Le Piccole Letture
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*Premessa: *Le Piccole Letture per le Scuole d'Italia *15: A piè dell'Imalaja *17 Il fiero monello di Orvieto *22: Le Lagrime di una madre, o un Sottotenente di Cavalleria *24: Il testamento di un condannato *26: In Trinitapoli *27: Cuore dei Figli dei Carcerati *28: Il Primo Giubileo dell'Immagine Pompeiana *Natina
Nuova Programmazione
Le Piccole Letture edite dai Figli dei Carcerati hanno avuto una accoglienza grandissima, e in sette anni da che ne fu cominciata la pubblicazione, cioè dal marzo 1894, questi librettini hanno portato gran bene, massime alla gioventù, sia nelle scuole, sia nella milizia, ed anche nelle Carceri, negli Ospedali, nelle Missioni Cattoliche straniere e nei Riformatori e nelle Case Paterne di correzione, dove sono richiesti senza numero.
Pertanto ci siamo proposti di dare a quest’Opera il massimo sviluppo e la massima estensione, concedendo al pubblico la maggiore economia e gravando noi di maggiore fatica e di spesa maggiore, guidati non solo dall’amore alla gioventù, ma ancora, oggi, dall’amore e dalla difesa della Religione.
Dappoiché, se lo scopo della pubblicazione di queste Piccole Letture era di porre un argine alla stampa oscena ed empia che induce l’animo al male, al disordine ed al delitto; oggi ci siamo determinati di raggiungere un altro intendimento di bene sociale.
Abbiam visto che alla innocenza e alla pietà son tese continue insidie, massime da certi libercoli protestanti, che sotto il velame di racconti morali, o Letture del Popolo contengono il veleno nascosto contro i Dogmi più santi della nostra Religione, segnatamente contro il Sacramento della Confessione e contro quello della SS. Eucaristia e, che è più crudele, contro la Vergine Santissima Immacolata! E però in questo Anno Santo del Mondo 1901, Anno giubilare del Santuario di Pompei, porgiamo un nuovo Programma. Tutte le Piccole Letture che, com’era segnato negli antichi Calendari e fin0 a oggi si è praticato, si spedivano per l’offerta di due soldi, da oggi innanzi si daranno per l’offerta di un soldo. Le letture che si davano per l’offerta di quattro soldi, oggi si daranno per soli due soldi.
Similmente quelle più voluminose, che si spedivano per quaranta o cinquanta centesimi, si spediranno per l’offerta ai Figli dei Carcerati di venti o venticinque centesimi. Così, per esempio, per un soldo si può avere una delle seguenti letture: Il Naufrago dell’Utopia. — Alle Falde del Vesuvio. — Nell’Albergo della Pace. — Nelle acque di Bastia. — Un dignitario della Massoneria. — Soldato e Cristiano. — Stella Maris.
Per due soldi: L'Assunzione del '91. — Natina. — A Francavilla Fontana. — A piè dell'Imalaja. Per tre soldi: La Notte di S. Giovanni. Per quattro soldi: La Supplica nel Santuario. Per cinque soldi: Al palazzo 3º Volpi sul Vomero. Sicché un benefattore, un filantropo, un amatore della pubblica morale, un maestro, un direttore di un Collegio, di una Scuola, di un Educatorio femminile, di un Riformatorio, che voglia beneficiare scolari, infermi, carcerati, soldati, ecc. con cinque lire che manda ai Figli dei Carcerati potrà avere cento libretti da regalare, con la certezza di fare due beni: uno ai Figli dei Carcerati in Valle di Pompei che stampano queste Letture; l'altro ai fanciulli delle scuole pubbliche o private, ai Carcerati, agli ammalati negli Ospedali, ai soldati nelle Caserme, ai Marinai sulle Navi.
I libretti sono fatti con buona carta, stampati con eleganza e nitidezza, e scritti con purità di forma e di pensieri. Non contengono nulla di fantastico o d'immaginario, ma tutta verità, perché non è il romanzetto o il fatto inventato che oggi si pubblica a scopo di lucro; ma sono letture di fatti veri, scritti in buona lingua italiana. Anche i ragazzi possono chiedere le Piccole Letture. Ogni scolaro, ogni fanciulla, anche un bambino delle scuole elementari mandando due soldi ai Figli dei Carcerati, ne avrà in ricambio due libretti.
(Autore: Avv. Bartolo Longo)
15 Lettura
Oggi che
tutte le Nazioni civili sono riunite, per mezzo di loro Rappresentanti, là nel
vasto Impero della Cina pel trionfo e progresso della civiltà in quei popoli
barbari, refrattarii per tanti secoli alla civiltà Europea, è di grande
attualità il racconto sincero, o meglio la monografia di una gentile donzella
Milanese, che fu in quelle lande fulgido Apostolo e Martire di carità e di
civiltà.
