Vai ai contenuti
Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei

Le Piccole Letture

Il Santuario > Pompei tra Cronaca e Storia > Libri del Santuario
Nuova Programmazione
Le Piccole Letture edite dai Figli dei Carcerati hanno avuto una accoglienza grandissima, e in sette anni da che ne fu cominciata la pubblicazione, cioè dal marzo 1894, questi librettini hanno portato gran bene, massime alla gioventù, sia nelle scuole, sia nella milizia, ed anche nelle Carceri, negli Ospedali, nelle Missioni Cattoliche straniere e nei Riformatori e nelle Case Paterne di correzione, dove sono richiesti senza numero.
Pertanto ci siamo proposti di dare a quest’Opera il massimo sviluppo e la massima estensione, concedendo al pubblico la maggiore economia e gravando noi di maggiore fatica e di spesa maggiore, guidati non solo dall’amore alla gioventù, ma ancora, oggi, dall’amore e dalla difesa della Religione.
Dappoiché, se lo scopo della pubblicazione di queste Piccole Letture era di porre un argine alla stampa oscena ed empia che induce l’animo al male, al disordine ed al delitto; oggi ci siamo determinati di raggiungere un altro intendimento di bene sociale.
Abbiam visto che alla innocenza e alla pietà son tese continue insidie, massime da certi libercoli protestanti, che sotto il velame di racconti morali, o Letture del Popolo contengono il veleno nascosto contro i Dogmi più santi della nostra Religione, segnatamente contro il Sacramento della Confessione e contro quello della SS. Eucaristia e, che è più crudele, contro la Vergine Santissima Immacolata! E però in questo Anno Santo del Mondo 1901, Anno giubilare del Santuario di Pompei, porgiamo un nuovo Programma. Tutte le Piccole Letture che, com’era segnato negli antichi Calendari e fin0 a oggi si è praticato, si spedivano per l’offerta di due soldi, da oggi innanzi si daranno per l’offerta di un soldo. Le letture che si davano per l’offerta di quattro soldi, oggi si daranno per soli due soldi.
Similmente quelle più voluminose, che si spedivano per quaranta o cinquanta centesimi, si spediranno per l’offerta ai Figli dei Carcerati di venti o venticinque centesimi. Così, per esempio, per un soldo si può avere una delle seguenti letture: Il Naufrago dell’Utopia. — Alle Falde del Vesuvio. — Nell’Albergo della Pace. — Nelle acque di Bastia. — Un dignitario della Massoneria. — Soldato e Cristiano. — Stella Maris.
Per due soldi: L'Assunzione del '91. — Natina. — A Francavilla Fontana. — A piè dell'Imalaja. Per tre soldi: La Notte di S. Giovanni. Per quattro soldi: La Supplica nel Santuario. Per cinque soldi: Al palazzo 3º Volpi sul Vomero. Sicché un benefattore, un filantropo, un amatore della pubblica morale, un maestro, un direttore di un Collegio, di una Scuola, di un Educatorio femminile, di un Riformatorio, che voglia beneficiare scolari, infermi, carcerati, soldati, ecc. con cinque lire che manda ai Figli dei Carcerati potrà avere cento libretti da regalare, con la certezza di fare due beni: uno ai Figli dei Carcerati in Valle di Pompei che stampano queste Letture; l'altro ai fanciulli delle scuole pubbliche o private, ai Carcerati, agli ammalati negli Ospedali, ai soldati nelle Caserme, ai Marinai sulle Navi.
I libretti sono fatti con buona carta, stampati con eleganza e nitidezza, e scritti con purità di forma e di pensieri. Non contengono nulla di fantastico o d'immaginario, ma tutta verità, perché non è il romanzetto o il fatto inventato che oggi si pubblica a scopo di lucro; ma sono letture di fatti veri, scritti in buona lingua italiana. Anche i ragazzi possono chiedere le Piccole Letture. Ogni scolaro, ogni fanciulla, anche un bambino delle scuole elementari mandando due soldi ai Figli dei Carcerati, ne avrà in ricambio due libretti.
(Autore: Avv. Bartolo Longo)
15 Lettura
Oggi che tutte le Nazioni civili sono riunite, per mezzo di loro Rappresentanti, là nel vasto Impero della Cina pel trionfo e progresso della civiltà in quei popoli barbari, refrattarii per tanti secoli alla civiltà Europea, è di grande attualità il racconto sincero, o meglio la monografia di una gentile donzella Milanese, che fu in quelle lande fulgido Apostolo e Martire di carità e di civiltà.
La capitale morale d'Italia, Milano, campo fecondo in tutti i tempi di eroi della Religione e della Patria è stata la culla e la maestra dell'Eroina che forma il soggetto di questo interessante racconto. Abbiamo bisogno di esempi di eroi che lasciano la patria, gli agi della famiglia per evangelizzare l'infedele Oriente, e spendere la vita tra quelle pagane regioni, solo per amore di allargare lo stuolo dei seguaci di Cristo e le conquiste della vera civiltà. E questa volta l'esempio che devono imitare non solo gli apostoli della fede, ma gli ufficiali e soldati partiti per la Cina, ci viene da una gentile vergine milanese; la quale, educata nella giovinezza tra le ricche domestiche mura, abbandona le sue ricchezze, l'affetto dei suoi genitori, abbandona l'Italia per morire pei fratelli che non conoscono Cristo, Martire di Carità nelle Indie. Ella cominciò a manifestare nel fiore degli anni l'ardore della fede e della carità di Gesù Cristo che infiammavale il petto.
Nell'anno 1848 al tempo delle celebri cinque giornate di Milano, che sparsero le vie della città di cadaveri e di feriti Lombardi e Tedeschi, ella trovavasi in patria. Giovanetta gentile, pudica, riservata, fu la prima ad accorrere negli ospedali per visitare ed assistere i feriti.
E forse questo atto di nobile carità negli ospedali fu l'occasione della sua vocazione straordinaria a spendere tutta la sua vita per la carità eroica dei prossimi, e consumarla con un atto di sublime sacrificio.
Questo libretto A piè dell'Imalaia farà gran bene ad Istituti religiosi e Collegi privati, ad operai e professionisti, ad ogni sorta di persone; e tutti avranno da ammirare, e troveranno nella Martire di carità a piè dell'Imalaia un esempio grandissimo da imitare nelle virtù cristiane e civili. Il libretto, stampato nitidamente, si dà per l'offerta di centesimi dieci a pro dei Figli dei Carcerati.
(Autore: Bartolo Longo)
17.ma Lettura
Questo librettino è destinato a fare un gran bene ai fanciulli, perché dimostra come un giovanetto possa con una sana educazione, colla forza della sua volontà, e coll'aiuto di Dio, vincere i suoi istinti cattivi e trasformarsi in giovane virtuoso e pio.
(Autore: Bartolo Longo)
Torna ai contenuti