumento sicuro per conseguire il bene spirituale della società e della Chiesa. Longo considerò le parole del Papa come una sorta di imprimatur per le iniziative avviate a Pompei, e il 23 settembre 1883 gli scrisse un telegramma per ringraziarlo dell’enciclica, che lo incoraggiava a proseguire alacremente nella costruzione del Santuario alla Vergine del Rosario e a diffonderne la devozione nel mondo.
Fu lo stesso Papa Leone XIII, nel 1887, a benedire i diademi per il Quadro della Madonna di Pompei e, nel 1901, ad elevare a Basilica Pontificia il Santuario – che nel 1894 era stato donato alla Santa Sede – definendolo «parrocchia del mondo», per il grande afflusso di pellegrini.
Da allora fino ai nostri giorni, a conferma del legame tra i Papi e il Santuario, ci sono diverse memorabili testimonianze: da San Pio X che nel 1906 accolse la donazione delle annesse Opere di carità a Benedetto XV che fu il primo Papa a recitare la Supplica, a mezzogiorno dell’8 maggio 1915, insieme ad alcuni dignitari pontifici, nella Cappella Paolina; da San Paolo VI, che il 23 aprile 1965 incoronò il Quadro della Madonna, nella Basilica di San Pietro, e il 9 agosto 1975 scrisse una Lettera per il Centenario dell’Arrivo della venerata Icona a Pompei, a San Giovanni Paolo II che ha visitato due volte il Santuario, il 21 ottobre 1979 e il 7 ottobre 2003, oltre a Beatificare Bartolo Longo, il 26 ottobre 1980, e a scrivere, l’8 dicembre 1999, una Lettera in occasione del 125° Anniversario dell’Arrivo del Quadro della Madonna del Rosario; da Benedetto XVI che è venuto pellegrino a Pompei il 19 ottobre 2008, a Papa Francesco che ha visitato il Santuario 21 marzo 2015 e il 24 febbraio scorso ha approvato i voti favorevoli per la Canonizzazione del Beato. Pompei, 12 settembre 2025.

*Traslate le Reliquie di San Bartolo Longo  

30 Marzo 2026
Venerdì 27 marzo, in una celebrazione presieduta dall'Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, le spoglie mortali di San Bartolo Longo sono state traslate dall'Altare di San Giuseppe, in Basilica, nella cappella a Lui dedicata, interessata da alcuni lavori di rifacimento. Sono stati i sacerdoti del clero pompeiano a portare in processione le spoglie mortali di San Bartolo, un rito condiviso da una grande folla. Erano presenti diaconi, religiosi e religiose, in modo speciale le "Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei" e i Fratelli delle Scuole Cristiane, Cavalieri e Dame dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro, cui San Bartolo apparteneva, le comunità parrocchiali della città di Pompei, pellegrini, numerosissimi laici di associazioni e movimenti.
A fare corona, presidio premuroso alle reliquie di colui che dai giovanissimi è ritenuto un autentico padre, i bambini e gli adolescenti accolti nelle Opere di carità del Santuario. "Perché San Bartolo riposerà qui, accanto all’altare dove si celebra l’Eucaristia, l’altare, segno di Cristo, che stiamo per benedire? - ha rimarcato, nella sua omelia, l'Arcivescovo - Perché ogni giorno San Bartolo continuerà a insegnarci che la Santa Messa non è solo una sosta di preghiera, ma il luogo in cui la Parola di Dio e il Pane di vita eterna risplendono in tutta la loro luminosità. Perché San Bartolo ci spronerà a vivere ogni giorno con fede rinnovata questo appuntamento divino della Santa Eucaristia, fonte e culmine della vita della Chiesa".
Nell'omelia, tenuta durante la Santa Messa in Cappella, parlando del valore della testimonianza, l'Arcivescovo Caputo ha spiegato: «È Gesù stesso che ci indica la strada: le opere che egli compie testimoniano la sua origine divina, sono segni eloquenti della sua identità. Dio parla attraverso le opere! “Anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre”. Le parole possono anche affascinare, ma non riescono a convincere, le opere invece sono un segno evidente di quel surplus di luce che l’uomo non può darsi da solo.
L’insistenza di Giovanni sul ruolo dei segni rappresenta una decisa provocazione: se vogliamo parlare al cuore dell’uomo, se desideriamo favorire l’incontro con il Mistero, se vogliamo dare la possibilità di intravedere la luce, è necessario compiere le “opere del Padre”». San Bartolo è, anche in questo, modello al quale guardare. «È quello che il nostro Fondatore ci ha insegnato! - ha proseguito l'Arcivescovo, che nel corso del rito ha anche benedetto la Mensa dell'Altare - Quanto è vera la sua testimonianza, quanto sono veri i suoi segni! Quanto provengono da Dio le sue opere! San Bartolo concepiva la carità non solo come un dovere per un buon cristiano, quanto come la naturale espansione della vita di fede. "Trionfo di Fede e di Carità: ecco Valle di Pompei. È la luce che prorompe dal Cuore di Dio, è il caldo di amore che infiamma il cuore dell’uomo. Carità senza Fede sarebbe la suprema delle menzogne. Fede senza Carità sarebbe la suprema delle incongruenze; Valle di Pompei le ha riunite in un magnifico equilibrio; due ali congiunte in un medesimo volo" (Bartolo Longo, in RNP, 1925, 9).
E noi, davanti alle sue spoglie mortali, siamo invitati a ripartire da questo annuncio. Anzi desideriamo prendere un impegno solenne durante questa celebrazione eucaristica, perché l’Eucaristia assuma la sua piena centralità nella nostra vita e nella nostra missione». Alle pareti della Cappella "San Bartolo Longo", riaperta dopo i lavori, sono state affisse le tavolette che descrivono le quattordici stazioni della via Crucis. Le opere furono donate a San Bartolo da San Ludovico da Casoria, che Longo guardò sempre come proprio modello di riferimento per la fede e per la carità.

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