La capitale morale d'Italia, Milano, campo fecondo in tutti i tempi di
eroi della Religione e della Patria è stata la culla e la maestra dell'Eroina
che forma il soggetto di questo interessante racconto. Abbiamo bisogno di
esempi di eroi che lasciano la patria, gli agi della famiglia per evangelizzare
l'infedele Oriente, e spendere la vita tra quelle pagane regioni, solo per
amore di allargare lo stuolo dei seguaci di Cristo e le conquiste della vera
civiltà. E questa volta l'esempio che devono imitare non solo gli apostoli
della fede, ma gli ufficiali e soldati partiti per la Cina, ci viene da una
gentile vergine milanese; la quale, educata nella giovinezza tra le ricche
domestiche mura, abbandona le sue ricchezze, l'affetto dei suoi genitori,
abbandona l'Italia per morire pei fratelli che non conoscono Cristo, Martire di
Carità nelle Indie. Ella cominciò a manifestare nel fiore degli anni l'ardore
della fede e della carità di Gesù Cristo che infiammavale il petto.
Nell'anno
1848 al tempo delle celebri cinque giornate di Milano, che sparsero le vie
della città di cadaveri e di feriti Lombardi e Tedeschi, ella trovavasi in
patria. Giovanetta gentile, pudica, riservata, fu la prima ad accorrere negli
ospedali per visitare ed assistere i feriti.
E forse questo atto di nobile
carità negli ospedali fu l'occasione della sua vocazione straordinaria a
spendere tutta la sua vita per la carità eroica dei prossimi, e consumarla con
un atto di sublime sacrificio.
Questo libretto A piè dell'Imalaia farà gran
bene ad Istituti religiosi e Collegi privati, ad operai e professionisti, ad
ogni sorta di persone; e tutti avranno da ammirare, e troveranno nella Martire
di carità a piè dell'Imalaia un esempio grandissimo da imitare nelle virtù
cristiane e civili. Il libretto, stampato nitidamente, si dà per l'offerta di
centesimi dieci a pro dei Figli dei Carcerati.
(Autore: Bartolo Longo)
17.ma Lettura
Questo librettino è destinato a fare un gran bene ai fanciulli, perché dimostra come un giovanetto possa con una sana educazione, colla forza della sua volontà, e coll'aiuto di Dio, vincere i suoi istinti cattivi e trasformarsi in giovane virtuoso e pio.
(Autore: Bartolo Longo)
22.ma Lettura
Le lagrime di una madre, o un Sotto-tenente di Cavalleria. Questa lettura espone un recente avvenimento del 1902. Essa è fatta per conforto delle madri che lacrimano sovente sulle perdite dei loro figliuoli. Ed è fatta ancora per quei figli traviati, che debbono sperare la loro conversione nel potente patrocinio della SS. Vergine del Rosario di Pompei.
Si spedisce per l’offerta di cinque centesimi pel pane alle Orfanelle.
(Autore: Bartolo Longo)
24.ma Lettura
Sembra il
titolo di un romanzo, ed è invece un fatto contemporaneo che strappa le
lagrime. È un episodio dell’Opera Civile-umanitaria pompeiana, cioè
dell’Istituzione salvatrice dei miseri Figli dei Carcerati.
La quale
Istituzione nel redimere a vita nuova di onestà e di lavoro i ributtati ma
innocenti Figli di Carcerati, induce pure a redenzione morale i padri
condannati che espiano la lunga loro pena tra i rigori delle celle silenziarie.
Questa commovente narrazione forma il soggetto della ventesimaquarta lettura
che i nostri Figli di Carcerati stampano per la loro minuscola collezione. Si
dà per l’offerta di centesimi dieci pel pane ai Figli di Carcerati.
(Autore: Bartolo Longo)
26.ma Lettura
Commoventissimo racconto
di un fatto prodigioso che dimostra quanto la SS. Vergine di Pompei gradisce la
divozione dei Quindici Sabati.
27.ma Lettura
I nostri
Figli di Carcerati oltre ad essere buoni giovanetti ed ottimi operai hanno
sviluppatissimo il sentimento altruistico.
E in questo raccontino si dimostra
appunto di quali generosi e santi slanci di carità sono capaci questi nostri
fanciulli un giorno sì disprezzati, ed oggi mercè l'opera nostra e la carità
del mondo tanto amati e beneficati.
28.ma Lettura
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xx.ma Lettura
Napoli - Comm. Camillo Agrelli
A chi non è nota la Piccola Lettura edita dai Figli dei Carcerati: Natina?
Quel libretto narra un miracolo concesso dalla Vergine di Pompei alla signorina Fortunatina, figliuola del Comm. Camillo Agrelli di Napoli. Ora questa giovanetta, modello di virtù cristiane, ha avuto la sventura di perdere da poco il suo amato genitore.
Ed ecco come la pia figliuola ci descrive gli ultimi momenti di vita del Comm. Agrelli: «Nel solenne momento dell'agonia, la cara Madre di Pompei diffuse la sua potente misericordia sull'infermo, col farlo ritornare quasi novellamente a vita, e ricevere nella pienezza di sua intelligenza i SS. Sacramenti. E a maggior conforto del malato e dell'intera famiglia, fu chiesta la benedizione del Sommo Pontefice, e si ottenne.
E così rassegnato, sereno e tranquillo, circondato dalle affettuose cure dei figli, e dai Reverendi Padri dell'Oratorio, Taglialatela e Brocchetti, il 12 gennaio alle ore 11 e mezzo si addormentò nel bacio del Signore.
(Napoli, 19 Gennaio 1902. Natina Agrelli fu Camillo)
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xx.ma Lettura
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